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Itinerari | 21 marzo 2025 | 11:16

Monte Capanne: sul tetto dell'Isola d'Elba, circondati dal mare

Escursione circolare sulla cima più alta di tutto l’Arcipelago Toscano, attraverso boschi secolari, macchia mediterranea e rocce granitiche, circondati dal blu del mare

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Toscana
E (escursionistico)
750 m
3/4 h (5/6 h l’intero anello)
Marciana (375 m)
Monte Capanne (1019 m)

da Portoferraio, punto di attracco dei traghetti da Piombino, si segue la strada per Marciana Marina, da dove si sale al borgo di Marciana

Salire sulla cima più alta di un territorio è da sempre un’aspirazione di molti escursionisti e alpinisti, che sia una regione, un settore montuoso specifico, un continente, o anche il mondo intero. Ed ecco che l’Everest, il Monte Bianco, il Gran Sasso, il Monviso, da “semplici” montagne – che semplici, a salirle, non lo sono poi così tanto – vanno ad assumere significati diversi, diventando quasi dei simboli. E badiamo bene, non è solo per la quota, che mette il terreno circostante ai propri piedi, quasi in un’ottica di dominio, una prospettiva ben lontana da quella che, secondo noi, dovrebbe muovere chi si sposta sulle montagne, con qualunque mezzo e in qualunque luogo.

 

È invece, forse, la simbologia stessa a spingere a salire su queste cime, un’aspirazione a salire, ad arrivare dove l’ascesa termina definitivamente. Ciascuno ha il suo approccio, ci mancherebbe, e non si vuole certo fare un processo alle intenzioni o scandagliare le motivazioni di chi cammina o scala le Alpi e gli Appennini, questioni tanto intime quanto profonde che lasciamo volentieri a chi ha più competenze (la bibliografia su questi temi è ampia e variegata). Non si può negare, però, che arrivare sulla “cima più alta di” ha un suo fascino, un’attrattiva particolare.

 

Anche su un’isola, e anche su un’isola piccola come l’Isola d'Elba, la più grande dell’Arcipelago Toscano e la terza più estesa d’Italia, con una superficie di circa 223 km2. Il mosaico di paesaggi straordinari, che va dalle spiagge di sabbia dorata alle scogliere frastagliate, dalle colline coperte di leccete e castagneti a severe cime di granito, custodisce un patrimonio naturalistico di rara bellezza. Il territorio, non a caso, è protetto dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, istituito nel 1996 per salvaguardare la biodiversità dell’arcipelago e preservarne l’ambiente incontaminato.

 


Fioriture sulla cresta nordest del Monte Capanne. © S. Melzig

 

Castagneti e antichi luoghi di culto
Conosciuta soprattutto per il turismo balneare estivo, ma con tantissime possibilità per l’escursionismo e la mountain bike, l’Elba passa dal livello del mare, attraverso ambienti molto diversi di boschi, valli e aspri crinali, fino alla cima del Monte Capanne, che con i suoi 1019 metri di altezza è il punto più elevato dell’isola e dell’intero Arcipelago Toscano. Una vetta granitica da cui godere di un panorama impareggiabile, che nei giorni più limpidi spazia dalla Corsica alle Alpi Apuane, fino alle isole di Capraia, Pianosa, Montecristo e persino il Giglio.

 

Una vetta consigliabile soprattutto nelle mezze stagioni, per evitare il caldo e l’affollamento estivi, e da raggiungere a piedi, con un itinerario facile e dal dislivello contenuto, anche se non proprio corto. Certo, sulla cima del Capanne – per la precisione, subito sotto – arriva anche un impianto di risalita, una bidonvia d’antan, che qualcuno chiama funivia, altri cestovia, nella sostanza delle cabine gialle “a cestello” aperte, capaci di portare sulla vetta in 18 minuti. Ma perché negarsi il piacere di una bella sudata per guadagnare la sommità? In fondo, il punto di partenza è lo stesso, il piccolo borgo medievale di Marciana, a 375 metri di quota sulle pendici settentrionali della montagna.

