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Storie | 09 giugno 2025 | 12:00

La chiesa della "Madonna della neve" distrutta dalle abbondanti nevicate: mai più recuperata, è il simbolo dell'abbandono di Marsia

Marsia è stata protagonista della 7° tappa del Giro d’Italia, e il passaggio della grande corsa ciclistica è stato accolto in modo molto caloroso dagli amanti della zona. Tuttavia, da tempo, abitanti e frequentatori della zona si chiedono se nel prossimo futuro verranno intraprese azioni per la riqualificazione del territorio oppure no

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Marsia è stata protagonista della 7° tappa del Giro d’Italia, e il passaggio della grande corsa ciclistica è stato accolto in modo molto caloroso dagli amanti della zona. Tuttavia i cittadini, ora, si pongono determinate domande, chiedendosi se nel prossimo futuro verranno intraprese azioni per la riqualificazione del territorio oppure no.


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In due precedenti approfondimenti abbiamo parlato della storia di questa località turistica, considerata tra gli anni 60/70 “la Cortina d’Abruzzo”. Una tra le prime zone dell’intero Appennino ad avere degli impianti di risalita, prima dell’arrivo della grande crisi turistica dovuta prevalentemente allo sviluppo delle stazioni sciistiche circostanti ma anche della rete autostradale.

 

A questa situazione ampiamente descritta (il secondo articolo di approfondimento, QUI) va associata certamente una cattiva gestione del territorio che si è susseguita nel corso degli anni.

 

Gli elevati costi dei condomini, associati alla carenza di servizi, hanno portato centinaia di persone, nel corso degli anni, ad abbandonare le loro seconde case. Tra questi vasti altipiani è possibile infatti notare ampie strutture e residence totalmente abbandonati e in preda al degrado, con cartelli che né indicano in alcune circostanze anche il pericolo crollo.

LA CHIESA DELLA MADONNINA DELLA NEVE, SIMBOLO DELL’ABBANDONO

L’immagine però emblematica di questa situazione di degrado è certamente quella della chiesa della “Madonnina della neve” che nel 2021 è stata danneggiata dalle abbondanti nevicate. Per la precisione è crollato il tetto e da allora l’area circostante al piccolo luogo sacro è stato recintato.

 

Quando il fatto si verificò, alcuni cittadini, colti da sentimenti misti tra tristezza e desolazione, proposero anche una colletta per ripristinare questo piccolo luogo sacro. Il tutto si formalizzò con un nulla di fatto e oggi la struttura è ancora lì, danneggiata.

Dal 2020 tuttavia qualche tentativo di far rinascere questa località sotto il profilo turistico si è formalizzata. Ad esempio sono stati effettuati i lavori per portare l’acqua potabile a Marsia, mentre oggetto di dibattito è la richiesta di portare nella località la rete internet e la fibra.

 

Sono poi stati aperti nel corso degli ultimi anni e degli ultimi mesi un campeggio e un bar, considerati come punti strategici di ritrovo per i turisti.

 

Tuttavia sia i proprietari delle seconde case, che gli abitanti della zona, chiedono che la località possa venire rivaluta a partire dalla ristrutturazione o dall’abbattimento di quelle strutture abbandonate, ad oggi pericolose e fatiscenti.

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