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“Manca una visione politica sul futuro”, se l’Ocse promuove gli studenti trentini la Cgil boccia la giunta Fugatti

Duro intervento di Cinzia Mazzacca (Flc-Cgil): “La giunta Fugatti entra a gamba tesa sulle scelte degli istituti ma così si svuota l’autonomia scolastica”. I sindacati inoltre annunciano la mobilitazione: “Da venerdì la scuola trentina comincia la propria protesta per il contratto”

Di Tiziano Grottolo - 04 dicembre 2019 - 20:14

TRENTO. Dopo la pubblicazione degli esiti dell’indagine Pisa condotta dall’Ocse nel 2018, su oltre mezzo milione di quindicenni e fra questi anche 1439 adolescenti trentini, è intervenuta anche la sindacalista della Flc-Cgil Cinzia Mazzacca che ha parlato di un sistema che nel complesso funziona, ma dove non mancano le criticità, “è ora che la giunta Fugatti cominci ad investire nella scuola con progetti concreti” ha chiosato la sindacalista.

 

Dai risultati infatti è emerso un quadro confortante dello stato di salute dell’istruzione trentina che ha confermato il buon livello di preparazione scolastica dei quindicenni trentini (20 punti sopra la media nazionale), chiamati a confrontarsi con prove di lettura, comprensione del testo, matematica e scienze. Ma come anticipato le criticità non mancano, ad esempio se i risultati in matematica sono migliorati, al contrario quelli in lettura e scienze sono peggiorati, inoltre il 19% degli studenti fatica in lettura e comprensione del testo. In più rimangono ancora disparità sui risultati raggiunti in relazione al background socio-economico-culturale familiare degli studenti.

 

Se da un lato Mazzacca guarda al bicchiere mezzo pieno, sottolineando: “La scuola trentina da anni registra risultati buoni e regge bene il confronto con il resto d’Italia e con le realtà europee. È un dato di cui andare soddisfatti e che dà conto dell’impegno che tutta la comunità scolastica ha realizzato in questi anni”. D’altro canto sarebbe un errore fermarsi alla sola soddisfazione senza vedere che esistono ancora importanti spazi di miglioramento, soprattutto con un’attenzione ai reali bisogni degli studenti e con uno sguardo alle competenze necessarie per il domani.

 

“Proprio su questi piani registriamo – afferma invece la sindacalista – una pericolosa carenza di progettualità politica. Sembra che l’attuale amministrazione sia più impegnata a criticare il passato, che a capitalizzare i buoni risultati raggiunti utilizzandoli come punto di partenza per guardare al futuro. E questo preoccupa”.

 

Per il sindacato gli spunti di riflessione che emergono dai risultati dei test Pisa, vanno ben oltre la valutazione delle competenze degli studenti e pongono la necessità di riflettere sull’intero sistema scolastico trentino. A cominciare dai docenti: “È condivisibile quanto afferma la sovrintendente sull’importanza dell’innovazione scolastica e ruolo chiave degli insegnanti, ma non basta la buona didattica, serve concretezza – evidenzia Mazzacca – e non si può dimenticare che i docenti e tutte le figure professionali della scuola operano bene se il loro impegno e le loro professionalità sono riconosciute in modo adeguato, anche sul piano economico”. Proprio su questo punto secondo sarebbe utile riaprire il tavolo per il rinnovo del contratto su cui la Giunta provinciale, almeno per il momento, ha posto un muro.

 

Inoltre, sempre secondo il sindacato, sarebbe necessario lavorare anche sui bisogni reali della comunità scolastica e cominciare a condividere delle risposte nel rispetto dell’autonomia scolastica. “Abbiamo invece la sensazione – confermata in diverse occasioni puntualizza Mazzacca – che questa maggioranza punti a svuotare il valore dell’autonomia scolastica, entrando a gamba tesa su scelte che competerebbero agli istituti”. Per sostenere questa tesi si fanno pure degli esempi, come i corsi di educazione alle differenze di genere, passando all’episodio della canzone dell’Altalena fino ai presepi e da ultimo, con i “buoni consigli” di qualche consigliere provinciale.

 

C’è poi il tema spinoso della formazione professionale: “La formazione professionale, fiore all’occhiello del sistema trentino, è stata trascurata, su questo settore serve un investimento coraggioso, che produca reale innovazione e qualità a vantaggio degli studenti che la frequentano”. Infine si punta il dito contro una situazione di scarsa consapevolezza degli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro e degli strumenti per farlo: “In amministrazione su diversi temi si naviga a vista, la nuova sovrintendente ad oggi non ha messo sul tavolo idee su cui cominciare a lavorare. Inoltre – continua Mazzacca – si sottovaluta la valenza di leggi, atti amministrativi e contratto pensando semplicisticamente che chi governa comanda”.“La scuola – conclude – è una comunità complessa che ha bisogno di risorse e indirizzi condivisi, da venerdì la scuola trentina comincia la propria protesta per il contratto. Ci auguriamo che si superi la logica del muro contro muro e si apra un costruttivo confronto per rendere migliore la nostra scuola e formazione professionale”.

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