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''E' un dittatore e vuole governare un Paese usando i militari e la violenza'', la comunità venezuelana trentina scende in piazza contro Maduro

Il 23 gennaio i venezuelani trentini si ritroveranno in piazza Dante dalle 11.30 alle 13.30 per protestare contro Maduro. E' una data simbolica perché nello stesso giorno del 1958 una sollevazione popolare rovesciò il regime del dittatore Marco Pérez Jiménez

Pubblicato il - 21 gennaio 2019 - 13:38

TRENTO. C'è attesa anche in Trentino tra la comunità venezuelana per la manifestazione mondiale che si terrà mercoledì 23 gennaio contro l'illegittima elezione di Nicolás Maduro avvenuta nel maggio scorso e che ha portato l'intero Paese in una crisi infinita.

 

Per Maduro, che si sta ostinando a voler governare il Venezuela usando come arma la paura, le accuse sono molto pesanti. Secondo l’Economist, Maduro ha mantenuto parte del suo appoggio politico chiudendo un occhio sulla corruzione, sul traffico di droga e anche sullo sfruttamento illecito di risorse petrolifere.

 

Il 10 gennaio, giorno dell’insediamento di Nicolás Maduro, dagli Stati Uniti ai rappresentati dell'Unione Europea assieme a gran parte della comunità internazionale non erano presenti confermando l’illegittimità delle elezioni del 20 maggio.

 

Ecco allora che anche a Trento, il 23 gennaio, in piazza Dante dalle 11.30 alle 13.30, la comunità Venezuelana prenderà parte alla protesta indetta a livello mondiale e che vede coinvolte una ventina di città italiane.

 

“Sarà una protesta pacifica – ci spiega Lisbeth Giménez - che sarà mondiale perché vogliamo fare sentire la nostra voce. I venezuelani stanno vivendo in gravi difficoltà e sono numerosi gli italo-venezuelani che tornano in Italia. Tra questi ci sono anche tanti di origine trentina che negli ultimi mesi sono stati costretti a far rientro nella nostra provincia perché i pericoli sono tanti”.

 

Lisbeth quindici anni fa è arrivata in Trentino ed ora vive ad Ossana. In Venezuela ha lasciato la sua famiglia e la preoccupazione è tanta.

 

“Anche mia madre mercoledì – ha spiegato a ildolomiti.it – scenderà in piazza per protestare contro Maduro e il suo tentativo di governare il paese in maniera illegittima con la paura. Questo uomo è seguito da alcune milizie e ha posizionato militari anche all'uscita dei supermercati per fare paura”.

 

All’indomani dell’insediamento di Maduro, Juan Guaidó, che è Presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, si è proclamato “Capo dello Stato”, come dispone la stessa Costituzione venezuelana in caso di elezione illegittima. Da Guaidò è arrivata anche l'esortazione a Maduro di farsi da parte incoraggiando la popolazione venezuelana a dare vita ad una grande mobilitazione di protesta.
 

La situazione in Venezuela è sempre più grave e da ormai diverso tempo la popolazione è costretta a subire ogni genere di sopruso (QUI L'ARTICOLO COMPLETO SUI MALTRATTAMENTI DELL'ESERCITO).

 

“Le persone che scendono in strada per protestare vengono arrestate e sono tantissimi i giovani che amano la loro terra – ha spiegato Lisbeth – che sono finiti in carcere e hanno perso ogni genere di loro diritto e sono oggetto anche di torture”. (QUI L'INCHIESTA) Quella del 23 gennaio non è una data scelta a caso per protestare contro Maduro. Il 23 gennaio del 1958 una sollevazione popolare rovesciò il regime del dittatore Marco Pérez Jiménez
 

“La protesta che abbiamo deciso di promuovere mercoledì in piazza Dante – spiega Lisbeth Giménez - è per sensibilizzare le persone su quello che sta accadendo in Venezuela. Far capire come un uomo in maniera illegittima si stia impossessando di un paese usando il terrore e la violenza. Vogliamo far sentire la nostra voce”

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