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Coronavirus, Giunta in isolamento ma il software per il consiglio in videoconferenza non è stato rinoleggiato e quindi non si lavora. Ghezzi: ''Politica superficiale''

La scelta di andare in isolamento per motivi precauzionali non permette ai componenti dell’esecutivo di essere presenti in aula per affrontare le discussioni in Consiglio e informare sulla situazione epidemiologica. Il Pd: "Fugatti raramente rende partecipi i sindaci e il Consiglio provinciale delle proprie decisioni, mortificando così le istituzioni locali"

Di Luca Andreazza - 02 November 2020 - 19:19

TRENTOL'intera Giunta è in isolamento e così salta il Consiglio provinciale convocato per domani. Annullate anche le sedute in agenda per mercoledì 3 e giovedì 4 novembre. La Provincia, infatti, non riesce a riorganizzarsi in modalità smart-working: non è stato rinnovato il programma che rende possibile la modalità online dei lavori, come avvenuto nel corso del lockdown.

 

Si blocca quasi tutto per la positività di un membro dello staff dell'esecutivo (Qui articolo). La scelta di andare in isolamento per motivi precauzionali non permette ai componenti dell’esecutivo di essere presenti in aula per affrontare la discussione dell’ordine del giorno del Consiglio e informare il resto della maggioranza e della minoranza sulla situazione epidemiologica sul territorio. Non si può affrontare anche la discussione del passo indietro della Provincia in merito all'ordinanza sull'estensione degli orari di apertura di bar e ristoranti e la successiva pronuncia del Tar di Trento a sospendere il provvedimento dopo l'impugnazione del governo (Qui articolo).

 

La sensazione è quella che anche il comunicato stampa diventa poi motivo di propaganda. Si specifica che "L'ultima seduta si è tenuta in sala Depero per garantire il distanziamento tra persone e una corretta aerazione degli spazi: questi accorgimenti, assieme all’utilizzo di dispositivi di protezione e di igienizzanti, sono ritenuti una valida misura di protezione, tali da non rendere necessaria l’adozione della quarantena".

 

"E' preoccupante questa assenza di prospettiva. Si ferma tutto - dice Paolo Ghezzi (Futura) - perché il presidente Walter Kaswalder non è riuscito a organizzare la seduta del Consiglio provinciale in video conferenza. Scopriamo che il software non è stato acquistato ma semplicemente noleggiato e adesso ci vogliono 7 giorni di preavviso per attivare le funzionalità".

 

Non sarebbe necessaria la quarantena (L’assessore Mario Tonina nel rispondere a Ugo Rossi del Patt ha affermato che i componenti della Giunta, per senso di responsabilità e su suggerimento dei medici, hanno annullato tutti gli impegni in presenza in attesa del tampone) ma l'intera Giunta è in auto-isolamento. E intanto la tre giorni consiliare, prevista in presenza, è stata revocata.

 

Non ci si è preoccupati prima di oggi di rinnovare le licenze e la catena di comando è in quarantena. Questo a fronte di dati che mostrano un peggioramento del quadro epidemiologico trentino: +159 persone in ospedale rispetto al 14 ottobre e la terapia intensiva passata da 0 a 11 pazienti dal 20 ottobre. Si aggiungono i 39 decessi a causa di Covid-19 in questa seconda ondata, un aumento costante dei contagi e dell'età media dei positivi.

 

L'esecutivo si è messo in isolamento in via precauzionale, ma una precauzione, forse, sarebbe stata anche quella di svolgere i lavori della Giunta magari in forma mista tra presenza e distanza per salvaguardare la piena capacità operativa della Provincia. Una positività può capitare ma salvo casi eccezionali non dovrebbe rischiare di compromettere le funzionalità dell'esecutivo.

 

"La Giunta - aggiunge Ghezzi - non adotta nemmeno alcune contromisure per evitare di doversi fermare in blocco. Avrebbero potuto far lavorare per esempio l'assessore Mattia Gottardi, delegato ai rapporti con i consiglieri, a distanza per garantire la presenza di un membro di governo. La superficialità dell'esecutivo e di Kaswalder sono evidenti, una continua sottovalutazione dell'epidemia. E' un disastro, questa situazione legata a un software non è poi dignitosa per un'istituzione come quella della Provincia autonomia di Trento. L'inconsistenza di questa politica è tale che non si riesce nemmeno a prevedere la necessità di organizzarsi in caso di emergenza".

 

Qualcosa viene recuperato mercoledì: una capigruppo in videoconferenza, aperta ai consiglieri, nella quale il presidente Fugatti farà la comunicazione sull’emergenza Covid, un aggiornamento richiesto dalle minoranze. Il resto poi passa alla prossima settimana: lunedì 9 si tiene, online, una giornata di Consiglio nella quale si discutono 14 mozioni; mentre per le interrogazioni a risposta immediata e per quelle previste dall’odg, la Giunta intende fornire ai consiglieri risposte scritte. Il 12 novembre poi una nuova conferenza dei capigruppo nella quale si intende programmare i lavori per una seduta prevista per il 19 novembre.

 

"Il posticipo alla settimana prossima del Consiglio provinciale - commenta il Partito democraticopriva così l’assemblea parlamentare trentina di una fondamentale occasione di informazione e coinvolgimento perché solleva il presidente Fugatti dal riferire in Aula sulla diffusione dei contagi nel territorio provinciale e sulle conseguenze sanitarie e organizzative che questa situazione comporta. A fronte dell’atteggiamento collaborativo e responsabile che abbiamo confermato a ogni passaggio, questi disguidi tecnici sono una pessima notizia, che si somma alla inaccettabile esclusione sistematica del Consiglio provinciale dalla messa a conoscenza delle misure varate attraverso le ordinanze della Giunta".

 

Nel mirino il modus operandi della Pat. "A Roma - conclude il Pd - il premier Conte in coincidenza con il varo dei Dpcm ha sempre convocato il Parlamento ritenendo necessario che l’organo legislativo fosse informato e coinvolto, così come le Regioni. Nulla di tutto ciò accade invece a livello provinciale, dove il presidente Fugatti raramente rende partecipi i sindaci e il Consiglio provinciale delle proprie decisioni, mortificando così le istituzioni locali nella possibilità di una larga condivisione di scelte prioritarie in un momento così delicato. I consiglieri devono accontentarsi della 'concessione' di una comunicazione informale, senza la possibilità di presentare documenti, risoluzioni e senza dibattito pubblico. Si conferma la via della chiusura e dell'isolamento della Provincia. E spiace registrare ancora una volta la poca incisività del presidente Kaswalder nel garantire il rispetto del ruolo del Consiglio provinciale".

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