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Itinerari | 04 aprile 2025 | 11:16

Nel Sulcis-Iglesiente, tra il blu intenso e il passato minerario della costa sarda occidentale

Un facile itinerario, da affrontare quando i turisti estivi non hanno ancora preso d’assalto il mare, alla scoperta di storie antiche, immersi nella macchia mediterranea

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Sardegna
E (escursionistico)
550 m
3 h e 30 min
Buggerru (0 m)
Buggerru (0 m)

da nord, si raggiunge Arbus, quindi, al bivio per Fluminimaggiore/Buggerru, si prende a destra, arrivando alla spiaggia di San Nicolao e al paese; da sud, invece, da Cagliari e Iglesias, si segue la Provinciale 83, attraversando Nebida e Masua, e superando il bivio per Cala Domestica, fino a scendere su Buggerru

Buggerru, un piccolo paesino affacciato sul mare, nella provincia del Sud Sardegna, noto per il suo passato legato all’estrazione mineraria. Un territorio caratterizzato da coste frastagliate, alte falesie calcaree e insenature sabbiose, che in estate si riempiono di turisti al sole. Ma che nelle altre stagioni diventano un vero paradiso per chi ama camminare nel silenzio, alla scoperta di percorsi antichi, segnati dalla millenaria presenza umana, dove una natura selvaggia e arcaica, a tratti rude, circonda un mare di una bellezza quasi disarmante.

 

È in questo territorio che si può compiere un anello escursionistico davvero bello, che transita da alcune importanti testimonianze del passato minerario dell’isola, quindi tocca Cala Domestica, una delle spiagge più suggestive della zona, incastonata tra promontori rocciosi, per poi rientrare passando dai tipici ambienti dell’entroterra sardo, tra bassa vegetazione e profondi canyon. Una vera esperienza dove respirare la testimonianza vivente dell’incontro tra natura e attività umane del passato e del presente. Senza soluzione di continuità.​

 


Un antico carrello usato per l’estrazione mineraria presso l’ingresso della Galleria Henry. © Stephan Scheeff

 

Antiche miniere
Il percorso ha inizio direttamente dal centro abitato di Buggerru, precisamente da via Pranu Sartu. Da qui, lasciandosi alle spalle le ultime abitazioni del paese, che fuori stagione è di una tranquillità che non ti aspetti, si imbocca una stradina in salita che conduce alla Galleria Henry, emblema dell’ingegneria mineraria del XIX secolo. Questo tunnel, scavato nella roccia nel 1865, si estende per circa un chilometro attraverso l’altopiano di Planu Sartu. Le sue ampie dimensioni furono pensate per ospitare una locomotiva a vapore introdotta nel 1892, rivoluzionando il trasporto dei minerali.

 

Oggi la galleria, un suggestivo labirinto nel cuore della Terra, è stata messa in sicurezza e dotata di indicazioni, visitabile su prenotazione, per un’esperienza davvero affascinante e unica. Percorrendo la galleria, infatti, si alternano tratti in penombra a finestre naturali e gallerie minori che si affacciano sul mare direttamente dalla falesia rocciosa, offrendo scorci di rara bellezza. ​

 

Lasciato l’ingresso della galleria sulla destra, si continua in salita verso sinistra, con stretti tornanti, uscendo su una strada sterrata che si snoda sul bordo delle falesie a picco sul mare. Siamo nella località di Pranu Sartu, dove c’era una delle storiche e principali miniere di Buggerru. Ovunque, guardandosi intorno, si vedono ancora scavi, accumuli di detriti, resti di attrezzature, e poi i ruderi del vero e proprio villaggio di Planu Sartu, proprio di fianco al grande scavo a cielo aperto (non visitabile per motivi di sicurezza).

 

Per avere un’idea di come doveva essere questo luogo un tempo, basti pensare che nel periodo di massima attività vi vivevano oltre duemila persone. Dopo una inevitabile contemplazione di questo luogo, si torna indietro per una piccola sterrata tra bassa vegetazione fino a un bivio, dove si prosegue verso sud, restando distanti dalla linea di costa tra lentischi e ginepri.

 


Le acque cristalline di Cala Domestica. © Flavio Ricci

 

I silenzi del mare e della macchia mediterranea
Dopo aver superato un ovile, il cammino sembra sbarrato da un grande canale, che si deve scendere ripidamente, ma senza difficoltà, giungendo alla caletta più settentrionale di Cala Domestica, finalmente sul mare. Questa piccola spiaggia, incorniciata da alte falesie, conserva ancora i resti delle strutture minerarie utilizzate per l’imbarco dei minerali, e di alcuni manufatti militari.

 

Una breve pausa, poi si deve affrontare un tunnel scavato nella roccia, corto ma incredibilmente suggestivo, che conduce alla spiaggia principale di Cala Domestica, caratterizzata da sabbia dorata e acque cristalline. ​Difficile, nei mesi lontani dall’estate, immaginare questo luogo affollato di turisti. Oggi è un’oasi di pace, che invita a una lunga sosta in contemplazione del mare trasparente, prima di riprendere il cammino e salire alla vicina torre di osservazione spagnola, risalente al XVIII secolo, situata sul promontorio occidentale.

 

Da qui il panorama abbraccia l’intera insenatura e si estende fino all’Isola di San Pietro. Il percorso prosegue lungo il tracciato di una vecchia ferrovia elettrificata, la prima in Sardegna, che conduce verso l’interno, dopo aver superato la Statale, attraverso il canyon di Gutturu Cardaxius. Ancora una volta si è avvolti da un ambiente ancestrale, misterioso. Seguendo l’evidente tracciato, si affronta a sinistra l’ascesa verso il valico di Genna Arenas, lungo una vecchia strada mineraria, punto più elevato dell’itinerario e dal quale si gode di un bel panorama verso Buggerru.

 

Un’ultima discesa, con pochi tornanti, e si torna al punto di partenza, dopo questo viaggio nel tempo, dove ogni passo racconta una storia.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Sardegna
Partenza e arrivo: Buggerru (0 m)
Accesso: da nord, si raggiunge Arbus, quindi, al bivio per Fluminimaggiore/Buggerru, si prende a destra, arrivando alla spiaggia di San Nicolao e al paese; da sud, invece, da Cagliari e Iglesias, si segue la Provinciale 83, attraversando Nebida e Masua, e superando il bivio per Cala Domestica, fino a scendere su Buggerru
Dislivello: 550 m
Durata: 3 h e 30 min
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: la torre di osservazione spagnola, appena sopra Cala Domestica. © Shardana13

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