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Coronavirus, per il Ministero della Salute indice Rt sotto l'1.5 in tutta Italia (allo 0.8 in Trentino). Così tutto il Paese sarebbe "giallo"

Secondo il monitoraggio svolto settimanalmente dal Ministero della Salute, tutte le regioni e province autonome italiane sarebbero al di sotto dell'1.5 di indice Rt. In attesa di capire le decisioni del governo, tutto il Paese sarebbe così "zona gialla". Ancora problematici i parametri dell'occupazione dei letti d'ospedale e del fattore rischio

Di Davide Leveghi - 27 novembre 2020 - 16:59

TRENTO. Mentre si attende la decisione del governo sull'aggiornamento delle zone in cui è divisa l'Italia, dal Ministero della Salute arrivano dei dati confortanti. Secondo il monitoraggio settimanale, attualmente l'indice Rt si troverebbe al di sotto dell'1.5 in tutto il territorio nazionale. Tale percentuale, come noto, è determinante nel definire una “zona rossa”.

 

I miglioramenti nell'indice di trasmissibilità del virus si sarebbero registrati in tutte le regioni e province autonome dove, in base alle differenti “colorazioni” e alla misure adottate dai singoli governatori, vigono delle diverse regole che lasciano più o meno libertà ai cittadini - sulla funzionalità di questo parametro sono state sollevate d'altro canto più di una perplessità. Per poter spostare i territori in altre fasce, il ministro Roberto Speranza dovrebbe attendere il via libera del Cts.

 

In “zona rossa” attualmente si trovano Lombardia, Piemonte, Val d'Aosta, Alto Adige, Toscana, Abruzzo, Campania e Calabria, mentre la “arancione” comprende Sicilia, Basilicata, Puglia, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. In “fascia gialla”, infine, si trovano Trentino (sulla cui permanenza in “zona gialla” sono stati sollevati svariati interrogativi - QUI e QUI approfondimenti), Veneto, Lazio, Sardegna e Molise.

 

L'Rt nazionale settimanale è di 1,03, con un aumento a 1,08 se spalmato su 14 giorni. Si tratterebbe, secondo gli esperti della “cabina di regia”, del punto di picco. Localmente, invece, i territori segnano tutti un indice di trasmissione che va dall'1.21 della Basilicata (il più alto) allo 0.71 della Sardegna (il più basso). Secondo i calcoli, la provincia di Trento segna per questa settimana un indice dello 0.8, quella di Bolzano, appena uscita da una massiccia campagna di screening che ha coinvolto oltre 350mila residenti, all'1.

 

Come noto, nella definizione delle zone non è solo l'Rt a determinare la sorte delle diverse realtà regionali. Sintesi dei 21 indicatori utilizzati è il “fattore di rischio”, che in 10 regioni sarebbe ancora alto, mentre nelle altre 10 moderato. L'occupazione dei posti letto in ospedale e in terapia intensiva, invece, registra dati preoccupanti in praticamente tutto il Paese.

 

Se infatti le soglie d'attenzione sono del 30% per le aree critiche e del 40% per quelle non critiche, secondo i dati del 24 novembre queste verrebbero superate abbondantemente sia in Trentino (rispettivamente al 47% e al 72%) sia in Alto Adige (52% e 100%).

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