Il materiale di scavo del bypass potrebbe finire nell’ex discarica di Sardagna: un grande nastro trasportatore per trasferire i detriti provenienti dalle gallerie
La conferma arriva direttamente da Fugatti: “Provincia e Comune hanno avviato le analisi tecniche per verificare la possibilità di utilizzare anche l’ex discarica Sativa di Sardagna come destinazione finale del materiale di scavo proveniente dalle gallerie del bypass ferroviario”

TRENTO. Dopo l’approvazione del Piano provinciale di gestione dei rifiuti per la discarica di Sardagna era stata prevista la definitiva chiusura. Il sito infatti è stato giudicato inidoneo da un lato perché collocato all’interno di un’area dove è stata registrata la presenza di fenomeni franosi, dall’altro per la vicinanza con un’area agricola di pregio. Sulla discarica per l’appunto incombe un’imponente frana e in questi giorni sembra farsi sempre più largo l’ipotesi di contenerla con il materiale di scavo proveniente dai cantieri della Circonvallazione ferroviaria di Trento.
La conferma arriva dalla risposta a un’interrogazione presentata da Paolo Zanella di Futura. “Provincia e Comune – spiega il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – hanno avviato le analisi tecniche per verificare la possibilità di utilizzare anche l’ex discarica Sativa di Sardagna come destinazione finale del materiale di scavo”.
L’ipotesi è quella di portare lo smarino, cioè i detriti (sia terre sciolte che frammenti rocciosi) provenienti dai lavori di scavo delle gallerie. “L’eventuale conferimento – precisa Fugatti – dovrà necessariamente essere compatibile con l’obiettivo di stabilità geotecnica della frana di Sardagna”. Al riguardo si apprende che sono già in corso delle verifiche tecniche con tanto di ipotesi progettuali.
“Il problema principale riguarda il trasporto del materiale – osserva Zanella – è difficile immaginare come i camion possano attraversare l’abitato di Sardagna senza creare enormi disagi ai residenti. Inoltre bisogna vigilare affinché nella discarica non arrivino terreni inquinati legati alle soluzioni usate durante gli scavi”.
Per ovviare al problema rappresentato dai mezzi pesanti i tecnici della Provincia stanno pensando di utilizzare dei nastri trasportatori in grado di smaltire il materiale proveniente dalle attività di scavo. “Questa soluzione – al momento in fase di studio, assicura Fugatti – sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nella fase di progettazione esecutiva della circonvallazione ferroviaria”.














