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L’ex candidato sindaco di Levico, Acler: “A Trento neri ovunque, mi è venuta un po' di tristezza”

A Trento ci sarebbero neri dappertutto: la denuncia dai toni vagamente razzisti del consigliere comunale levicense che è preoccupato che i trentini smarriscano la loro cultura e a chi replica al suo post risponde con un insulto in bosniaco (a proposito di cultura). Poi i complimenti a Fugatti: ''Non voglio cedere alla società a colori della sinistra, del multiculturalismo a tutti i costi"

Di Tiziano Grottolo - 29 settembre 2019 - 12:50

TRENTO. Passeggiando per Trento, o più in generale in qualunque città europea, può capitare di incontrare persone che hanno colori della pelle diversi (per chi non lo sapesse determinato dalla quantità e dal tipo di pigmento presente). Capita perfino di imbattersi in intere famiglie o gruppi di queste persone che vanno al ristorante, si siedono nei bar, lavorano, entrano nei negozi a fare compere, in altre parole, vivono, esistono, occupano uno spazio.

 

Se negli anni ’70 c’era chi, come il bambino Maurizio Fugatti, si stupiva nell’incontrare il dottor Albino Mayom Kuel primo richiedente asilo internazionale in Trentino, ora, a cinquant’anni di distanza c'è ancora chi si sorprende, anzi si rattrista, di queste situazioni. Addirittura riesce a vedere “neri ovunque”: è il caso dell’ex candidato sindaco, ora consigliere comunale di Levico Terme, Tommaso Acler che, arrivato nel capoluogo, si è visto circondato da “neri”.

 

Sia chiaro lui “rispetta tutti e non giudica le persone per razze o religione” e in più “è anche per l’integrazione degli stranieri residenti e per valorizzarne i meriti e talenti” ma al contempo non ci sta: “Non voglio cedere alla società a colori della sinistra, del multiculturalismo a tutti i costi”.


Dunque, è bene ribadire, pochi concetti ma che siano chiari: “Il Trentino deve rimanere trentino! Si all'accoglienza ma seguendo il modello tedesco di accoglienza”.

 

Che poi la Germania sia il paese che nel 2017 ha accolto più migranti di tutti, sia in termini assoluti che relativi, probabilmente è un aspetto secondario per Acler. Per la cronaca Berlino ha accolto 325.370 persone, l’Italia terza in graduatoria, si ferma a 35.130 richiedenti asilo, 9 volte meno rispetto al “modello tedesco”. Un altro dato? La Germania ha una popolazione di 82,2 milioni di cittadini e i musulmani sono il 5,4% serviti da 206 moschee e circa 2600 luoghi di preghiera. In Italia siamo 60,5 milioni musulmani sono il 2,3%, le moschee sono 10 e abbiamo circa 1000 piccoli luoghi di culto.

 

Ad ogni modo, secondo Acler, “il Trentino sta perdendo la sua cultura” in questo caso però la colpa sarebbe da imputare più a noi stessi che agli immigrati. “Oggi girando per Trento e vedendo neri ovunque che giravano mi è venuta un po' di tristezza – spiega il consigliere levicense che poi evoca uno dei flagelli del capoluogo: i neri che spaccano bicchieri: “Uno – riprende Acler – ha pure spaccato i bicchieri dei tavolini di un bar del centro''.

 

E i baristi che rispondono? Sempre stando a quanto riportato dal testimone oculare nulla, “dicono che è una scena normale” per fortuna però che c’è il presidente Fugatti che “finalmente sta mettendo le cose a posto”, per esempio tagliando i fondi alla solidarietà internazionale (QUI e QUI articoli).

 

Ma non solo, perché la giunta leghista è riuscita anche a fare di meglio rinunciando a 1 milione di euro già stanziati dall'Europa che avrebbero dovuto finanziare, ironia della sorte, progetti che riguardavano l’integrazione (Articoli QUI e QUI). Poco importa poi se per dire no a questi fondi il presidente Fugatti potrebbe aver mentito in sede istituzionale e, come sostengono alcuni, aver configurato un danno erariale (Articoli QUI e QUI).

 

L'esternazione del consigliere comunale, insomma, non regge né in un senso né nell'altro. Non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di spiegare che nel complesso la popolazione di stranieri residenti in Trentino (tenendo conto di tutte le etnie e non solo dei “neri”) si attestano introno all’8,8% della popolazione, eppure nella narrazione di Acler, simile a molte altre dello stesso tenore, percezione e realtà si fondono nel crogiolo razzista e i fatti concreti passano in secondo piano.

 

Qualcuno per la verità prova a far ragionare Acler, commentando sotto il suo post, qualcuno prova a buttarla sul ridere, per non piangere, ma anche rilevare le possibili contraddizioni diventa inutile. Acler, infatti, sfodera anche un insulto in bosniaco (a proposito del Trentino che smarrisce la sua cultura) tra l'altro molto volgare, ma almeno, in questo caso, la traduzione ve la risparmiamo.

 

 

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