Verso la vecchia "Cortina d'Abruzzo", il Giro tra boschi che furono utilizzatissimi e le montagne della "Regione verde d'Italia"

La tappa di oggi del Giro d'Italia si svolgerà per 168 chilometri di su e giù in una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista naturalistico: l’Abruzzo. Un'occasione per scoprire alcune curiosità legate a questi luoghi, in particolare alla loro storia

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Emanuele Valeri
La Tappa 7 si svolgerà tutta in territorio abruzzese: la “Regione verde” d’Italia ospiterà le prime vere asperità del Giro 2025.
Da Castel di Sangro la corsa affronterà subito alcuni chilometri di salita, prima di raggiungere il primo paese montano di giornata: Roccaraso. Questa località è una delle più apprezzate mete turistiche del centro Italia, sia in estate che in inverno, quando con i suoi oltre 100 chilometri di piste è destinazione di migliaia di turisti.
Lo scorso inverno Roccaraso è diventata famosa per via di una nota influencer, che attirando la curiosità di migliaia di persone ha spinto a una vera e propria invasione turistica della località, mettendola in ginocchio. Un fatto che ha suscitato numerose polemiche e riflessioni legate all’overtourism in territori fragili.
Ma da Roccaraso, paese oggi “di tendenza” (anche troppo!) la carovana si muoverà verso una località che di moda la era sì, ma negli anni ‘70, quando era considerata addirittura la “Cortina d’Abruzzo”: Marsia (qui l'articolo di approfondimento). Gli impianti di sci di questa località funzionarono fino agli anni ’90, prima di essere abbandonati. Da lì un veloce declino, che ha visto svalutare sempre più questo territorio.
Il Giro d’Italia è una vetrina importante per questo luogo che spera di essere rilanciato, magari puntando su un turismo diversificato e meno soggetto al clima che cambia. La bicicletta potrebbe rappresentare un simbolo di questa auspicabile “seconda vita”.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia
Ed eccolo qui, il tanto atteso tappone appenninico. 168 chilometri di su e giù in una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista naturalistico: l’Abruzzo. Ma qui le foreste hanno avuto un'importanza fondamentale nell’economia agro-silvo-pastorale e industriale sin dal Medioevo. Ogni tipo di albero e bosco aveva uno specifico utilizzo economico e pratico: il faggio e la quercia, in particolare, venivano utilizzati come legname da opera e arredamento per la costruzione di case, chiese, e per la realizzazione di strumenti agricoli. I faggi, in particolare, erano ricercati per la produzione di mobili e infissi, mentre le querce venivano usate per costruire travi e pali.
La produzione di carbone è stata poi una delle principali attività economiche legate alle foreste in Abruzzo: ancora nei secoli XVIII e XIX, le carbonaie - strutture utilizzate per la produzione di carbone vegetale ottenuto dalla combustione incompleta del legno - erano molto diffuse, in particolare nelle aree montane come i monti della Laga e i monti del Gran Sasso, oltre che in Campania e in Molise. Il carbone veniva utilizzato nelle botteghe per la produzione di ferro, ma anche come combustibile a basso prezzo per riscaldare le abitazioni e per le attività agricole.
Non solo: le querce venivano utilizzate anche per l'estrazione del tannino, un composto naturale presente in molte piante usato per conciare le pelli, un’attività importante in alcune zone dell'Abruzzo come la Valle Roveto e la zona di Lanciano.
Oggi l'Abruzzo ospita tre Parchi Nazionali: il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Maiella. Foreste tutelate ma da un'antica storia, che non va dimenticata, ma reinterpretata in chiave moderna e responsabile.


A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















