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Laborfonds e Sanifonds più vicini ad essere parificati ai fondi nazionali

La modifica è importante perché laddove il datore di lavoro abbia l'obbligo, di effettuare per tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro adesione o meno alla previdenza complementare il versamento di un “contributo contrattuale” ora lo potrà fare anche con i fondi pensione territoriali
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 27 novembre 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un nostro emendamento, del quale sono primo firmatario e sottofirmato dai colleghi del Gruppo per le Autonomie per garantire piena operatività sul territorio regionale ai fondi complementari e integrativi Laborfonds e Sanifonds. Si tratta di un risultato particolarmente importante, atteso da anni e fortemente sollecitato dal presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e dalle organizzazioni sindacali e datoriali della Regione, che da tempo chiedono che Laborfonds possa operare sul nostro territorio con le stesse potenzialità dei fondi nazionali. L’emendamento introduce inoltre significative e fondamentali novità anche per i fondi integrativi sanitari territoriali – come Sanifonds – prevedendo la possibilità per i lavoratori di un determinato territorio di aderire, tramite accordi territoriali o aziendali, a fondi sanitari diversi da quelli nazionali, purché in grado di garantire prestazioni non inferiori a quelle originariamente previste a livello nazionale.

 

Con la norma approvata, che adesso dovrà trovare l’approvazione definitiva dell’aula del Senato e successivamente della Camera - continua il Vicepresidente del Gruppo per le Autonomie - si apre finalmente per Laborfonds, Sanifonds e per la previdenza complementare del nostro territorio uno scenario di nuove prospettive strategiche. Il nostro ringraziamento va in particolare al presidente del Gruppo Zeller, che ha seguito direttamente il confronto con il Governo, al Viceministro Morando che ne ha compreso l’importanza strategica, e al presidente della Commissione Giorgio Tonini. Affinché Laborfonds potesse costituire sempre più un solido “secondo pilastro” per i lavoratori della nostra Regione e potesse continuare ad essere volano per lo sviluppo economico del nostro territorio era fondamentale modificare la normativa nazionale per estendere ex-lege, ai fondi pensione negoziali territoriali oggi esistenti, le previsioni della contrattazione collettiva nazionale di categoria sui contributi contrattuali aggiuntivi alle ordinarie modalità di finanziamento della previdenza complementare, anche nel caso in cui i lavoratori non abbiano destinato il proprio Tfr alla stessa previdenza complementare.

 

Si tratta nello specifico di tre fondi, ovvero il Fondo Pensione Laborfonds per la Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, il Fondo Pensione Fopadiva per la Regione Valle d’Aosta ed il Fondo Pensione Solidarietà Veneto per la Regione Veneto. La modifica è importante, stante le sempre più numerose previsioni dei rinnovi dei Ccnl di categoria che dispongono l’obbligo, in capo al datore di lavoro, di effettuare per tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro adesione o meno alla previdenza complementare - compresa quindi l’adesione a Laborfonds - il versamento di un “contributo contrattuale” in favore dei soli fondi pensione negoziali di categoria operanti a livello nazionale. Grazie alla modifica introdotta dall’emendamento, viene meno questo automatismo e i fondi territoriali non risultano discriminati rispetto a quelli nazionali di categoria.

 

L’obiettivo del nostro emendamento era quindi tutelare e valorizzare una realtà territoriale consolidata e di successo come Laborfonds (il tasso di adesione è oltre il doppio di quello medio del fondi pensione nazionali) e Sanifonds, fortemente volute, condivise e sostenute dal territorio e dalle istituzioni della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, che costituiscono per i lavoratori dipendenti operanti nella nostra Regione una importante scelta alternativa a quella dei fondi nazionali che come tali non sono in grado di inserirsi in maniera significativa nel contesto locale, anche in virtù del fatto che il nostro sistema economico è caratterizzato da piccole e medie imprese diffuse su tutto il territorio. Già oggi Laborfonds e Sanifonds operano laddove i fondi pensione nazionali non riescono a tutelare adeguatamente, garantendo una maggiore e capillare copertura previdenziale.

 

L’obiettivo è ancora evitare che parte della contribuzione spettante ai lavoratori sia distratta da Laborfonds e versata dalle aziende del territorio ai fondi nazionali delle varie categorie, comportando maggiori e diversi oneri, derivanti dalla necessità di adesione e interazione con fondi pensione differenti, posto che le norme attualmente in vigore prevedono l’istituzione di doppie posizioni per i lavoratori già aderenti alla previdenza complementare, con conseguente duplicazione di costi e oneri amministrativi: quella volontaria presso Laborfonds e quella automatica presso il fondo nazionale di categoria.

 

Senza la norma approvata, a lungo andare potrebbero venir meno la solidità e la consistenza della contribuzione a Laborfonds, che, in quanto fondo intercategoriale, è coinvolto a tutti i livelli e su tutti i fronti da questa “nuova stagione di rinnovi”, ma potrebbe anche ridursi la capacità di continuare ad essere il progetto di previdenza complementare di riferimento non solo dei lavoratori della Regione, ma anche dei datori di lavoro, con ripercussioni negative sull’economia delle due Province, derivanti dal possibile significativo ridimensionamento del volano che Laborfonds rappresenta, anche attraverso il versamento dell’imposta sostitutiva e gli investimenti effettuati a favore del territorio, come, a titolo di esempio, la partecipazione al Fondo Strategico Trentino Alto Adige per oltre 53 milioni di Euro e al Fondo Housing Sociale Trentino per 5 milioni.

 

Laborfonds rappresenta a tutti gli effetti il fondo pensione di riferimento delle famiglie che vivono ed operano nel nostro territorio ed ha creato importanti sinergie fra le due Province, la Regione, le aziende, gli istituti bancari e le stesse famiglie. Per i suoi numeri, sia in termini di aderenti che di patrimonio, costituisce un volano importante per l’economia locale. La costante crescita del numero degli aderenti, con il relativo aumento del patrimonio, consolidato peraltro nel tempo da brillanti risultati in termini di rendimenti, ha portato ad un rafforzamento nel tempo del potere contrattuale del Fondo, che, dal 2015, si è anche concretizzato in interventi diretti di investimento a sostegno dell’economia delle province di Trento e di Bolzano.

 

Con il progetto del Fondo Strategico Trentino Alto Adige, infatti, Laborfonds ha riportato alle aziende del territorio parte della liquidità dalle stesse versata al Fondo attraverso il Tfr dei lavoratori e la relativa contribuzione. Il suo investimento di oltre 50 milioni di euro ha permesso il collegato investimento delle due province per ulteriori 150 milioni. 

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