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Cultura | 12 febbraio 2026 | 12:00

"Dalla soddisfazione di arrivare lontano con le proprie gambe, al sapore inedito della birra dopo una giornata in sella". Un nuovo libro targato L'Altramontagna e dedicato al tema del viaggio in bicicletta

"Senza quasi lasciare traccia" non è solo un reportage giornalistico, ma anche una riflessione sul significato del "viaggio lento" e il racconto di una manifestazione, il Tuscany Trail, che è diventata un punto di riferimento, anche per la promozione alternativa dei territori rurali. Il nuovo libro di Luigi Torreggiani per People

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La scorsa primavera, come L’Altramontagna, abbiamo avuto il piacere di partecipare a uno dei Trail non competitivi e "unsupported" più famosi d’Italia e del mondo: il Tuscany Trail. Da questa esperienza sono nati quattro reportage firmati da Luigi Torreggiani, che abbiamo pubblicato durante il mese di agosto, ma non solo. Più discutevamo di questo evento, più ci sembrava un esempio positivo e un’occasione ghiotta per parlare di tanti temi che ci stanno a cuore e di cui trattiamo costantemente sul nostro quotidiano.

 

Il Tuscany Trail, infatti, non è solo una manifestazione che richiama migliaia di ciclisti da tutto il mondo: è la scintilla che ha portato sempre più persone a viaggiare in bicicletta, è l’idea che ha spinto sempre più territori a scegliere di promuoversi attraverso proposte di turismo lento. Ed è l’espressione di un movimento in costante crescita, basato su un mezzo ecologico e su un modo differente di vivere l’esperienza del viaggio.

 

Così, proseguendo la collaborazione con la casa editrice People, abbiamo pensato di approfondire quell’esperienza al fine di trasformarla in un libro agile, di facile lettura, ma al tempo stesso denso, ricco di suggestioni e riflessioni. È nato così "Senza quasi lasciare traccia", un particolare reportage giornalistico in quattro tappe, realizzato in sella a una bicicletta gravel, in cui si incrociano tre diversi livelli di lettura: l’esperienza dell’autore lungo le strade del Tuscany Trail; le riflessioni e le divagazioni maturate chilometro dopo chilometro, seguendo il filo dei principali dibattiti sul viaggio e sul turismo lento che spesso trattiamo su L’Altamontagna; infine, una lunga intervista al fondatore della manifestazione, Andrea Borchi, che si è reso disponibile a raccontarne a fondo la storia, lo spirito e anche qualche retroscena.

 

A questa "pedalata giornalistico-letteraria" si sono uniti anche altri due scritti, chiamati ironicamente "Riscaldamento" e "Defaticamento", a cura di nomi noti del nostro quotidiano: il curatore Pietro Lacasella e il nostro esperto di "altro ciclismo" Fabio Dal Pan.

"Non è un filo fragile quello che unisce montagna e bicicletta", scrive Lacasella nel suo "Riscaldamento". "Il ciclismo è uno sport capace di unire gesto atletico e territorio, attività fisica e desiderio di conoscenza, corse contro il tempo e testimonianze culturali. Inoltre, come ha evidenziato Primo Levi, la bicicletta riesce a capovolgere la scala delle ambizioni geografiche: non sono più le vette a farsi magneti del viaggiatore, bensì le valli, i paesaggi a mezza costa, i valichi, le colline".

 

Secondo Dal Pan, il movimento nato attorno ai viaggi in bicicletta, anche grazie a esperienze come il Tuscany Trail, è da considerare "salvifico", perché porta con sé, a cascata, una quan­tità innumerevole di benefici che vanno ben oltre l’aspetto economico. "Chi scopre la bici per viaggiare", scrive Dal Pan, "scopre che il mondo è molto più ricco e molteplice di quanto pensava prima […]. Scopre la soddisfazione inestimabile di arrivare con le proprie gambe in cima a una salita, sia essa una collina di poche centinaia di metri o lo Stelvio, e il sapore inedito che ha una birra dopo una giornata in sella. Scopre che il sentirsi vulnerabili, in balia del meteo e delle circostanze della strada, lungi dall’essere una debolezza è, invece, la condizione più generativa che esista. Una volta tornato a casa scopre anche, magari, che la bicicletta può essere, in aggiunta, un formidabile mezzo per gli spostamenti urbani. Inizia a rallentare, a guardare con occhi nuovi, a osservare il mondo da un’altra prospettiva. In molti casi diventa anche un automobilista migliore".

"Come sa bene chi legge L’Altramontagna, solitamente scrivo di albe­ri, foreste e gestione forestale", commenta Luigi Torreggiani, autore del libro. "Ma questa volta ho voluto cimentar­mi in una nuova sfida, convinto che il Tuscany Trail avesse molto da raccontare, anche rispetto alla nascita di un vero e proprio movimento e alla necessità, sempre più urgente, di costruire un rappor­to diverso, più consapevole, tra chi fruisce i territori rurali e chi li abita. Ma non avevo pianificato di scrivere un libro. Posso dire, anzi, che il libro mi è nato tra le mani quasi per caso. Dopo quell’esperienza in bici attraverso la Toscana la voglia di scrivere era fortissima. Non solo di quell’esperienza in sé, ma del viaggio a pedali in generale. Da dieci anni, infatti, viaggio in bicicletta. Sia chiaro, non faccio niente di stra­ordinario: qualche fine settimana lungo o traversate di una decina di giorni per l’Eu­ropa alla portata di tutti. Sono una persona normalissima, ben lontana dalla definizione di "atleta". Uno che, proprio per tutto questo, non ha mai sentito l’esigenza di raccontare le proprie "imprese". Nonostante questo, l’occasione del Tuscany Trail ha riportato alla luce vecchi appunti, riflessioni e immagini che ho accumulato, chilometro dopo chilometro, in tutti i miei viaggi. E poi, la lunga intervista al fondatore della manifestazione, Andrea Borchi, mi ha aperto un mondo, una storia nella storia, che meritava di essere raccontata. Mi auguro che questo breve racconto, nato quasi per caso mescolando luoghi e fatti vissuti, riflessioni sbocciate pedalando e la storia di una curiosa e interessante realtà, possa contribuire alla "causa" del viaggio lento e a basso impatto ambientale. Che sia un energico colpo di pedale in un lungo viaggio collettivo".

 

Il libro è già acquistabile in preordine sul sito di People. Uscirà in libreria il 27 marzo. 

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