Proprio da qui, presso la Porta di Sant’Angelo, inizia il sentiero n° 101, che nella sua parte iniziale si snoda in un ambiente ombreggiato e suggestivo tra castagni secolari, che per generazioni hanno rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità locali. Poco più avanti, oltre un piccolo rudere, una rapida deviazione sulla destra porta alla Grotta di San Cerbone, dove secondo la tradizione dimorò il santo, vescovo di Populonia in fuga dalle persecuzioni dei Vandali, fino alla sua morte, il 10 ottobre 575.

 

Più sopra, proseguendo sul sentiero n° 101, il bosco inizia a diradarsi, e dopo circa un’ora si raggiunge il Romitorio di San Cerbone (530 m), un antico eremo costruito nel 1421 in onore del santo, sul luogo dove era posta un’edicola commemorativa, posizionata forse già nel 575. Siamo nel “più antico luogo di culto dell’Isola d’Elba”, come si legge sul muro esterno della chiesa.

 


Vista verso il promontorio dell’Enfola dalla vetta del Monte Capanne (1019 m); in primo piano, l’arrivo della cestovia da Marciana. © Etienne

 

Macchia mediterranea, rocce… e vetta!
Lasciato alle spalle il romitorio, si prosegue la salita, con la vegetazione che muta e lascia spazio alla macchia mediterranea, tra corbezzoli, eriche e lentischi. Il profumo del mirto accompagna l’ascesa, via via più ripida, fino a raggiungere la GTE (Grande Traversata Elbana), un lungo e impegnativo trekking che attraversa longitudinalmente tutta l’isola. Senza farsi “distrarre” da questo percorso, si prosegue a sud, ancora sul n° 101, uscendo sulla cresta nordest del Monte Capanne, dove si ritrova la GTE.

 

Il panorama inizia ad ampliarsi, mentre il tracciato si fa più impegnativo, con il sentiero che si snoda lungo la dorsale, su lastre di granito e tratti rocciosi esposti al sole. In alcuni punti è richiesto un passo sicuro, ma la fatica della salita è ampiamente ricompensata dagli scorci panoramici che si aprono progressivamente verso la costa e il mare. Ed eccola, finalmente, la cima del Monte Capanne, caratterizzata da imponenti affioramenti granitici, testimonianza della particolare conformazione geologica dell’isola, con la piccola cestovia e la vista che, da quassù, è semplicemente straordinaria: le isole dell’Arcipelago Toscano emergono come perle sul mare, mentre all’orizzonte si intravedono le coste della Corsica e della Toscana.

E come sempre, soprattutto quando si raggiunge la “massima elevazione”, non resta che scendere. Con l’impianto di risalita? Ma no! Come si guadagna la cima, bisogna anche guadagnare la valle… Magari con un percorso ad anello, ossia tornando sui propri passi fino al secondo incrocio (scendendo, a quota 650 metri circa) con la GTE, che questa volta si segue verso sinistra (ovest), traversando tutto il versante settentrionale della montagna su grandi lastre granitiche, in un ambiente molto suggestivo.

 

Giunti al bivio sotto il crinale che unisce il Monte Giove con La Stretta, si abbandona la GTE e, verso nord, si segue il sentiero n° 110, con la vegetazione che torna a farsi più fitta, tra gli alberi di corbezzolo che, in autunno, offrono un magnifico contrasto cromatico tra i frutti rossi e gialli e i fiori bianchi a forma di piccoli otri. Con un ultimo tratto, deviando a destra sul sentiero n° 103, si rientra infine a Marciana, con i suoi vicoli acciottolati e le antiche case in pietra, magari per una vista alla Casa del Parco, dove approfondire la conoscenza dell’ecosistema dell’isola e della sua straordinaria biodiversità.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Toscana
Partenza: Marciana (375 m)
Arrivo: Monte Capanne (1019 m)
Accesso: da Portoferraio, punto di attracco dei traghetti da Piombino, si segue la strada per Marciana Marina, da dove si sale al borgo di Marciana
Dislivello: 750 m
Durata: 3/4 h (5/6 h l’intero anello)
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: il borgo di Marciana, punto di partenza dell’itinerario, e il Monte Capanne (1019 m). © Freeworld2009

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