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Bocconi avvelenati, il commissariato del Governo alza il livello di attenzione. Segnana: ''Allo studio una mappa per individuare le zone a rischio''

L'assessora dopo l'interessamento del consigliere Alex Marini ha risposto alla sua interrogazione spiegando quali sono le sostanze rinvenute per gli avvelenamenti e che finalmente è stato convocato il Tavolo di coordinamento in materia. Il pentastellato: ''Peccato non abbiano partecipato i sindaci di Rovereto, Pergine e Arco in tal modo danno una volta di più l'impressione di non curarsi della salute degli animali ma anche delle persone che li accompagnano''

Di Luca Pianesi - 10 luglio 2019 - 17:29

TRENTO. E' un primo passo importante quello avviato dall'assessora provinciale alla sanità Segnana su input del consigliere del Movimento 5 Stelle Alex Marini: il 16 maggio si è riunito, finalmente, il primo Tavolo di coordinamento per il divieto di utilizzo, di detenzione di esche e di bocconi avvelenati durante il quale sono emersi dati e proposte importanti. Non c'erano, va detto, i sindaci di Rovereto, Pergine e Arco quindi gli amministratori di tre dei comuni più al centro di segnalazioni e casi di cronaca riguardanti la morte di animali per cause riconducibili a esche e bocconi degli ultimi anni.

 

Si ricorderà che lo stesso sindaco Valduga aveva dovuto far realizzare una mappa delle segnalazioni visti i tanti casi avvenuti sul suo territorio (QUI ARTICOLO) mentre a Pergine Oss Emer aveva emesso un 'ordinanza dove si chiedeva di tenere al guinzaglio (non più lungo di 1,5 metri) i cani nella zona di Susà dove si erano verificati molti avvelenamenti (QUI ARTICOLO). Un'ordinanza, tra l'altro emessa pochi giorni fa anche nel comune di Levico (QUI ARTICOLO). Eppure da questo incontro sono emerse proposte interessanti come la realizzazione di un vademecum rivolto ai cittadini ''per fornire loro chiare informazioni sul fenomeno nonché indicazioni su come comportarsi, chi attivare e con quali modalità nel caso vengano rinvenute esche e bocconi avvelenati e animali morti o con sintomi di sospetto avvelenamento''. 

 

Inoltre, spiega Segnana nella sua risposta a Marini, il 27 giugno è stato organizzato ''un momento di formazione per le forze dell'ordine'' nella sede dell'Ordine dei medici veterinari, in materia ed è al vaglio del servizio provinciale la richiesta di predisporre una mappatura delle esche e bocconi avvelenati e degli avvelenamenti confermati su animali domestici e selvatici per ''individuare le zone maggiormente a rischio'' e ''discriminare, ai fini di un'epidemiosorveglianza, casi sporadici da casi correlati tra di loro''. E c'è anche la tabella delle sostanze identificate (che pubblichiamo in coda all'articolo).

 

''La risposta molto esaustiva fornita dall'assessore Stefania Segnana alla mia interrogazione (QUI IL TESTO) riguardo alla diffusione di bocconi ed esche avvelenati in Trentino dimostra che il fenomeno è diffuso e persistente. Dal 2016 a oggi - commenta Alex Marini - i Comuni in cui è stata denunciata la loro presenza ammonta a 48 e in gran parte dei casi si tratta di azioni volute e mirate a nuocere agli animali, selvatici e domestici. Sono comportamenti riprovevoli e vigliacchi, che andrebbero perseguiti con la massima intransigenza ma che vengono purtroppo spesso ignorati dalla politica, anche e soprattutto nei luoghi dove si verificano più di frequente, prova ne sia il fatto che ci sono voluti 10 anni, la forte insistenza del M5S e la disponibilità del nuovo commissario del Governo affinché il tavolo di coordinamento sui bocconi avvelenati per la Provincia di Trento tornasse a riunirsi''.

 

''Trovo estremamente positivo che ciò sia avvenuto - aggiunge il consigliere provinciale dell'M5S - anche e soprattutto perché si sta vagliando la possibilità di effettuare una mappatura esaustiva della diffusione di bocconi ed esche avvelenati sul territorio, in modo da avere un quadro realistico del fenomeno individuando le zone a maggior rischio ed evidenziando eventuali casi persistenti, magari attribuibili alla stessa "mano". Ottimo poi che il 27 giugno scorso si siano formate le forze dell'ordine sulle modalità di gestione correlate.  Bene anche che Provincia ed Azienda Sanitaria si siano dette disponibili a collaborare per contrastare questo avvilente fenomeno. Non può invece che essere considerata assai negativamente l'assenza dal tavolo di coordinamento, dei rappresentanti dei Comuni di Rovereto, Pergine Valsugana ed Arco, che in tal modo danno una volta di più l'impressione di non curarsi della salute degli animali ma anche delle persone che li accompagnano e che sono anch'esse esposte a rischi a causa della presenza di esche e bocconi avvelenati''. 

 

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