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| 26 mag 2021 | 20:28

Coronavirus, l'Apss chiude agli Open vax day trentini: ''Non ci sono le dosi ma prima dei giovani, meglio una somministrazione al comparto turistico''

Il direttore del Dipartimento prevenzione, Antonio Ferro: "La nostra strategia è quella di indirizzare la somministrazione sulle categorie che necessitano prima di altre di essere vaccinate"

TRENTO. "Un problema è quello che non ci sono dosi e le priorità sono altre come estendere la copertura sugli over 60 e sulle categorie fragili". Così Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione, sulla possibilità di organizzare gli Open vax day come avviene in Alto Adige e in altre zone d'Italia.

 

In Trentino la somministrazione sugli over 40 dovrebbe partire a giugno (Qui articolo). Intanto si recuperano soprattutto i richiami e nelle scorse ore è stato disposto il via libera per gli esenti ticket con cronicità, una platea di circa 19 mila cittadini. In Alto Adige le operazioni sugli over 40 sono già state avviate.

 

Non solo, archiviati gli appuntamenti degli Open Vax day&night (Qui articolo), Bolzano ha dato semaforo verde per vaccinare tutti a partire dai 18 anni (Qui articolo).

 

La strategia trentina è stata quella di puntare sulle prime dosi e spostare i richiami a 42 giorni. "Un sistema che ci ha permesso di coprire 33 mila trentini in più e così evitare forme gravi della malattia", aveva spiegato a Il Dolomiti il direttore del Dipartimento di prevenzione, un concetto ribadito poi dall'assessora Stefania Segnana nel corso del Consiglio provinciale di ieri. Ora, però, c'è un rallentamento e un'inversione di tendenza perché si devono inoculare le seconde dosi (Qui articolo).

 

Ci regoliamo in base alle forniture che abbiamo a disposizione. La logistica - prosegue Ferro - ci permetterebbe di fare molti più vaccini ma la nostra scelta è quella di tenere una scorta adeguata per evitare di trovarsi sguarniti sulle seconde dosi, peraltro come successo in altre Regioni”, commenta Ferro, mentre Segnana: "Si deve continuare a puntate agli over 60 per evitare ricadute sugli ospedali". 

 

Difficile prevedere un'accelerazione e gli Open vax day trentini non sembrano in programma (Qui articolo). "Non ci sono le dosi - aggiunge il direttore del Dipartimento prevenzione - ma la nostra strategia è quella di indirizzare la somministrazione sulle categorie che necessitano prima di altre di essere vaccinate".

 

Un po' come nel caso degli screening di massa in Alto Adige e una strategia orientata al tracciamento, il Trentino prende altre direzioni. "Le cartucce sono poche e se ci fosse una sufficiente disponibilità di vaccini, preferirei prevedere una somministrazione nel comparto turistico prima che dei giovani con le giornate Open day". Anche per i turisti? "Sì, ma dobbiamo aspettare le decisioni del governo e di avere le indicazioni ministeriali, circolari che abbiamo sempre dato seguito", conclude Ferro: "In questo caso servirebbe, però, una fornitura maggiore per riuscire a rispondere alle esigenze. Un altro nodo è quello di avere un certificato vaccinale per sapere eventualmente quale prodotto sia stato usato nella prima dose, più facile gestire i tamponi perché c'è anche un sistema privato per questo servizio. La priorità va sui residenti".

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