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Coronavirus in Trentino, l'attenzione resta alta sull'agricoltura, la Pat: ''Pronti a fronteggiare un aumento dei ricoveri''

Il dato di oggi, giovedì 17 settembre, parla di 76 nuovi casi che si aggiungono ai 72 registrati questa settimana per un totale di 148 positivi. C'è un altro focolaio nel settore della lavorazione carne, mentre sono 3 le classi bloccate per i contagi nelle scuole

Di Luca Andreazza - 17 September 2020 - 18:29

TRENTO. La situazione viene definita sotto controllo anche se inizia a preoccupare, tanto che Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari sono pronti a organizzare un reparto Covid per fronteggiare un eventuale aumento dei contagi come spiegato dall'assessora Stefania Segnana (Qui articolo). Il dato di oggi, giovedì 17 settembre, riporta infatti di 76 nuovi casi che si aggiungono ai 72 fatti registrare questa settimana per un totale di 148 positiviIl totale è di 6.271 casi e 470 decessi da inizio epidemia.

 

"Se oggi abbiamo 76 casi è perché c'è la volontà di andare a cercare i contagi per prevedere le quarantene. Un dato positivo - commenta il presidente Maurizio Fugatti - ma non nascondiamo che ci preoccupa che la percentuale delle infezioni collegate ai focolai sia in diminuzione". 

 

Il 63% dei contagi del 15 settembre era collegato ai focolai, si è scesi al 50% nella giornata di ieri e oggi questo dato si attesta al 40%. "Il lavoro che viene portato avanti è importante - spiega Fugatti - ma cala la capacità di collegare i casi e quindi cresce un po' di preoccupazione. La situazione è sotto controllo ma dobbiamo mantenere alta l'attenzione".

 

Il livello dei contagi resta, infatti, alto dopo i 169 casi individuati tra lunedì 7 e domenica 13 settembre. A questo si aggiunge che nell'ultima settimana il territorio ha fatto registrato l'indice di trasmissione più alto d'Italia a 1.58, mentre sopra 1 ci sono anche Sardegna (1,41), Puglia (1,21), Liguria (1.13), Friuli Venezia Giulia e Abruzzo (1.02) con una media italiana a 1.14 (Qui articolo).

 

Nel frattempo è emerso un altro focolaio nel settore della lavorazione carne: 26 nuovi positivi in un'altra azienda. "Anche questa ditta deve essere fermata per valutare gli interventi e la sanificazione. Sono già state concordate le procedure", dice Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione dell'Apss, che aggiunge: "Domani contiamo di concludere le analisi delle imprese legate a questo comparto sul territorio ma comunque queste realtà verranno continuamente monitorate con attenzione".

 

Sono 7 i focolai ritenuti rilevanti in Trentino e prosegue il monitoraggio anche sull'agrcoltura, in questo settore sono stati trovati 6 positivi nelle ultime 24 ore. "La quarantena attiva - evidenzia Ferro - permette di proseguire la raccolta. I piccoli gruppi che entrano in contatto con un positivo vengono isolati. La situazione è comunque importante: si seguono protocolli e procedure per cercare di circoscrivere la diffusione del coronavirus".

 

Nelle infezioni di oggi rientra anche uno studente comunicato ieri. L'attenzione resta alto sul comparto scuola: sono emersi i primi positivi anche sul territorio provinciale trentino. Dopo il contagio avvenuto nei primi giorni di settembre di un bambino in un asilo a Pergine (Qui l'articolo) è emerso un caso anche a Lavis: un bambino della scuola d'Infanzia Madre Maddalena di Canossa è risultato, infatti, contagiato dal coronavirus e genitori, maestre della sezione e una ventina di bambini sono stati messi in quarantena (Qui articolo). Ci sono infezioni anche in altri istituti: sono coinvolte una scuola dell'infanzia a Miola di Pinè, elementari a Rabbi e la Steam Rovereto (Qui articolo).

 

"Ci sono 4 minorenni positivi - dice Antonio Ferrodirettore del Dipartimento prevenzione dell'Apss - nessuno collegato agli istituti. Un primo lavoro sulle classi è stato completato: solo 3 classi su oltre 4.000 sono attualmente bloccate. I contagi dei minori sono collegati al settore delle carni, che continuiamo a monitorare".

 

Sono 11 le persone che ricorrono alle cure del sistema, nessuno in terapia intensiva, anche se 2 pazienti si trovano in alta intensità. "Questo è dovuto all'abbassamento dell'età media dei contagi. L'appello è quello di rispettare le regole tra distanziamento interpersonale, igienizzare spesso le mani e indossare le mascherine", conclude Ferro.

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