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Valdastico, Vergnano controcorrente: ''Uscita a Rovereto Sud vitale per sviluppo economico: spostare lì Interbrennero e governare il tracciato''

I territori delle Valli del Pasubio si sono espressi nella balotazione, una consultazione, per non procedere con la Valdastico, Vergnano: "Capisco Terragnolo, ho votato contro in consiglio comunale, ma in Vallarsa chiedono la tangenziale e che i mezzi pesanti possano passare per il centro storico di Rovereto ma non vogliono la Valdastico?"

Di Luca Andreazza - 29 novembre 2019 - 13:11

ROVERETO. La Valdastico s'ha da fare, altrimenti Rovereto rischierebbe di perdere la centralità. Questo in estrema sintesi il pensiero di Paolo Vergnano, consigliere comunale ex Movimento 5 stelle nella città della Quercia, che spezza una lancia a favore dell'opera. 

 

"Ho sempre pensato che il collegamento tra la A22 e la A31, cioè la Valdastico, fosse un progetto potenzialmente problematico per l'ambiente e per l'economia trentina. Ho partecipato a tantissimi incontri per studiare i dati sul traffico merce e le implicazioni territoriali. Non solo, come presidente della Commissione ambiente, mi ha permesso di comprendere che è l’attraversamento delle merci pesanti su gomma a creare problemi di viabilità in A22 e lungo le strade comunali. Una criticità che si può risolvere senza danneggiare un piano di sviluppo economico".

 

L'ex pentastellato siede, poi, nell’Osservatorio provinciale della mobilità sostenibile come rappresentante del mondo produttivo e della Federazione delle Cooperative. "La Valdastico - aggiunge Vergnano - come tutte le opere, se osservata in singoli settori incontra problematiche e le resistenza dei cittadini: il detto 'Non nel mio giardino' è sempre presente e emerge in modo circolare. Il punto è quello di dettare le linee guida e non subire le decisioni".

 

Un collegamento sempre più complesso, anche se la volontà della Lega provinciale sembra quella di andare avanti, nonostante i numerosi ostacoli. Un'uscita a Rovereto sud tanto ipotizzata dalla giunta Fugatti, però, sembra non piacere ai territori: la contrarietà di molte associazioni e territori in Trentino, i quali si sono già espressi per il "No" al completamento dell'A31, come i consigli comunali a Rovereto (Qui articolo), Vallarsa (Qui articolo) e Riva del Garda (Qui articolo).

 

Una partita sempre più ingarbugliatatra la sentenza del Consiglio di Stato a favore del comune di Besenello (Qui articolo) e quella della Corte dei conti a bocciare il rinnovo della concessione in forma diretta per l'autostrada A4/A31 senza una regolare gara pubblica e c'è il conto da 594 milioni che la magistratura intende affibbiare all'ex consiglio di amministrazione di Anas proprio perché in sede di proroga (Qui articolo). 

 

Una situazione resa ancora più complicata dal cambio di esecutivo a Roma (Qui articolo). L'attuale maggioranza parlamentare, soprattutto lato Movimento 5 stelle è contraria, così come le forze politiche trentine, quali Partito democratico e pentastellati. A questo si aggiungono le richieste ministeriali di completare il progetto in modo unitario e coerente, ma ancora non si hanno segnali in questo senso, anche se le operazioni sono in mano a Veneto Serenissima (Qui articolo), ora colpita dalla Corte dei conti, e la contrarietà dello sbocco a Rovereto Sud anche in parte del Veneto , un'infrastruttura e un modello di sviluppo considerato ormai superato e obsoleto (Qui articolo).

 

Recentemente i territori delle Valli del Pasubio si sono espressi nella balotazione, una consultazione, per non procedere con la Valdastico. Un'affluenza in linea generale al 54% e un 93% di palline nere. A Terragnolo si è recato alle urne il 70% degli aventi diritto.

I territori di Terragnolo e Vallarsa non si sono mai posti il problema, fino a quando non si è ipotizzato di far attraversare l'A31 in quella zona. La popolazione ha ragione: ho votato contro il passaggio della Valdastico in val Terragnolo, che avrebbe la sola funzione di creare uno svincolo autostradale per raggiungere Folgaria. La popolazione dell’Alpe Cimbra, però, vuole un’altra via di comunicazione: non ha necessità di aumentare il flusso viabilistico, ma cerca di esaltare il territorio per un turismo di qualità. La proposta di creare un collegamento funiviario con Rovereto, dal lato lagarino, e con Levico, dal lato valsuganotto, raccoglie consensi ovunque. Fin qui, credo che la Provincia possa accontentare le popolazioni e evitare il passaggio dell’autostrada.

