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Sgarbi di notte al museo: ''Ero autorizzato. Semplicemente sono io, citofono, mi riconoscono e aprono: tranquilli che a Manica non aprirebbe nessuno''

Il numero uno del Mart è sì andato a Castelvecchio in orario serale, ma puntualizza: "Vado quando è chiuso per non disturbare". E aggiunge: "Nessun litigio, nessuna polemica. Ero autorizzato dal sindaco, solo la direttrice del museo ha voluto fare il fenomeno: inadeguata"

Di Luca Andreazza - 15 settembre 2019 - 06:01

TRENTO. "Non c'è stato nessun litigio. Sono stato autorizzato dal sindaco Federico Sboarina a visitare il Castelvecchio di Verona, quindi non c'è stata alcuna polemica, semplicemente la direttrice del museo, Francesca Rossi, che è evidentemente inadeguata, ha voluto fare il fenomeno applicando un protocollo in termini astratti. E per questo come presidente del Mart dico che non siamo interessati a collaborare, come avevo ipotizzato, con quella struttura: non c'è affidabilità".

 

Il numero uno del Mart è sì andato a Castelvecchio in orario serale (Qui articolo), ma puntualizza: "Vado quando è chiuso per non disturbare. In qualità di presidente del museo di Rovereto - spiega il critico d'arte - ero a Verona per prendere accordi in quanto ci possono essere possibili punti di congiunzione e valorizzazione degli spazi. Un incontro ufficiale con il primo cittadino della città scaligera, l'assessora alla cultura e i vertici dei poli museali". 

 

Si è parlato poi di Gam con relativa visita con la direttrice, quindi della mostra "Bottega, Scuola, Accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630" in agenda fino al 29 settembre in sala Boggian al museo di Castelvecchio. "Un'esposizione, questa, bellissima - commenta Sgarbi - ma che nessuno ha promosso. Ho partecipato insieme a Maraniello, all'inaugurazione della collezione di Giorgio Fasol, già prova di collaborazione tra il Mart e l'Università di Verona, all'ateneo scaligero, che è andata per le lunghe e così alle 20.30, come concordato con la direttrice del Gam, Patrizia Nuzzo, sono andato a visitare Castelvecchio".

 

E' lì che si sarebbe consumata la polemica. "Ma non c'è stato nessun litigio - evidenzia il presidente del Mart - ho cercato di avvisare la direttrice, ma non mi ha risposto. Così ho chiamato Sboarina, che ha autorizzato la visita parlando con l'unica guardia giurata per la custodia notturna. Un professionista gentilissimo e disponibile che mi ha permesso di vedere la mostra".

 

A quel punto, però,  senza che Sgarbi fosse informato, la direttrice del museo ha allertato i vigili urbani che si sono portati sul posto. "E non c'è stata nessuna polemica - dice il critico d'arte - anzi gli agenti sono stati gentilissimi, erano dispiaciuti di non essere stati avvisati prima per visitare la mostra in mia compagnia. Piuttosto Rossi dovrebbe preoccuparsi di avere come da regolamento tre guardie giurate a museo chiuso e le luci accese per il funzionamento delle videocamere. Se poi hanno problemi interni, non mi riguarda, ero lì per lavorare e, infatti, sabato prossimo su 'Io Donna' esce un articolo della mostra. E' la prima volta che ottengono visibilità".

 

E il critico d'arte risponde alle interrogazioni, quelle di Michele Bertucco (Verona e Sinistra in comune) e Federico Benini (Pd) nella città scaligera e Alessio Manica del Partito democratico in Trentino. "Ridicole. Accendano le luci dei musei quando sono chiusi per risolvere il funzionamento delle videocamere di sorveglianza. Al consigliere provinciale, che percepisce una cospicua indennità, ricordo che sono il presidente del Mart a titolo gratuito e non sono un dipendente del presidente della Provincia, mi rendo utile e prendo le decisioni necessarie per il bene del museo".

 

Insomma, non ci sta il critico d'arte a passare, come avevamo scritto noi, per il Marchese del Grillo (quella dell' ''io so' io e voi non siete un cazzo'', tanto da risponderci di dirlo a nostra nonna). "Semplicemente -  spiega - nell'occasione veronense non mi sono presentato come presidente del Mart o deputato, ma come Sgarbi, punto. Nondimeno per non creare imbarazzo alla guardia giurata, ho chiamato il sindaco. Ho citofonato, mi ha riconosciuto e mi ha aperto: tranquilli che a Manica non apre nessuno. Vado quando è chiuso perché sono un tecnico, come un restauratore, un elettricista o un operatore televisivo, ma anche per non disturbare il pubblico. Sono andato lì per lavorare e rendermi utile, questa non è prepotenza".

 

Nessun litigio, nessuna polemica. "Ho parlato con il prefetto e sono stato autorizzato dal sindaco, il vertice dell'amministrazione comunale e questo basta. Tutto si è svolto nella gentilezza - ribadisce Sgarbi - mi irrito se mi attribuiscono un comportamento pretenzioso. Come nel caso delle visite in Trentino: sono state organizzate e mi hanno chiesto di vedere alcune chiese non per mia richiesta: mi rendo utile e per comodità di tutti svolgo il lavoro quando le strutture sono chiuse. Anche Riccardo Muti mi ha scritto, che ostacolarmi nell'esercizio naturale è un reato contro il buon senso e per ciò che fa per l’arte italiana della quale nessuno si occupa con energia e concretezza. L’azione va ripetuta in tutta Italia".

 

Un ultima battuta è sull'iniziativa "L'autunno caldo del Mart": "Un programma davvero ricco che abbiamo ulteriormente intensificato. Abbiamo anche trovato un accordo con Museo civico per utilizzare alcuni spazi in disuso e dare così spazio ai lavori di Fausto Melotti. Il programma verrà presentato martedì 17 settembre".

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