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Sul Catinaccio tra escavatrici e rumori assordanti scende la prima colata di cemento al rifugio Santner (LE FOTO)

Il lato altoatesino del Catinaccio è sotto assedio. Tra escavatrici, cemento e rumori assordanti il volto di uno dei gruppi dolomitici più amati e più maestosi sta mutando. A 2.700 metri di quota sono già iniziati i lavori di demolizione e rifacimento totale di quello che nella mente di tutti è sempre stato un piccolo gioiellino, il rifugio Santner. IlDolomti.it è salito in quota per vedere che cosa sta esattamente accadendo 

Di Lucia Brunello - 13 settembre 2021 - 17:33

TIRES. Si parla da tempo di ciò che sta accadendo sul lato altoatesino del gruppo del Catinaccio. Tra scavi e ruspe la situazione è allarmante, e il delicato ambiente alpino riconosciuto patrimonio Unesco è ormai diventato un cantiere a cielo aperto. Letteralmente.

 

Le escavatrici sono entrate in funzione ancora la scorsa estate per la costruzione della nuova cabinovia Re Laurino (qui articolo), successivamente per la nuova funivia che collegherà San Cipriano con malga Frommer (qui articolo), e ora la 'minaccia' si è portata ancora più in alto, a ben 2.734 metri di quota, e ha raggiunto il piccolo gioiellino che è (per ora) il rifugio Santner (qui articolo).

 

"Ma come è possibile che si stiano prendendo certe scelte? Perché ridurre la montagna ad un grigio e mero parco divertimenti?". Tantissima è la rabbia espressa dalle associazioni Cai e Alpenverein da quando si è appresa la notizia dell'inizio dei lavori, piombata su tutti come un fulmine a ciel sereno.

 

Noi de ilDolomiti.it siamo voluti andare a vedere in prima persona che cosa sta realmente accadendo nel tanto meraviglioso, quanto sotto assedio, regno del Catinaccio

 

Salendo da malga Frommer al rifugio Coronelle, sono evidenti i lavori ancora in corso per la realizzazione della stazione a monte della cabinovia re Laurino. Il rumore fatto dalle escavatrici è assordante, così forte da rimbombare sulle pareti rocciose sovrastanti. Non è difficile incrociare lo sguardo perplesso di qualche escursionista.

I lavori sono in corso proprio ai piedi del rifugio Coronelle, su cui pende una spada di Damocle sotto forma di progetto di demolizione e ristrutturazione in un albergo di ben 7 piani (qui articolo), fortunatamente per ora sospeso per motivi di natura geologica.

Una volta raggiunto il rifugio Santner attraverso la ferrata, abbiamo avuto la conferma che i lavori per la realizzazione del nuovo rifugio stanno procedendo, e anche alla svelta. Il cantiere lavora a pieno regime.

Il gestore del Santner, Michel Perathoner, aveva spiegato a ilDolomti.it che i lavori sarebbero partiti proprio dal rifacimento della vecchia teleferica. Detto fatto, il nuovo impianto è ormai già ultimato e la prima colata di cemento su quella che sarà parte della nuova struttura del rifugio, è già stata data. 

 

Fuori dal rifugio gli escursionisti mangiano, e in diversi volti non si può che notare un'espressione incerta nell'aver ritrovato il piccolo rifugio sotto questa nuova veste qui.

 

Perathoner aveva anche spiegato che i lavori non impediranno a lui e alla sua compagna di continuare a servire i clienti. Soltanto quando metà della nuova struttura sarà pronta e abitabile, infatti, si procederà a smantellare il piccolo gioiellino delle Dolomiti, come lo abbiamo sempre conosciuto. Il rifugio Santner è infatti stato costruito nel 1956 con l’intento di creare un punto di appoggio agli interventi di soccorso fatti sulla parete est del Catinaccio


Il rifugio è circondato da macchinari edili e container. La nuova teleferica è in movimento, probabilmente per dei giri di prova. E’ visibilmente molto grande, e presenta delle finestrelle ad altezza uomo. Non si esclude quindi, vista così, che potrà essere utilizzata anche per trasportare delle persone.

Una boccata d'aria la riceviamo guardando in direzione Torri del Vajolet, ma la pace viene subito interrotta dal forte rumore delle instancabili escavatrici in azione dietro il rifugio Re Alberto.

La teleferica, infatti, parte da una nuova struttura in legno costruita dietro al rifugio Vajolet a 2.243 metri di quota. Da lì raggiunge il Re Alberto a 2.621 metri, per poi 'curvare' e avvicinare il Santner. 

Scendendo fino ai Vajolet e Preuss, si nota infatti questa nuova struttura, ancora in fase di ultimazione, proprio da cui parte la nuova teleferica. A non mancare per buona parte del pomeriggio, inoltre, il suono di un elicottero che, per almeno tre ore, ha fatto avanti e indietro per scaricare del materiale in zona rifugio Gardeccia. Materiale senz'altro utile per il cantiere del Santner. 

Noi de ilDolomiti.it eravamo consapevoli di cosa avremmo trovato lungo il cammino, e che questa escursione si sarebbe sviluppata tra le escavatrici. Non abbiamo potuto fare a meno di chiederci, però, cosa avranno pensato gli escursionisti che quel giorno sono arrivati al rifugio Santner, magari con nel cuore il ricordo di una gita fatta anni fa, nel trovarsi di fronte ad un simile scenario.

 

Qui altre foto (cliccare sulle immagini per vederle in grande):

LE FOTO. Il Catinaccio sempre più cantiere a cielo aperto. Al Santner scende la prima colata di cemento
La situazione al rifugio Santner
Salendo verso il Coronelle
I lavori nella stazione a monte della nuova cabinovia Re Laurino, sotto il rifugio Coronelle
I lavori nella stazione a monte della nuova cabinovia Re Laurino, sotto il rifugio Coronelle
I lavori nella stazione a monte della nuova cabinovia Re Laurino, sotto il rifugio Coronelle
I lavori nella stazione a monte della nuova cabinovia Re Laurino, sotto il rifugio Coronelle
Il piccolo rifugio Santner e accanto i lavori in corso di parte della nuova struttura a 3 piani
La colata di cemento data sulla base di quella sarà parte del nuovo rifugio Santner
I lavori dietro al rifugio Re Alberto
La teleferica
Dietro al rifugio Vajolet, la struttura da cui parte la nuova teleferica

 

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