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Valdastico, il Pd veneto: ''E' ora di dire basta, opera fuori tempo massimo. L'uscita a Rovereto sud? Non ha proprio senso''

Un'uscita a Rovereto sud tanto ipotizzata dalla giunta Fugatti, che non piacerebbe nemmeno in Veneto. Il Partito democratico mette in dubbio l'intero progetto: "E' ora di ammetterlo: la Valdastico è stata pensata negli anni '60, il mondo è cambiato e cambierà ancora. Anche qui si punta sulla ferrovia. E' inutile parlare di un'infrastruttura che forse sarà pronta nel 2030"

Di Luca Andreazza - 08 settembre 2019 - 20:18

TRENTO. "Siamo ormai fuori tempo massimo e siamo ancora al punto zero. E' ora di ammetterlo: la Valdastico è stata pensata negli anni '60 e si deve mettere il progetto nel cassetto", queste le parole di Stefano Fracasso, capogruppo del Partito democratico nella Regione Veneto. "Lo sbocco a Rovereto sud, poi, non ha senso. In questi 20 anni è cambiato il mondo. La scelta sul corridoio del Brennero è evidente: ferrovia e tunnel, ma soprattutto niente terza corsia in A22".

 

Un'uscita a Rovereto sud tanto ipotizzata dalla giunta Fugatti, che non piacerebbe nemmeno in Veneto. E già questo dovrebbe far riflettere, soprattutto se poi ci si aggiunge che l'opera non riscuote grande successo in Trentino: la contrarietà di molte associazioni è netta, così come tanti territori si sono già espressi per il "No" al completamento dell'A31, come Rovereto (Qui articolo), Vallarsa (Qui articolo) e Riva del Garda(Qui articolo). Ma anche oltre confine la Valdastico non decolla.

 

Una partita sempre più ingarbugliata e un'opera ferma al palo tra la sentenza del Consiglio di Stato a favore del comune di Besenello (Qui articolo) e quella della Corte dei conti a bocciare il rinnovo della concessione in forma diretta per l'autostrada A4/A31 senza una regolare gara pubblica (Qui articolo). 

 

E c'è il conto da 594 milioni che la magistratura intende affibbiare all'ex consiglio di amministrazione di Anas proprio perché in sede di proroga, la concessione è stata rinnovata in cambio della progettazione e realizzazione della Valdastico. "La proroga - evidenzia Fracasso - imponeva di approvare il progetto entro il 2013 e questo non è avvenuto. Poi l'allora ministro Delrio aveva indicato al Tavolo paritetico nel 2014 un collegamento con la Valsugana ma non autostradale. Nel frattempo è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato, quella della Corte dei conti e il Trentino ha ipotizzato Rovereto come uscita: un non senso transportistico".

 

Una situazione resa ancora più complicata dal cambio di esecutivo a Roma (Qui articolo). L'attuale maggioranza parlamentare, soprattutto lato Movimento 5 stelle è contraria, così come le forze politiche trentine, quali Partito democratico e pentastellati. A questo si aggiungono le richieste ministeriali di completare il progetto in modo unitario e coerente, ma ancora non si hanno segnali in questo senso, anche se le operazioni sono in mano a Veneto Serenissima (Qui articolo), ora colpita dalla Corte dei conti.

 

Non solo, anche in Veneto si prevedono altri schemi. "Il nuovo piano dei trasporti - dice il capogruppo del Pd veneto - indica che tra Verona e Venezia le merci devono essere trasportate su rotaia, quadruplicando la ferrovia con l'Alta capacità perché il corridoi è saturo. E anche la stessa Regione pone interrogativi sulla Valdastico. Nonostante i proclami, il presidente Zaia non ha fermato il project privato sulla Valsugana".

 

Nel mirino anche i tempi. Già si è in ritardo di vent'anni, la Valdastico è praticamente ferma e difficilmente si sbloccherà a breve. "Si parla di altri 10-12 anni - commenta il Pd - si arriva così alla scadenza della concessione senza i cantieri aperti. E poi nel 2030 il mondo dei trasporti sarà ulteriormente rivoluzionato, anche per fronteggiare i cambiamenti climatici".

 

Ormai il futuro sembra orientato verso l'elettrico per ridurre l'inquinamento. "Bisogna dire basta all'idea Valdastico - conclude Fracasso - le tratte da 300 chilometri richiedono la ferrovia e non ha più senso parlare di un'autostrada che forse esisterà nel 2030. Ma siamo ancora ai blocchi di partenza e i numeri dei modelli di flusso bocceranno l'ipotesi dello sbocco a Rovereto, senza contare i costi di un'arteria che prima si dirige a nord e poi va a sud. E' ora di dire basta". 

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