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Ma non dovevano essere a 'costo zero'? Per le Olimpiadi invernali opere già per oltre 2 miliardi. Dallo Ski Jumping di Predazzo all’Ice Rink di Pinè ecco quelle trentine

L’elenco delle opere trentine per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 vale circa 83 milioni di euro, l’86% coperti con delibere della Pat. Ma su tutte le strutture incombe l’aumento dei costi di materie prime ed energia che potrebbe far lievitare i prezzi di oltre il 30%. Il Veneto ha già chiesto risorse aggiuntive per la nuova pista da bob di Cortina per 22 milioni di euro

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 18 agosto 2022 - 06:01

TRENTO. Quelle di Milano-Cortina 2026 dovevano essere le Olimpiadi invernali “a costo zero”, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Eppure, come denunciano le associazioni ambientaliste la realtà è ben diversa. Al momento nell’​elenco delle opere da realizzare presentato da “Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa”, la società costituita appositamente per lo scopo e partecipata dai Ministeri dell’economia e delle infrastrutture (35% ciascuno), Lombardia e Veneto (10% a testa) e dalle Province di Trento e Bolzano che ne controllano il 5% ciascuna, sono stati messi in conto 2.165.421.100 euro.

 

Di questi, opere dal valore complessivo di oltre 1 miliardo saranno finanziate attraverso la procedura semplificata dove il Consiglio superiore dei lavori pubblici assumerà “un ruolo di particolare centralità” e verrà assicurata “al fine di garantire tempi certi di conclusione dei relativi procedimenti autorizzativi, una sensibile riduzione dei tempi per l’espressione dei diversi pareri previsti”. Tutto ciò potrebbe tradursi in minori controlli anche dal punto di vista ambientale.

 

L’elenco delle opere da realizzare in vista delle Olimpiadi le suddivide “essenziali-indifferibili”, cioè quelle strutture necessarie per lo svolgimento dei giochi olimpici e paralimpici, e quelle “essenziali” per le quali “viene proposto di adottare un approccio gestionale inteso a completare i suddetti interventi per l’organizzazione dei Giochi – e con l’obiettivo di – assicurare la fruizione degli stessi almeno per stralci funzionali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente”. Tradotto ci sono opere di cui si parla da anni ma che probabilmente non potranno comunque essere completate in tempo per le Olimpiadi, ciononostante sono state inserite fra quelle da finanziare. Queste ultime valgono oltre 1,8 miliardi e rappresentano circa l’85% del totale.

 

Per quanto riguarda il Trentino nell’elenco delle opere “essenziali-indifferibili” ci sono la riqualificazione di trampolini, sala atleti, torre giudici e tribuna allenatori dello Ski Jumping Stadium Predazzo che costerà 23.500.000 euro (10.500.000 coperti con delibera della Pat); il Mountain Olympic Village, cioè il villaggio Olimpico a Pedrazzo nella struttura della guardia di finanza da 11 milioni; l’Ice Rink Oval di Baselga di Pinè con la riqualificazione dell’impianto per il pattinaggio di velocità da 50 milioni (coperti con una delibera della Pat) e infine, la riqualificazione dello Stadio per lo sci di Fondo di Tesero per 11,5 milioni (coperti con delibera della Pat). Il costo complessivo? Circa 83 milioni di euro di cui 72 milioni coperti con delibere della Pat (86%).

 

Fra le opere trentine “essenziali” invece si trovano l’adeguamento del deposito degli autobus a Cavalese (10 milioni); l’adeguamento della sezione stradale per il Bus Rapid Transit in val di Fiemme e Fassa (60 milioni); l’acquisto di treni elettrici o ibridi per la Linea ferroviaria Trento-Bassano (64 milioni) e l’adeguamento infrastrutturale della stazione ferroviaria di Trento (6 milioni). Tutte queste opere sono state fatte rientrare nella legge di bilancio ma non essendo indifferibili non è detto che vedranno effettivamente la luce entro il 2026.

 

I costi reali però restano un’incognita. Infatti a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia anche quelli di realizzazione delle opere stanno salendo. Già a fine gennaio i presidenti di Lombardia, Attilio Fontana, Veneto, Luca Zaia, della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, e il vicepresidente della Provincia di Bolzano, Daniel Alfreider, chiedevano al governo di attivarsi “con urgenza con meccanismi che consentano di compensare la revisione dei prezzi stimati delle opere pubbliche – per scongiurare il rischio – che non si riesca a chiudere il pacchetto delle opere pubbliche che derivano dal Pnrr e che si riferiscono alle Olimpiadi invernali”.

 

Giusto per fare un esempio la Giunta regionale del Veneto ha già chiesto un finanziamento aggiuntivo da 22 milioni di euro per la nuova pista da bob di Cortina d’Ampezzo (che già sarebbe dovuta costare oltre 60 milioni), questo per coprire “gli aumenti di costo derivanti dalla congiuntura economica internazionale”. Insomma se la stessa tendenza fosse confermata per tutte le opere in cantiere gli oltre 2 miliardi di euro previsti per le prossime Olimpiadi potrebbero lievitare, superando di oltre il 30% i costi preventivati.

 

 

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