 

In Vallarsa invece si sono registrati dati leggermente più bassi, ma comunque superiori al 50% e l'esito è evidente dai dati. Non vogliono la Valdastico

Se analizzo la scelta della comunità, trovo questa decisione di negare l'uscita autostradale poco comprensibile. L'ex statale 46 del Pasubio non è più sufficiente per garantire lo sviluppo delle aziende locali, che soffrono e che hanno impedito a Rovereto di chiudere al traffico pesante zone sensibili come piazza Podestà in pieno centro storico. Sul tavolo, come più volte ribadito dall'attuale assessore Tomazzoni, c’è sempre la proposta della tangenziale est: un'opera caldeggiata dall’attuale Giunta comunale per creare un raccordo anulare roveretano, che dovrebbe risolvere la questione. Ecco, non riesco a comprendere come una tangenziale in galleria tra Marco e Volano, che intercetta la ex Ss46 sia auspicabile, mentre un collegamento autostradale non vada bene.

 

Questione Rovereto. Si parla dell’attraversamento in sicurezza e nel modo più sostenibile possibile delle merci.

L'Hub di interscambio veronese ha permesso un’aumento del trasporto su ferro: attualmente circa 10 milioni di tonnellate/anno transitano sull’asse del Brennero, il 25% del totale. Oltre 120 aziende lavorano lì: si tratta di centinaia di lavoratori. Il 75% del traffico, però, rimane su gomma e questo va a intasare la A22 e crea la necessità della costruzione della terza corsia, inevitabile se si continua a questi ritmi.

 

E quindi la soluzione sarebbe una uscita dell'A31 a Rovereto Sud

Da mesi cerco di elaborare, insieme a altre persone, ipotesi alternative per proporre soluzioni che possano essere utili al mondo dell’impresa per creare posti di lavoro, senza dimenticare però esigenze, fondamentali, di ecosostenibilità. Quest’ultima analisi, però, deve essere studiata non solo nel particolare, ma anche in termini generali: chiedersi quali percorsi, partenze e destinazioni effettuano le merci. Il Brennero è tra le principali vie di comunicazione con il nord Europa: Trieste e l’est Europa, Ferrara e l’area adriatica sono collegate a Vicenza. La Valdastico sposterà parte del traffico pesante.

 

Il parallelo corre al 1800, quando la città della Quercia decide di costruire la ferrovia e l'attuale stazione dei treni. 

La ferrovia ha permesso lo sviluppo industriale nella prima fase, quindi l'autostrada si è rivelata altrettanto fondamentale. Negare questo, significa non avere la percezione delle necessità industriali. La Valdastico potrebbe ricreare quelle occasioni di sviluppo necessarie e non può essere scartata a priori. Se l’idea è quella di far attraversare il territorio passivamente da uno snodo autostradale, la popolazione non può comprendere i benefici. Se invece la proposta è inserita in un contesto di sviluppo e di sostenibilità globale, allora diventa fondamentale.

La città della Quercia può diventare strategica: un hub di interscambio gomma/ferro a Rovereto sud con gli obiettivi di quello veronese: sviluppo dell’area industriale, creazione di centinaia di posti di lavoro e la possibilità di trasferire le merci su ferro nella tratta Rovereto-Nord Europa. In questo modo si risparmierebbe un numero enorme di tonnellate di anidride carbonica e di altre emissioni nocive, oltre ad alleggerirebbe il traffico pesante sull'A22.

 

Ma a Trento c'è già l'Interporto. L'ipotesi del Patt provinciale, infatti, è quello di portare l'uscita nel capoluogo.

In questo modo Rovereto verrebbe tagliata fuori e questo significherebbe segnare la fine industriale. Se la città della Quercia si è sviluppata il merito va attribuito a ferrovia e autostrada. Restare fuori dalla direttrice della Valdastico potrebbe essere fatale. Rovereto dovrebbe chiedere il trasferimento di Interbrennero da Trento, che ora funge da impresa immobiliare, pianificare il coinvolgimento della società Interporto di Verona, di A22 e di A31. L’obiettivo è rendere Rovereto un centro logistico europeo, creare centinaia di posti di lavoro, far risparmiare all’ambiente tonnellate di gas climalteranti e nocivi per la salute. Se i lavori iniziassero nel 2020, si può ipotizzare che in 10 anni avremmo i risultati, mentre per la ferrovia e tutto si parla di 20 anni. Troppo tempo. 

 

E non si rischia di ritrovarsi un'intera area da riqualificare a Trento per progettare e investire da zero o quasi una zona di Rovereto

Ora non è conveniente per un'impresa arrivare a Trento e poi spostare la merce su ferro per viaggiare verso l'Europa. Mantenere l'infrastruttura è uno spreco di soldi pubblici. Si deve rivedere l'intera pianificazione. A Rovereto sarebbe diverso e l'intermodale potrebbe funzionare, anche perché Verona non può intercettare tutto e un ragionamento era stato fatto sulla città delle Quercia, poi abbandonato. Si deve ripartire da lì e aggiornare. A questo aggiungo che anche i partiti sono d'accordo sulla Valdastico, Movimento 5 stelle compreso, non hanno ancora bloccato l'opera. E' necessario valutare, però, un progetto che attualmente manca per prevedere le linee guida e arrivare a pianificare una Valdastico condivisa. 

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