Il paese sospeso sull'Appennino abruzzese: le case, disposte su più livelli, seguono l'andamento della montagna, creando un intreccio di vicoli, scalette e terrazze

Nella Riserva naturale delle Gole del Sagittario, ad Anversa degli Abruzzi, alla scoperta di ambienti unici e di una straordinaria biodiversità, fino al piccolo paese di Castrovalva, sospeso su un ripido crinale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
il paese si raggiunge dall’uscita della A25 di Cocullo
Arrivare ad Anversa degli Abruzzi nelle prime ore del mattino significa ritrovarsi accolti da un paesaggio che, nonostante la vicinanza alle grandi direttrici di comunicazione tra L’Aquila, Roma e la costa del Pescarese, conserva un carattere remoto, quasi sospeso. Siamo a pochi minuti dal confine settentrionale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in una sorta di vestibolo naturale del Parco stesso. Il paese, adagiato a 560 metri di quota su un ripido versante che domina la gola scavata dal fiume Sagittario, introduce alla geografia aspra e luminosa di questi luoghi, tra pareti calcaree scavate dall’erosione, versanti strapiombanti e boschi che si alternano a radure e terrazzi coltivati.
Ai piedi dell’abitato si trova la Riserva naturale regionale Gole del Sagittario, nonché Oasi WWF, un corridoio ecologico di grande valore, riconosciuto a livello internazionale per la biodiversità e per la presenza di specie faunistiche affascinanti, il lupo e l’orso, il cervo e il cinghiale, la lepre italica, il camoscio appenninico e tanti altri. Il cuore della Riserva è una stretta gola calcarea, uno dei più spettacolari canyon appenninici, dove il fiume scorre incassato tra alte pareti, in un’area modellata dall’azione combinata dei fenomeni carsici e dell’erosione fluviale, in cui si leggono milioni di anni di storia della dorsale appenninica. Il tutto immerso in una stupefacente alternanza di microambienti botanici, da quelli umidi della parte bassa fino alle praterie aride che circondano il paese sospeso di Castrovalva, creando un mosaico vegetazionale unico, dove convivono specie mediterranee e appenniniche.

Dalle gole alle creste
Per raggiungere l’ingresso (gratuito) della Riserva, con un piccolo Centro visite all’interno di un vecchio mulino, dal centro di Castrovalva si scendono i vicoli verso il fondovalle, e in breve si entra in un’oasi verde tra grandi querce, mentre di fianco scorre placido il Sagittario, alimentato dalle vicine sorgenti di Cavuto. Siamo alla base delle Gole del Sagittario, e per percorrerle bisogna seguire il facile e ben segnalato sentiero n° 18 che costeggia dapprima il fiume, tra limpide pozze di acqua, poi comincia a risalire il fianco della gola superando anche una serie di tratti scavati nella roccia. La vegetazione si fa più fitta, con le pareti verticali che creano un microclima fresco e umido anche in estate, dove prosperano felci e muschi, insieme a specie igrofile che raramente si incontrano a queste quote nell’Abruzzo interno. Il rumore dell’acqua accompagna a lungo il sentiero, con brevi saliscendi e passaggi più esposti sul fianco della valle, offrendo in diversi punti vedute spettacolari sulla forra scavata dal fiume. Superato il corso d’acqua, sul versante opposto si affronta un’ultima – per ora – salita e si esce dal canyon sulla strada asfaltata, nei pressi del bivio per Castrovalva. Si deve ora seguire per un breve tratto – circa 800 metri – la stretta strada che sale al paese, poco trafficata e dal grande impatto scenografico, con splendide viste delle Gole del Sagittario, fino a riprendere l’ultimo tratto di sentiero, poco oltre il primo tornante. La vegetazione cambia gradualmente, i boschi si diradano, lasciando spazio a versanti assolati, il sentiero passa sopra la piccola galleria della strada, che buca letteralmente la montagna portandosi sull’opposto versante, e giunti sulla dorsale, la si segue verso destra fino alle prime case di Castrovalva, arroccata su una stretta cresta a 820 metri di quota.

Il paese sospeso
L’arrivo a Castrovalva ha qualcosa di teatrale: il paese compare quasi all’improvviso, raccolto lungo il crinale come un piccolo presepe di pietra. Le case, disposte su più livelli, seguono l’andamento della montagna, creando un intreccio di vicoli, scalette e terrazze che mantengono intatto il fascino dell’antico impianto medievale. La posizione del paese – un balcone arroccato tra due valloni – spiega tanto la sua storia quanto il suo isolamento. Per secoli Castrovalva fu un importante punto di controllo sui transiti tra la Valle del Sagittario e l’altopiano superiore, mentre oggi è un paese silenzioso. Tranne in estate, quando si anima di tanti emigrati di ritorno per le vacanze, che animano gli stretti vicoli e la piazzetta, insieme all’unico punto vendita, che è bar e negozietto insieme. Girando tra le case emergono i segni della vita rurale di un tempo, le porte basse, le rimesse, le vecchie cantine ricavate nella roccia, con le finestre delle case più esterne che si affacciano letteralmente sul vuoto.
Per tornare ad Anversa e chiudere un anello, si deve attraversare tutto il paese e prendere la strada che scende verso il basso fino al primo tornante. Qui si segue una stradina sulla destra che conduce al cimitero, a sinistra del quale si continua per una sterrata in moderata discesa e qualche saliscendi. Poco prima di una grande radura, non resta che svoltare a sinistra sul sentiero n° 19, iniziando a scendere nel bosco, con alcuni tratti che richiedono un minimo di cautela, fino a tornare alle sorgenti di Cavuto, all’ingresso della Riserva.

IL PERCORSO
Regione: Abruzzo
Partenza e arrivo: Anversa degli Abruzzi (560 m)
Accesso: il paese si raggiunge dall’uscita della A25 di Cocullo
Dislivello: 450 m
Durata: 3 h (l’anello completo)
Difficoltà: E (escursionistico)
Immagine di apertura: le Gole del Sagittario. © Fabio Ciminelli











