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Idee | 21 gennaio 2026 | 18:31

Europarlamentare di Fratelli d'Italia rilancia le teorie negazioniste di chi "si ribella al pensiero unico di Greta Thunberg". Ma la maggioranza della comunità scientifica lo smentisce

Quando la scienza mette in discussione un modello culturale oppure economico, le forze conservatrici si attivano per sottoporla ad aggressive dinamiche di erosione. È quanto, ad esempio, sta avvenendo con i cambiamenti climatici, oggetto di un recente post di Sergio Berlato. Nella negazione sembra quindi emergere il disperato desiderio di mantenere inalterato l'ordine in un contesto di rapide trasformazioni

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Eppur si muove", sembra aver mormorato Galileo dopo essere stato costretto dall’Inquisizione a ritrattare il suo sostegno al sistema eliocentrico. La celebre espressione non si limita a riflettere un episodio lontano nella storia, perché al suo interno include una distorsione assolutamente attuale. Ancora oggi, infatti, quando la scienza, attraverso il suo sviluppo, mette in discussione un modello culturale oppure economico, le forze conservatrici si attivano per sottoporla ad aggressive dinamiche di erosione.

 

È quanto, ad esempio, sta avvenendo con i cambiamenti climatici. La scienza, in modo compatto, mette in guardia sulla correlazione tra attività antropiche e aumento delle temperature; invita a un cambio di passo; esorta le istituzioni a rinnovare i modelli socioeconomici a partire dalle nuove facce del cambiamento.

 

Le forze conservatrici, invece, vedono nel connaturato timore umano per le trasformazioni un’occasione per trarre guadagni immediati. Così prendono rapidamente forma operazioni di contronarrazione finalizzate a sminuire gli approdi scientifici; a seminare scetticismo; a esautorare la comunità scientifica, magari a partire da teorie laterali concettualmente e fattualmente fragili (poi regolarmente smontate).

 

Tale strategia risulta evidente in un recente post dell’Europarlamentare di Fratelli d’Italia Sergio Berlato, intitolato Non c’è alcuna emergenza climatica in corso: "Mentre alcuni costruiscono le loro teorie sulla base di previsioni catastrofiche", scrive Berlato, "gli scienziati seri riportano dati storici e scientificamente documentati, dai quali si desume che i cambiamenti climatici sono sempre esistiti ed esisteranno sempre". E poi ancora: "Sono 208 gli scienziati italiani di Clintel Italia che si ribellano al pensiero unico di Greta Thunberg e dell’Ipcc dell’Onu".

 

Sulle tesi avanzate da Clintel non vale la pena soffermarsi molto, poiché già riconosciute come false o fuorvianti dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica che si occupa del tema specifico: le oscillazioni climatiche, infatti, ci sono sempre state, ma la rapidità e l’intensità con cui oggi si stanno manifestando è spiegabile solo attraverso un’incidenza antropica che nulla ha a che fare con la naturale variabilità climatica. Non si tratta di opinioni politiche o di simpatie per Greta Thunberg: è un dato di fatto.

 

Nella negazione sembra quindi emergere il disperato desiderio di mantenere inalterato l’ordine in un contesto di rapide trasformazioni. È quindi necessario riadattare in chiave moderna l’Inquisizione per costringere gli scienziati all’abiura o al silenzio non più organizzando processi, ma attraverso una logorante gogna mediatica.

 

 

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