Contenuto sponsorizzato

Test nasale alle primarie, anche la scuola italiana dà l'ok. Urzì: "L'assessore Vettorato si è piegato agli ordini dell'Svp"

Anche la scuola italiana ha dato l'assenso per gli autotest nasali nelle primarie. Dopo l'iniziale resistenza, l'assessore Vettorato ha quindi stretto l'accordo, con gli operatori sanitari che svolgeranno i tamponi nel pomeriggio alla presenza dei genitori. Urzì (Fratelli d'Italia): "L'assessorato si è piegato agli ordini della Provincia, invece di rivendicare la propria autonomia"

Di Davide Leveghi - 16 marzo 2021 - 10:02

BOLZANO. Anche le scuole italiane dicono sì al test nasale nelle scuole. Dopo un lungo tira e molla tra i sindacati e la Provincia, l'accordo tra la Sovrintendenza, l'assessorato all'Istruzione e l'Azienda sanitaria è stato concluso positivamente. Mancano gli ultimi dettagli, ma le differenze sono state limate e anche gli alunni italiani delle primarie si sottoporranno una volta a settimana al test nasale lanciato per contenere il contagio tra i più piccoli.

 

La partenza della sperimentazione in alcuni istituti italiani verrà avviata con modalità precise, sarà su base volontaria, non comporterà l'impiego dei professionisti della scuola e prevede l'impiego di operatori qualificati – ha scritto l'assessore competente Giuliano Vettorato, che alla vigilia dell'avvio della campagna aveva chiesto 'chiarimenti e approfondimenti' – si tratta di un'opportunità che non voglio negare alle famiglie e ai nostri ragazzi. Una misura che va nella direzione di una scuola sempre più sicura”.

 

Lo scetticismo della scuola italiana dipendeva infatti dai compiti che si volevano affidare ai docenti. “La scuola italiana non ha dato un no chiaro e definitivo – aveva chiarito al nostro giornale il referente per la scuola di Cgil/Agb Stefano Fidenti, spiegando poi le ragioni del rifiuto di aderire al progetto così com'era proposto dalla Provincia - nelle scuole c'è resistenza ad assumersi questo compito, per questioni di sicurezza e di responsabilità, almeno finché non ci sarà un approfondimento. Ci sono temi come la privacy, il tracciamento dei casi, l'eventuale quarantena degli alunni, il dover maneggiare materiale biologico potenzialmente infettivo, tutta una serie di adempimenti che si vorrebbero scaricare sulla scuola” (QUI l'articolo).

 

Ma qual è la soluzione che ha sbloccato questo stallo? Secondo l'accordo, non saranno gli insegnanti ad essere coinvolti, bensì degli operatori sanitari giunti appositamente per testare gli alunni e le alunne. I test, inoltre, verranno effettuati di pomeriggio e alla presenza dei genitori. E per cominciare, saranno le scuole primarie dei Comuni colpiti dalla variante sudafricana a inaugurare anche per gli istituti di madrelingua italiana la somministrazione dell'autotest nasale (Merano, Lana e Silandro).

 

Il tutto mentre la Provincia punta a vincolare la didattica in presenza proprio all'autotest. “La scuola italiana dell'Alto Adige si allinea con quella tedesca e nei prossimi giorni inizierà a fare i tamponcini nasali ai bambini delle primarie – ha attaccato il consigliere di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì – dalle prime notizie trapelate pare che nella giornata di mercoledì partiranno i primi accertamenti nelle classi, che – il condizionale è d'obbligo – verrebbero però effettuati da personale sanitario della Croce bianca”.

 

“Se la notizia sarà confermata, un parziale passo indietro dell'assessorato dopo la levata di scudi degli insegnanti che nella quasi totalità dei casi si sono dichiarati indisponibili a fare i test. Ma soprattutto un importante passo in avanti rispetto alla ventilata ipotesi di autosomministrazione, con i bambini di anche solo sei anni indotti a infilarsi un cotton-fioc su per il naso, con tutte le possibili ed immaginabili conseguenze in caso di incidenti. Molte peraltro le famiglie che si erano dichiarate indisponibili a firmare il consenso”.

 

Non è ancora certo se il personale sanitario della Croce bianca che dovrebbe occuparsi di svolgere i tamponi sarà presente in tutte le scuole coinvolte nell'iniziativa o se in ogni istituto abbia agito in autonomia decidendo se richiederne l'intervento o meno – continua – spiace che l'assessorato della scuola in lingua italiana che aveva mostrato tutto il suo iniziale scetticismo si sia piegato solo in pochi giorni agli ordini di Kompatscher ed alla linea Achammer invece di rivendicare se del caso la propria autonomia anche un tema così delicato e fortemente sentito dall'opinione pubblica. Rimane da capire se i tamponi saranno effettuati ovunque da personale sanitario o sotto la supervisione dello stesso o solo in alcune scuole e soprattutto come proseguiranno le lezioni i bambini i cui genitori non sembrano comunque disponibili a concedere il consenso al tampone, che rimane comunque su base volontaria. Sarà loro permesso proseguire le lezioni in presenza, sarà attivata la didattica a distanza o saranno esclusi temporaneamente dal circuito scolastico?”

 

“Spiace constatare che qualche rappresentante politico debba addirittura scomodare Socrate per affrontare a modo suo e senza la dovuta informazione il tema dei tamponcini nasali nelle scuole dell'Alto Adige – ha risposto piccato l'assessore Vettorato – parlare di allineamento, come qualcuno ha voluto evidenziare in fretta e furia, significa evidentemente partire in fuorigioco. Quando sono stato interpellato sulla possibilità di testare gli alunni nelle scuole in lingua italiana, ho risposto, molto chiaramente, che vi era dapprima la necessità di chiarire ed approfondire le modalità del cosiddetto tampone 'fai da te'”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 19:58
Trovati 73 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 79 guarigioni. Sono 73 i pazienti in ospedale. Sono 892.851 le dosi di [...]
Cronaca
06 dicembre - 18:54
Il problema sta capitando con grande frequenza a chi ha prenotato negli scorsi giorni la sua dose di vaccino e ha ottenuto appuntamento [...]
Cronaca
06 dicembre - 18:07
Le Amministrazioni di Riva e Arco si erano accordate per una “staffetta” che prevedeva due anni di presidenza a testa, il critico d’arte [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato