120 milioni di euro per il bob a Cortina, quando la legge sulla Montagna stanzia appena 200 milioni all’anno per i servizi essenziali. Eppure è considerata "sostenibile"

Colpiscono due concetti evocati dal Ministero che in tutta questa operazione sembrano stare come i cavoli a merenda: "sostenibilità" e "servizio al territorio". Perché volerli affermare? La realtà è perché è esattamente lì che l’operazione non sta in piedi

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Novità dalla pista di bob a Cortina. Ieri (come riportavamo in questo articolo) è partita la produzione del ghiaccio e contestualmente è entrata in servizio la squadra dei ghiacciatori che modellerà il percorso, fino a farlo diventare uno specchio.
Per dare solennità all’arrivo della materia prima su cui si gioca, oltre all’abilità dei bobbisti, anche la credibilità dell’Italia, il Ministero delle infrastrutture ha emanato un comunicato in cui spiega che il ghiaccio viene creato da una centrale di 4,4 megawatt, composta da 33 stazioni di pompaggio e 77 zone di regolazione. «L’Italia torna ad avere una pista “di casa” per gli allenamenti degli azzurri» così dice il comunicato, «che unisce sport, innovazione e sostenibilità al servizio del territorio».
Ecco, mi colpiscono due concetti evocati dal Ministero che in tutta questa operazione sembrano stare come i cavoli a merenda: “sostenibilità” e “servizio al territorio”. Perché volerli affermare?
La sostenibilità sta forse nell’aver occupato un versante della conca ampezzana distruggendo un lariceto ed erigendo una struttura non smantellabile, dunque che rimarrà anche quando non servirà più? Il “servizio al territorio” sta forse in un impianto costato tra i 120 e i 140 milioni di Euro a favore di un numero esiguo di praticanti (in Italia non più di una cinquantina tra bob, slittino e skeleton)? Il “servizio al territorio” sta in un impianto dai costi di gestione vertiginosi e dai ricavi incerti?
Ricordo che la Legge Calderoli sulla Montagna approvata dal Senato un mese fa stanzia 200milioni all’anno per sostenere i servizi come scuola, salute, viabilità, manutenzione dei versanti. 200milioni per tutta la montagna italiana, Alpi e Appennini.
Perché dunque voler evocare proprio i concetti di “sostenibilità” e di “servizio al territorio”? La realtà è perché è esattamente lì che l’operazione non sta in piedi. È proprio perché è in quelle due categorie che si nasconde la consapevolezza di essere in difetto. Tutto ciò ha un nome: coda di paglia.












