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Sci d'estate sullo Stelvio: ''Mancano 3 metri di neve rispetto agli anni scorsi e lo zero termico ormai viene registrato a 4 mila ma facciamo di tutto per salvare il ghiacciaio''

Lo Stelvio non getta la spugna nella pratica dello sci estivo, anche se la neve fatica a scendere anche a oltre 3 mila metri: "Usiamo i teli in alcune zone per salvaguardare il ghiacciaio e abbiamo anche un impianto che permette di produrre neve a temperature positive. Non prendiamo queste difficoltà alla leggera ma non drammatizziamo eccessivamente"

Di Luca Andreazza - 25 giugno 2022 - 20:37

TRENTO. "Non neghiamo che c'è un problema e la situazione non è rosea ma non è drammatica". A dirlo a Il Dolomiti è Umberto Capitani, direttore di Sifas, società che gestisce gli impianti di risalita sullo Stelvio. "L'impegno è massimo per salvaguardare il ghiacciaio: le valutazioni ormai sono fatte giorno per giorno".

 

Le montagne soffrono per la siccità, stagioni sempre più secche e per l'aumento delle temperature dovute al cambiamento climatico. Il territorio cambia dal punto di vista idrogeologico mentre l'arretramento dei ghiacciai è costante e i laghetti alpini si assottigliano a varie altitudini (Qui articolo). In Trentino la Provincia chiede di mettere in atto misure di risparmio idrico (Qui articolo).

 

A resistere la stazione dello Stelvio, che non getta la spugna nella pratica dello sci estivo. Nonostante la recente e debole perturbazione (Qui articolo), la neve fatica a scendere anche agli oltre 3 mila metri. "E' difficile stimare gli accumuli stagionali - evidenzia Capitani - perché molto dipende dal vento: possiamo trovare zone con 10 metri di neve e altre con 0 centimetri. La percezione è quella che manchino 2 o 3 metri rispetto alle medie invernali degli anni scorsi". 

 

Un inverno avaro di precipitazione, una situazione accentuata poi dalle temperature elevate e dalla prolungata siccità delle ultime settimane con la crisi a livello idrico. "La meteorologia - prosegue il direttore di Sifas - è una scienza piuttosto recente e quindi è difficile trovare paragoni con altri periodi storici. L'aspetto del ghiacciaio è meno bello rispetto alle stagioni precedenti: monitoriamo la situazione giorno per giorno ma i conti vengono fatti a fine anno, abbiamo affrontato altri anni complicati come il 2001, che poi si è rivelato tra gli inverni più nevosi di sempre".

 

Ormai solitario, lo Stelvio continua a portare avanti lo sci in estate: dalla Marmolada nel 2007 al Presena nel 2008, senza dimenticare la Val Senales nel 2013, negli ultimi dieci anni tante rinomate località hanno dovuto alzare bandiera bianca per preservare i ghiacciai. Un anno difficile si è verificato nel 2017 con una sospensione dell'attività di qualche settimana (Qui articolo).

 

"Usiamo i teli in alcune zone per salvaguardare il ghiacciaio e abbiamo anche un impianto che permette di produrre neve a temperature positive. Chiaro, la situazione non è semplice e lo zero termico si è alzato a 4 mila metri di quota, qualche riflessione è necessaria ma serve un ragionamento di sistema. Non prendiamo queste difficoltà alla leggera ma non drammatizziamo eccessivamente perché serve equilibrio. Inoltre le scelte di gestione sono frutto della nostra esperienza e per esempio sappiamo quando non è il caso di lavorare la superficie o se c'è da intervenire con qualche sistemazione", conclude Capitani. 

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