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Coronavirus, De Col: ''Vaccinati praticamente tutti i vigili del fuoco permanenti. I volontari invece seguono le linee guida nazionali''

Circa il 75% dei vigili del fuoco sparsi sul territorio provinciale ha aderito alla campagna vaccinale. A fine febbraio era stato dato il via libera alla raccolta delle richieste. De Col: "Si seguono le linee guida nazionali e quando arriverà il loro turno si procederà in base all'età. Non rientrano nelle forze armate ma sono volontari di Protezione civile"

Di Luca Andreazza - 12 aprile 2021 - 20:30

TRENTO. "Praticamente la totalità dei vigili del fuoco ha aderito alla campagna". Queste le parole di Raffaele De Coldirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna. "I permanenti sono tutti vaccinati contro Covid-19, sono esclusi solo quegli operatori che per problemi di altra natura di tipo medico non possono ricevere la somministrazione e quelle persone che sono risultate positive e quindi devono essere recuperate più avanti (Qui articolo)".

 

Impegnatissimi in qualunque situazione, compreso interventi più strettamente legati a questa lunga emergenza sanitaria, ci sono tantissime adesioni anche per quanto riguarda il fronte dei corpi volontari sparsi sul territorio. "Circa il 75% ha manifestato l'interesse alla vaccinazione: un dato certamente importante", dice De Col. 

 

A fine febbraio è stata aperta la possibilità di prenotarsi anche per le forze dell'ordine. Il vaccino individuato per questa operazione era quello di AstraZeneca. "Potenzialmente – aveva spiegato Pier Paolo Benetollo, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari – calcolando anche il personale della Protezione civile, quindi vigili del fuoco permanenti e volontari, sono all’incirca 10 mila le persone interessate. I numeri varieranno, ovviamente, se le forniture di vaccino dovessero aumentare e anche in base all’adesione alla campagna da parte degli interessati" (Qui articolo).

 

In questo senso si erano mossi anche il Dipartimento di Protezione civile e l'Apss che avevano raccolto nei giorni subito successivi a questo annuncio le disponibilità dei volontari tramite la Federazione dei corpi dei vigili del fuoco volontari della Provincia di Trento. "Possono aderire i vigili in organico al corpo che sono nati tra il 1 gennaio 1956 e il 31 dicembre 2002 e che non sono risultati positivi al tampone negli ultimi 90 giorni".

 

Adesione, però, che non si tramuta in prenotazione per la vaccinazione, ma il vigili del fuoco deve essere contattato dagli operatori dell'Apss per fissare l'appuntamento "nei modi e nei tempi da loro stabiliti". L'organizzazione, infatti, resta in capo all'Azienda. Un po' come per la vicenda dei volontari del mondo della sanità, una situazione che poi si è sbloccata (Qui articolo), tutto sembra un po' essersi fermato, complice anche forse i ritardi nelle forniture delle dosi. A ogni modo i dati forniti dall'assessora Stefania Segnana in Aula, aggiornati a martedì 16 marzo, riportano di 1.251 alla categoria delle forze dell'ordine (Qui articolo). I volontari attendono una chiamata e dopo un mese sono ora cambiate le regole per accelerare in particolare sulle fasce più anziane della popolazione (Qui articolo). 

 

"Si seguono le linee guida nazionali e quando arriverà il loro turno si procederà in base all'età", evidenzia De Col, che aggiunge: "Non rientrano nelle forze armate ma sono volontari di Protezione civile. Queste sono le regole e non si esclude che si possa riequilibrare più avanti".

 

In caso di necessità, i volontari trentini sono sempre i primi a correre ovunque, compreso interventi in extra provinciali. "Se dovesse esserci un terremoto, per esempio, che richiede l'intervento del nostro sistema di Protezione civile, bisogna vedere l'organizzazione perché questo non è solo un problema nostro quanto comune a tutte le Regioni. E' un tema da affrontare a livello nazionale", conclude De Col.

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