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Cortocircuito Lega sulla Valdastico, Fugatti: ''Mancano ancora le intese, saremo trasparenti''. Dalzocchio attacca: ''Decidono Europa e Roma, aveva fatto tutto il Pd''

Il presidente della Provincia a trazione carroccio prende tempo e getta acqua sul fuoco dopo che Alessandro Olivi e Alessio Manica hanno portato alla luce il progetto del completamento dell'A31, ma il Pd incalza: ''La Lega avrebbe voluto presentare il progetto dopo le elezioni comunali?". Il Patt: "La Giunta ha il progetto da ottobre scorso nascosto nel cassetto"

Di Luca Andreazza - 02 marzo 2020 - 05:01

TRENTO. E' cortocircuito Lega sulla Valdastico. Il presidente della Provincia a trazione carroccio prende tempo e getta acqua sul fuoco dopo che Alessandro OliviAlessio Manica e Roberto Pinter (Partito democratico) hanno portato alla luce il progetto del completamento dell'A31 di marca Lega. Nel frattempo però la consigliera provinciale Mara Dalzocchio attacca tutti tra "La città di Rovereto e nessun Comune trentino ha facoltà di sindacare alcunché sulla Valdastico", "Sarebbe meglio informarsi anche perché chi ha deciso l'opera è il Pd" (anche se l'eventuale piano del centrosinistra avrebbe previsto un altro tracciato per uscire a Trento) e (tanti, tantissimi) "Si informi prima di parlare" in varie forme agli utenti su Facebook.

E nonostante il tentativo di minimizzare ("E’ volontà della Provincia di Trento - spiega il presidente - garantire l’adeguata pubblicità una volta che il tracciato avrà il consenso dei soggetti interessati, nel rispetto dei criteri di trasparenza e  attendibilità"), quel progetto, che sembra spaventare gli stessi tecnici che l'hanno realizzato, effettivamente sembra quello preso in considerazione da piazza Dante, tanto che sulle criticità relative alle sorgenti dello Spino, interessate dal passaggio del corridoio autostradale viene evidenziato che: "Con responsabilità - dice Fugatti - abbiamo ascoltato le riserve, valutato l’impatto e messo in sicurezza le sorgenti, intervenendo sul tracciato. Così continueremo a lavorare con la volontà di salvaguardare gli interessi del Trentino".

 

Quando qualcuno segnala a Dalzocchio che il carroccio in campagna elettorale ha spinto, e parecchio, per la Valdastico, ripiega in parte: "Noi siamo favorevoli, ma chi ha firmato non è la Lega ma il Pd", mentre a quelli che chiedono di fermare "questo scempio" ribatte: "Noi non possiamo farlo. Già deciso a livello europeo e Roma. Cerchiamo invece di pensare ad un progetto che sia il migliore anche per l'ambiente". E "Ma quale discussione in consiglio provinciale" e si invocano "più poteri alla Regione", proprio quando la Lega era a Roma da Salvini mentre l'ente traballava e il confronto con la Provincia di Bolzano è quasi nullo (Qui articolo). 

 

Fermo restando che ora governa la Lega e il progetto può essere fermato o modificato, tanto da archiviare velocemente proprio l'ipotesi della Giunta Rossi. Ora la Provincia in questo modo viene dipinta come una semplice passa-carte e in più il Consiglio provinciale viene esautorato dalle sue funzioni perché tanto le decisioni sono prese da altri. "Il progetto non è stato presentato - spiega invece Fugatti - perché è ancora in corso l’iter tecnico, secondo le previsione di legge. Ad oggi manca l’accordo con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, soggetto con il quale ci confronteremo al tavolo che vedrà la partecipazione anche della Regione Veneto". Anzi, "A riprova della linearità di comportamento dell’attuale giunta si ricorda il documento del gennaio scorso, in cui l’Unità strategica Grandi opere e ricostruzione sollecitava il ministero a proseguire l’iter per la definizione dell’intesa di interconnessione est tra la Provincia di Trento e la Regione Veneto".

 

Non solo, le procedure prevedono "un’intesa tra la Provincia, lo Stato e altri enti territoriali ai sensi delle norme di attuazione dello Statuto speciale" e "l’assenso della Provincia sia prestato previa valutazione strategica (Vas) sull’ipotesi progettuale”, così come "l’intesa raggiunta a valle della procedura Vas è ratificata con legge provinciale che ha effetto di variante alle previsioni del Pup. Ad oggi la Vas non è stata ancora avviata. Queste - prosegue Fugatti - sono le ragioni per  cui non abbiamo ritenuto di divulgare un’ipotesi progettuale su cui manca un’intesa tra soggetti istituzionali, determinati in ogni caso a procedere nella realizzazione del collegamento autostradale". 

