Quanta montagna c'è davvero in un "formaggio di montagna"? E cosa s'intende poi per formaggio di montagna? "Quando la bocca della vacca fa il bel pascolo, fa anche il buon formaggio"

"Paesaggio e prodotto sono intimamente collegati. Se curi uno, curi anche l'altro". Marco Albino Ferrari introduce il tema del secondo appuntamento di "R-Evolution Green", il ciclo di incontri al Teatro Verdi di Pordenone dedicati quest'anno al cibo di montagna, dalla sua produzione e lavorazione. Giovedì 15 gennaio si parlerà di latte crudo e formaggi di montagna

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Al Teatro Verdi di Pordenone ritorna R-Evolution Green, un ciclo di sei incontri scientifico-divulgativi sulla montagna in calendario fino maggio 2026, per indagare temi legati al cibo di montagna, dalla sua produzione e lavorazione. Ogni incontro si focalizzerà su una tipologia di prodotto differente, con la presenza di esperti e il coordinamento di Mauro Varotto, curatore della rassegna.
Il secondo appuntamento, in programma giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 18 al Ridotto del Verdi, si intitola Latte crudo e formaggi di montagna e vedrà l’intervento di Michele Trentini e Irene Piazza, in una tavola rotonda condotta da Mauro Varotto e introdotta da Diego Dalla Via.
In un’epoca in cui i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più effimera la neve in quota, latte e formaggi sono destinati a recuperare il secolare ruolo di "oro bianco" delle Alpi, ovvero di merce preziosa destinata alla commercializzazione ben oltre i perimetri montani. Negli ultimi anni si sono infatti moltiplicate le denominazioni di origine di formaggi e latte di montagna, ma nel frattempo le superfici a prato-pascolo continuano a ridursi e gli allevamenti assumono dimensioni industriali inseguendo la domanda in crescita. L’incontro ci introduce nel complesso mondo dei formaggi di montagna, fornendo una bussola per orientarsi tra le trappole del marketing, alla ricerca di una relazione viva che coniughi benessere animale, ambiente montano, qualità del prodotto e salute del consumatore, con un piccolo pezzo di prateria alpina da portare a casa.
Michele Trentini si occupa di antropologia visuale e ha realizzato diversi film documentari dedicati al rapporto tra uomo e paesaggio, tra i quali Piccola terra (2012), Contadini di montagna (2015), Ritratti in malga (2017), Latte Nostro (2019), Paesaggi del cibo (2023). Con Daniela Perco e Iolanda Da Deppo è autore di Vaia. La tempesta nella memoria (Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO – Leggimontagna 2025).
Irene Piazza è malgara, casara e allevatrice. Laureata in scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione collabora con diversi enti nell’ambito della formazione casearia e della divulgazione sui temi inerenti l’alpeggio, l’agroecologia e il latte crudo. Nel periodo estivo alpeggia sul Passo Brocon da quindici stagioni, d’inverno l’azienda di cui è socia Selma agricola Sermondi è attiva sui Colli Berici (VI).
In questo video, Marco Albino Ferrari introduce il tema della serata.
La settimana scorsa l’Unione Europea ha stretto accordi commerciali con i Paesi sudamericani del Mercosur e gli allevatori sono scesi in piazza. Temono una concorrenza impropria: grandi quantità di prodotti alimentari da zone dove le norme ambientali e sanitarie sono meno restrittive.
Di riflesso, si potrebbe pensare allora che con questo via vai di cibo in giro per il mondo le produzioni territoriali acquisteranno valore. Per esempio, latte e formaggi montani di alta qualità potrebbero recuperare il secolare ruolo di "oro bianco delle Alpi". Forse. Ma sta di fronte a noi un paradosso.
In questi ultimi anni le denominazioni di origine per formaggi e latti di montagna si sono moltiplicate, eppure le superfici a prato-pascolo hanno continuato a ridursi.
Dunque, quanta montagna c’è davvero in un "formaggio di montagna"? E cosa s’intende poi per formaggio di montagna? Per capirlo potremmo superare una geografia fatta di perimetri definiti e mettere invece al centro le relazioni tra ambiente e produzione. Perché paesaggio e prodotto sono intimamente collegati. Se curi uno, curi anche l’altro.
E come dice come Gianni Rigoni Stern, esperto gestore delle malghe dell’Altopiano di Asiago, "quando la bocca della vacca fa il bel pascolo, fa anche il buon formaggio".
R-Evolution Green 2025/26: il programma

- Venerdì 12 dicembre – Montagna Teatro Festival
Davide Papotti, Marialaura Felicetti, Pier Giorgio Sturlese
Tavola rotonda sul "cibo di montagna"
Montagne di cibo o cibo di montagna? Dai perimetri alle relazioni
- Giovedì 15 gennaio
Irene Piazza, Michele Trentini
Latte crudo e formaggi di montagna
- Giovedì 12 febbraio
Valentina De Marchi, Luca Battaglini
Prosciutti e carne di montagna
- Giovedì 26 marzo
Luigi Torreggiani, Daniela Perco
Frutti di bosco, frutta di montagna
- Giovedì 16 aprile
Antonio Sarzo, Carlo Santarossa
Piante alimurgiche, tisane e fiori di montagna
- Giovedì 21 maggio – Casa 40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo
Luca Bonardi, Donatella Murtas
Vini di montagna e viticoltura "eroica"
I primi cinque appuntamenti, ad ingresso gratuito, si terranno presso il Ridotto del Teatro (ingresso da Via Roma) con inizio alle 18.00, mentre l’ultimo appuntamento di maggio si terrà presso Casa40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Gli incontri da gennaio a maggio saranno introdotti da un breve reading teatrale di Diego Dalla Via.
Per informazioni: teatroverdipordenone.it













