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Itinerari | 23 maggio 2025 | 17:00

Nel cuore roccioso delle Alpi Retiche: il regno granitico del Masino, ai piedi del monte Disgrazia

Nella Valle di Preda Rossa e al rifugio Ponti, storico punto di appoggio tra Val Masino e Valmalenco. Passando da caratteristici ambienti umidi al silenzioso mondo roccioso dell’alta quota

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Lombardia
E (escursionistico)
600 m
2 h
Piano di Preda Rossa (1950 m)
rifugio Cesare Ponti (2559 m)

da Morbegno, in Valtellina, si sale in Val Masino e, presso Filorera, si prende la rotabile per la Valle di Sasso Bisolo e Preda Rossa (strada soggetta a pedaggio e limitazioni nella circolazione)

Valtellina, Morbegno, e poi su in Val Masino, cuore roccioso delle Alpi Retiche. Ad attendere gli appassionati di montagna, uno spazio sterminato di boschi e soprattutto, più in alto, vasti anfiteatri di pascoli in quota e distese di granito che si alzano verso il cielo. Il Pizzo Badile e il Cengalo, con tutta la corona di cime che li contornano, e poi il Monte Disgrazia (3678 m), nome funesto (ma l’origine dell’oronimo non fa riferimento a tragici incidenti, piuttosto sembrerebbe derivare dal termine dialettale lombardo des’giaca, disghiaccia) per una montagna iconica dalle forme strepitose, isolato rispetto ad altri giganti alpini, che appare come un monarca di pietra, sorvegliato da creste taglienti e valloni profondi. Paradiso per gli escursionisti – chi non conosce il Sentiero Roma? Ma le possibilità sono davvero molte, in quota come nei fondovalle – ed Eldorado per gli scalatori, che trovano un terreno d’elezione nella splendida Val di Mello. Conosciuta dai climber di tutto il mondo, quest’ultima si stacca da San Martino e sale rettilinea, bucolica e circondata dalle mitiche e impressionanti placche di granito “scoperte” dai mitici Sassisti negli anni Settanta e Ottanta del Novecento. Iperfrequentata nella bella stagione, quando centinaia di gitanti la prendono letteralmente d’assalto per un bagno nel torrente, un picnic sui prati o un sostanzioso pranzo a base di pizzoccheri e taragna in uno dei rifugi tra Cascina Piana e Rasega, è percorsa, oltre che da alpinisti e da scalatori – tantissimi i tedeschi – anche dagli amanti dei lunghi trekking, che salgono alle quote più alte, verso uno dei rifugi o dei bivacchi ai piedi della dorsale di roccia che separa il bacino del Masino da quello elvetico della Bregaglia. Molto meno battuta, ma altrettanto meritevole, è la Valle di Preda Rossa, quasi parallela alla Val di Mello e che letteralmente va a sbattere contro il Disgrazia, separando la Val Masino dalla Valmalenco. E meta della nostra incursione di oggi, con destinazione il rifugio Cesare Ponti.


Vista sul Piano di Preda Rossa salendo verso il rifugio Ponti. © Alexander Legath

LA GRANDE PIANA GLACIALE
Risaliamo quindi la Val Masino e, all’altezza di Filorera, prendiamo a destra la stretta e tortuosa strada, a tratti ripida (serve pagare un pass per salire, e conviene sempre informarsi sulla sua apertura, la rotabile è spesso soggetta a lavori e chiusure, soprattutto in caso di meteo avverso), che percorre la Valle di Sasso Bisolo e raggiungiamo l’ampio parcheggio appena prima del Piano di Preda Rossa (1950 m circa). Attraversiamo il ponte sul torrente e subito entriamo in un paesaggio di ampio respiro, con la possente mole del Disgrazia che appare sullo sfondo. La piana glaciale di Preda Rossa è una meraviglia naturalistica: torbiere, ruscelletti, prati alpini e rocce levigate si susseguono in una quiete rarefatta. È un ambiente dove domina il larice, alternato a ciuffi di ontano verde e pino cembro. Nei mesi estivi, i prati si colorano di genziane e rododendri, mentre la fauna locale – dalle marmotte ai camosci – popola silenziosa gli angoli più remoti. Proseguiamo lungo un sentiero ben tracciato e segnalato, che costeggia la piana in direzione nordest, superiamo una fascia di rado bosco cosparsa di massi e arriviamo presso una seconda piana, immersi in questo mondo ancestrale, poi iniziamo a salire con decisione verso nord. Dopo poco lo sguardo si apre sulle cime dei Corni Bruciati, che sembrano emergere come torri scolpite da un tempo arcaico, e continuando a salire il sentiero prende quota lungo pendii erbosi sempre più radi, dove la vegetazione lascia il posto ai licheni e alle tipiche rocce montonate del Masino.


Il rifugio Cesare Ponti (2559 m). © Alexander Legath

GRANITO, GRANITO... E ANCORA GRANITO
Manca ormai poco al rifugio, dobbiamo solo superare un ultimo tratto faticoso, ma ormai la meta è vicina. Pochi passi ancora, con i magri prati che cedono il passo al mondo di granito, ed eccoci al rifugio Cesare Ponti (2559 m), su una terrazza naturale che regala una vista imponente sulla testata della Valle di Preda Rossa e sul Monte Disgrazia. È una costruzione solida in pietra, perfettamente integrata nel paesaggio, che offre 60 posti letto e un’accoglienza essenziale ma autentica, dove si incontrano gli alpinisti diretti al Disgrazia e gli escursionisti che vogliono cimentarsi con le traversate verso la testata della Val di Mello, lungo il Sentiero Roma, o verso la Valmalenco attraverso il Passo di Corna Rossa. Ma in molti salgono sin qui anche solo per fermarsi a contemplare il panorama, un sipario di rocce, nevai e cielo che muta ogni ora con la luce, con il Piano di Preda Rossa che si stende giù in basso come una tavolozza verde punteggiata da macchie d’acqua e schegge di granito. Dietro, le cime del Masino sembrano allinearsi in un coro silenzioso, con la mole del Disgrazia, le sue creste affilate e i ghiacciai che ancora resistono, a incutere un sereno e severo rispetto. Il silenzio è quasi totale, rotto solo dal fruscio del vento e, a tratti, dal verseggiare del gracchio o dal fischio della marmotta. C'è qualcosa di profondamente autentico in questo luogo, che si respira ancora di più salendo alla vicina Bocchetta Roma (2898 m), affacciata sulla testata della Val di Mello, dove il panorama si apre sull’incredibile mondo di granito del Masino e verso la Valmalenco, con le Orobie proprio di fronte. E durante la discesa, non si può evitare di immaginare questo luogo, questa valle, queste montagne, avvolte dai caldi colori dell’autunno. Dove è la montagna che ti parla, senza bisogno di alzare la voce.

 

IL PERCORSO
Regione: Lombardia
Partenza: Piano di Preda Rossa (1950 m)
Arrivo: rifugio Cesare Ponti (2559 m)
Accesso: da Morbegno, in Valtellina, si sale in Val Masino e, presso Filorera, si prende la rotabile per la Valle di Sasso Bisolo e Preda Rossa (strada soggetta a pedaggio e limitazioni nella circolazione)
Dislivello: 600 m
Durata: 2 h
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: il Piano di Preda Rossa e, sullo sfondo, il Monte Disgrazia (3678 m). © Vitto

 

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