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Da ''i trentini primi'' (per università, sanità, istruzione, accoglienza, qualità della vita) a ''prima i trentini'': ecco la rivoluzione del cambiamento

Ancora oggi arrivano i risultati nazionali che mettono in vetta alle classifiche enti e realtà del Trentino formatesi in anni di impegno, sacrificio e visione. Il consigliere della Lega Paoli pochi giorni fa spiegava che in quel ''prima i trentini'' c'è ''il perno di un programma politico che l’attuale maggioranza di governo appoggia convintamente''. L'importante non è più eccellere ma avere qualcuno da tenere dietro

Di Luca Pianesi - 15 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. La risposta è sempre la stessa: ''Prima i trentini''. La domanda a questo punto non conta più perché queste tre parole sono ''il perno di un programma politico che l’attuale maggioranza di governo appoggia convintamente, essendo stata votata per questo. Quanto alla sinistra - ha spiegato il consigliere provinciale della Lega Denis Paolisarà credibile nel denunciare le condizioni in cui vivono i migranti dopo che avrà fatto lo stesso occupandosi delle condizioni in cui vivono gli anziani, i poveri e i disabili del nostro territorio”. 

 

Il consigliere leghista si è così espresso dopo che negli scorsi giorni esponenti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle hanno provato a far notare a chi governa che le cose non stanno andando alla grande nella residenza Fersina (dove in fin dei conti all'interno ci sarebbero degli esseri umani QUI ARTICOLO) e che anche in tema di cooperazione internazionale con i tagli annunciati, quella che era un'eccellenza riconosciuta a livello non solo italiano rischia di subire un duro colpo. 

 

Questioni di scarsa rilevanza per il consigliere Paoli che parla di “toni catastrofisti, esagerati e pretestuosi'' per descrivere le parole usate da Futura e dall’assemblea antirazzista in merito alle ''condizioni con cui sono ospitati i 250 richiedenti asilo presso la Residenza Fersina''. E sulla cooperazione aggiunge: ''Posto che occorre effettuare le necessarie distinzioni, come per esempio quella tra l’abolizione dell’obbligo di quota per la cooperazione internazionale, disposta dalla Giunta, e la soppressione degli aiuti internazionali, cosa che nessuno si è mai sognato neppure di vagheggiare, ritengo che a monte di tutto vi sia, da parte di alcuni, la difficoltà a comprendere un concetto in realtà piuttosto semplice: mi riferisco a quel «prima i trentini» grazie al quale la Lega, nell’ottobre 2018, è stata chiamata a governare la Provincia''.

 

Ed effettivamente è questo il nocciolo della questione, è qui che c'è il vero cambio di paradigma rispetto al passato il grande ''cambiamento'' messo in atto dalla nuova giunta leghista: se infatti ancora oggi si gode dei risultati di quanto realizzato in anni di impegno, fatica, programmazione e sacrifici (pur con errori commessi e sbagli fatti, cose da migliorare, da tutti e per tutti) e i ''trentini sono primi'' ancora oggi per l'Università, l'Istruzione, la Sanità, la raccolta dei rifiuti, la qualità della vita e chi più ne ha più ne metta, ora tutto ciò non conta più.

 

L'obiettivo non è più fare bene per essere i migliori, cercare di rendere, appunto, i trentini primi, ma fare di tutto per avere degli ultimi che ci permettano di dire ''prima i trentini''. La rivoluzione è copernicana: ha ragione Paoli nel ribadire che questo è il perno di un programma politico. Eccellere non serve (è difficile e richiede uno sforzo di sistema, di tutti, non solo della politica ma anche e soprattutto della comunità). Adesso l'importante è avere qualcuno in casa nostra, più sfigato di noi da mostrare alle folle per dire loro ''a quelli diamo meno che a voi perché la parola d'ordine è prima i trentini''.  

 

E così via i corsi di italiano e i biglietti degli autobus per i migranti perché ''prima i trentini''. Quello che prima era un disperato ora è ancora più disperato ma almeno non sale più sull'autobus e quindi, obiettivo raggiunto. Sulle corriere ''prima i trentini'' anche se poi le corriere non sono più belle, più veloci, meno inquinanti, insomma non si lavora per avere ''i trentini primi'' nel mondo dei trasporti. Ma va bene così. 

 

Il bonus bebé (QUI ARTICOLOpoteva essere una bella riforma di quelle che si facevano un tempo e finivano sul Sole 24 Ore con il titolo ''i trentini primi''. Ma anche questa volta ''prima i trentini'' e non importa se si rischiano di creare squilibri sociali anche tra gli stessi residenti (per esempio verranno "premiati" solo i bambini nati a partire dall'1 gennaio 2020 mentre le famiglie con figli minori di tre anni nati prima di quella data non riceveranno nulla) l'importante è che ci sia qualcuno da far stare peggio: e allora ecco che il bonus lo si fa funzionare solo per chi vive in Trentino da 5 anni e in Italia da 10. Pensavate di attirare, con un sistema di welfare migliore, magari qualche giovane ricercatore internazionale o professore italiano con famiglia al seguito capaci di alzare il livello delle nostre strutture universitarie e lasciare sul territorio qualche soldino? Nossignore. Queste riforme non devono attrarre nessuno, anzi. L'obiettivo è prima di tutto escludere per poter ribadire ''prima i trentini''.

 

E l'Irpef? Lì pare proprio che si vada a tagliare anche ai ''trentini'', quelli più poveri però (circa 150 mila di chi ha il reddito più basso QUI ARTICOLO) come pare si vada a tagliare sulla cooperazione internazionale dove, tra l'altro ci sarebbero tanti trentini coinvolti nei progetti (QUI ARTICOLO). E poi ci sarebbero quei 5 milioni di euro di finanziamenti del ministero per combattere il dissesto idrogeologico che la Provincia di Trento non ha fatto in tempo ad ottenere (QUI ARTICOLO). Lì si è mostrato a tutte le altre regioni che i trentini non sono più interessati ad essere primi, anzi. E anche le figuracce non contano perché l'urlo di battaglia è sempre lo stesso ''prima i trentini'' e l'attenzione è stata subito dirottata tutta sulla sfida tra i 500.000 umani e i 120 animali (tra orsi e lupi) che tengono in scacco l'intera provincia. Ora c'è da catturare M49 e da scendere in piazza per ribadire che anche nei boschi vale la regola ''prima i trentini''. Poi ci sarà da trovare qualche altro ''nemico'', disperato, diverso, possibilmente senza voce, per rassicurare i ''trentini'' e fargli dimenticare come ci si sentiva ad essere i ''primi''.

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