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Valdastico, la Cgil ribadisce il ''No'': ''Puntare sul trasporto pubblico, non su nuove strade, soprattutto se inutili e costose''

La volontà della Lega provinciale sembra quella di andare avanti, nonostante i numerosi ostacoli. Un'uscita a Rovereto sud tanto ipotizzata dalla giunta Fugatti, non piacerebbe nemmeno in Veneto. La presa di posizione si aggiunge alla contrarietà di molte associazioni e territori in Trentino. Cgil: Il futuro è su rotaia"

Di Luca Andreazza - 05 ottobre 2019 - 11:17

TRENTO. "E' necessario parlare di una mobilità sostenibile in grado di ridurre le emissioni inquinanti, la congestione stradale e la conseguente incidentalità", queste le parole di Stefano Montani, segretario della Cgil Filt, con Alberto Sicari che segue il comparto per la categoria, che aggiunge: "Si deve puntare sul trasporto pubblico e sicuramente non su nuove strade, soprattutto se inutili e costose come la Valdastico".

 

Insomma, il completamento non s'ha da fare. La volontà della Lega provinciale sembra quella di andare avanti, nonostante i numerosi ostacoli. Un'uscita a Rovereto sud tanto ipotizzata dalla giunta Fugatti, non piacerebbe nemmeno in Veneto.(Qui articolo) e la presa di posizione si aggiunge alla contrarietà di molte associazioni e territori in Trentino, i quali si sono già espressi per il "No" al completamento dell'A31, come Rovereto (Qui articolo), Vallarsa (Qui articolo) e Riva del Garda (Qui articolo).

 

Una partita sempre più ingarbugliata e un'opera ferma al palo tra la sentenza del Consiglio di Stato a favore del comune di Besenello (Qui articolo) e quella della Corte dei conti a bocciare il rinnovo della concessione in forma diretta per l'autostrada A4/A31 senza una regolare gara pubblica e c'è il conto da 594 milioni che la magistratura intende affibbiare all'ex consiglio di amministrazione di Anas proprio perché in sede di proroga (Qui articolo). 

 

Una situazione resa ancora più complicata dal cambio di esecutivo a Roma (Qui articolo). L'attuale maggioranza parlamentare, soprattutto lato Movimento 5 stelle è contraria, così come le forze politiche trentine, quali Partito democratico e pentastellati. A questo si aggiungono le richieste ministeriali di completare il progetto in modo unitario e coerente, ma ancora non si hanno segnali in questo senso, anche se le operazioni sono in mano a Veneto Serenissima (Qui articolo), ora colpita dalla Corte dei conti.
 

Anche la Cgil ribadisce la contrarietà all'opera. "Se per sostenibilità - aggiunge Montani - concetto molto discusso e poco praticato, si intende uno sviluppo che non comprometta quello delle generazioni future, allora è necessario parlare anche di una mobilità sostenibile. Sui costi della Valdastico crediamo ci siano pochi dubbi: sarebbero altissimi e con l’attuale traffico, anche con l’eventualità di un suo incremento, non si pagherebbe mai. Si aggiunga che una buona parte del traffico che congestiona la Valsugana è locale e non andrebbe ad usufruire della nuova arteria".

 

La direzione intrapresa sarebbe un'altra, quella di puntare sulla rotaia e il tunnel del Brennero. "Il Trentino - evidenzia la Cgil - salvo nefasti ripensamenti, ha scelto, al pari dell’Europa, la ferrovia. L’alta velocità e il traforo sulla linea del Brennero sono una testimonianza. Dirottare i camion dalla strada alla rotaia sovvenzionando in maniera adeguata le aziende di trasporto che usano questa modalità di spostamento è la via maestra".

 

In Veneto si prevedono altri schemi. "Il nuovo piano dei trasporti - aveva detto il capogruppo del Pd veneto a Il Dolomiti - indica che tra Verona Venezia le merci devono essere trasportate su rotaia, quadruplicando la ferrovia con l'Alta capacità perché il corridoi è saturo. E anche la stessa Regione pone interrogativi sulla Valdastico. Nonostante i proclami, il presidente Zaia non ha fermato il project privato sulla Valsugana".

 

"A Verona, nel punto in cui la Serenissima (la Milano-Venezia) interseca la A22 insieme alle corrispondenti linee ferroviarie, sorge il Quadrante Europa, centro logistico di 2,5 milioni di metri quadri di superficie che occupa circa 10 mila addetti. I volumi lavorati sono, inevitabilmente, destinati ad aumentare con la conclusione dei lavori sulla tratta del Brennero. Qui arrivano merci (che giungono anche via mare) trasportate su container che vengono trasferiti sul treno e, alla stazione di arrivo, presi in consegna da un’altra motrice".

 

Insomma, la Valdastico è un'opera vecchia, pensata 30 anni fa e nel frattempo tutto è cambiato. "Non ha senso una nuova strada che buca montagne - prosegue la Cgil - stravolge due valli paesaggisticamente intatte con notevoli rischi di danni ambientali per congiungerla a Rovereto e intasare ulteriormente la A22. Si riduce l’asta dell’Adige dalla città della Quercia verso nord a un corridoio di transito, bypassando il centro logistico di Verona che è un punto di scambio nevralgico".

 

Meglio allora puntare, secondo il sindacato, su una elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana (non nascondendosi che senza il raddoppio dei binari è un’opera a metà) i cui lavori sono stati previsti e finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la coesione, strumento finanziario attraverso si attuano politiche di sviluppo economico, sociale e territoriale.

 

"Nei 63 interventi di carattere nazionale previsti per il periodo 2014–2020 - continua la Cgil - pubblicati sul sito del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture, il primo è quello che riguarda l’elettrificazione della linea ferroviaria Trento-Bassano. Intervento mirato al potenziamento e razionalizzazione dei collegamenti tra Trento e il territorio vicentino, intersecandosi con la prevista elettrificazione della tratta Castelfranco Veneto–Bassano con l’obbiettivo di ottenere un trasporto persone più sostenibile con particolare riferimento al traffico pendolare tra Trentino e Veneto”, chiarisce Montani con Alberto Sicari che segue il comparto per la categoria.

 

Per la realizzazione del progetto di elettrificazione del Valsugana è previsto un crono-programma di attività e relativo finanziamento che ipotizza la sua realizzazione nel 2023. "Ad oggi - conclude Montani - dopo uno studio di fattibilità, previsto nel 2017, dovremmo essere al termine del periodo di progettazione ed affidamento dell’opera (secondo semestre 2019/2020), per poi iniziare nel secondo semestre del 2020 con la realizzazione del progetto. Chi sa indicarci se i finanziamenti previsti (e per quel che ne sappiamo già stanziati) sono ancora validi nonostante i tempi si siano di gran lunga dilatati? Il progetto è destinato ad avviarsi, magari sotto la spinta delle Olimpiadi, o è un rituale che rispunta ogni tanto nella discussione?”.

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