 

Anche perché "deve avere ancora l'avvio formale delle procedure di approvazione da parte del ministero. Per questo motivo, la stessa Provincia di Trento non ha ritenuto opportuno pubblicare il fascicolo progettuale, la cui conoscenza sarà portata all’attenzione dell’intera popolazione e degli stakeholder una volta definitiva l’intesa tra i soggetti del territorio". E queste sono le parole di Fugatti proprio per spiegare le ragioni che avrebbero portato piazza Dante a tenere nel cassetto il fascicolo

 

Insomma, sembra nessun semaforo verde o imposizioni da parte di Roma, che ancora valuterebbe il progetto, oppure di Bruxelles. Anzi, gli accordi mancherebbero alla base in quanto "tra gli aspetti fondanti del progetto - prosegue Fugatti - su cui manca ancora una definizione condivisa rientra l’uscita a 'Rovereto Sud'. E per questa ragione, il Trentino è ancora in attesa che venga siglato l’Atto aggiuntivo del Documento conclusivo del Comitato paritetico del febbraio 2016. La posizione del Trentino è stata oggetto nelle scorse settimane, ben prima della diffusione del fascicolo degli scorsi giorni, di una nota ufficiale inviata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e notificata alla Regione Veneto e al concessionario, l’Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova".

 

Tutto sarebbe in fase di elaborazione, mentre lo studio di fattibilità del progetto che vede l'uscita a "Rovereto Sud" sembra avere già dei contorni, quelli di un incubo. La realizzazione della Valdastico viene stimata in 3.345.834.000 euro, senza considerare i costi di manutenzione per attraversare un territorio fragilissimo che deve scavare 12 milioni di metri cubi di roccia e terra, quindi i cantieri potrebbero portare a espropriare tra i 13 e i 46 ettari di vigneti di pregio.

I tempi? Intorno ai 12 anni, ai quali aggiungere le tempistiche per i cantieri e gli intoppi burocratici per eventuali ricorsi. Si ipotizzano 20 anni prima di vedere passare il primo veicolo. Un tracciato composto da due lotti: il primo di 17,8 chilometri fino a Pedemonte, il secondo da 29,6 chilometri quasi tutti in galleria e viadotti in aree rischiose sotto diversi punti di vista: idrogeologico, faglie e sorgenti.

 

Inoltre lo svincolo a Terragnolo potrebbe incidere negativamente sulla percezione visiva del contesto e innalza i livelli di inquinamento acustico e atmosferico di un'area caratterizzata principalmente per la sua valenza naturalistica. E la Valsugana probabilmente non avrebbe benefici sulla riduzione di traffico.

Sono proprio gli stessi tecnici a evidenziare la portata di un simile tracciato: valutato "Classe IV", cioè la più alta: devasterebbe quasi certamente il paesaggio. E se Dalzocchio spiega che ci sono 7 progetti e chissà quanti altri, la Provincia sembra invece lavorare in un'unica direzione, anche perché le sorgenti di Spino sarebbero state messe in sicurezza. "Il progetto della Valdastico, diffuso negli scorsi giorni, non ha ancora valenza definitiva circa alcuni tratti del percorso e le soluzioni infrastrutturali che il collegamento presenterà sul territorio trentino: la documentazione diffusa rappresenta l’elaborato realizzato dalla concessionaria", conclude Fugatti, ma proprio il presidente avrebbe incaricato A4 degli studi (Qui articolo).

 

Una Valdastico che vede i territori fortemente contrari, l'ultimo consiglio comunale a esprimersi in questo senso è stato il Comune di Trento (Qui articolo), mentre l'area del Pasubio si è espressa con una balotazione contro l'opera, ritenuta dannosa (Qui articolo).

 

Incalza il Pd. "La Lega - dice il consigliere provinciale Alessio Manica avrebbe voluto aspettare almeno le elezioni comunali del prossimo 3 maggio prima di presentare il progetto. Quella che il presidente definisce come una necessità di dovere aspettare il via libera del tavolo tecnico per divulgare il progetto è in realtà la necessità di dover attendere da parte degli altri soggetti interessati una conferma ad una soluzione progettuale non già concordata, perché il collegamento autostradale con uscita a Rovereto sud è una proposta senza senso a cui credono ormai solo Fugatti e la Lega trentina. A riprova di ciò basta dire che nel piano dei trasporti del Veneto del 2019 della Valdastico non c’è traccia. Nel riconoscere l’ovvietà della presenza di viadotti e gallerie, Fugatti conferma che l’analisi da lui commissionata corrisponde al progetto che vuole realizzare".

 

"Siamo da sempre contrari a questo tracciato che non serve a nessuno - commenta Simone Marchiori, segretario del Patt - oltre a porre evidenti problemi di sostenibilità ambientale e di tutela del territorio e delle sue risorse. Il presidente nei suoi incontri con i sindaci delle valli del Leno e di tutta la Vallagarina, aveva sempre sostenuto la sostenibilità ambientale e l'assenza di pericoli per la sorgente di Spino. Aveva anche già annunciato per lo scorso autunno la presentazione dello studio di fattibilità. Siamo ormai a marzo e di incontri ufficiali di presentazione di questo studio di fattibilità organizzati da Fugatti non abbiamo visto nemmeno l’ombra, salvo scoprire che è però depositato in Provincia già dallo scorso ottobre. E' stato tutto insabbiato e nascosto probabilmente proprio perché la Lega si è accorta dei rischi ambientali e paesaggistici".

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