Concerto Vasco Rossi, il Pd: ''Preoccupa che la Pat non prenda in considerazione la sicurezza. Le pressioni? Lasciamo le valutazioni agli organi competenti''
Il Partito democratico: "Una situazione problematica anche per quanto riguarda il rischio contabile e un atteggiamento inaccettabile istituzionalmente: la politica non può esercitare tali pressioni sulla struttura per ottenere il risultato voluto a scapito di un tema fondamentale come quello della sicurezza"

TRENTO. "Un quadro preoccupante sotto il profilo della sicurezza, un aspetto assolutamente prioritario nell'organizzare un evento così importante". Dice l'ex assessore Luca Zeni. "Una situazione problematica per quanto riguarda il rischio contabile e un atteggiamento inaccettabile istituzionalmente: la politica non può esercitare tali pressioni sulla struttura per ottenere il risultato voluto a scapito di un tema fondamentale come quello della sicurezza".
Le conclusioni della Commissione provinciale di vigilanza sul concerto a Trento di Vasco Rossi in calendario per il prossimo maggio sono piuttosto nette: il parere è negativo e che l'area non è idonea per ospitare un evento con la presenza di 120 mila persone. Inoltre "si precisa che in questa sede non sono state oggetto di valutazione tutte le problematiche connesse alla viabilità, ai parcheggi, alle strutture, agli impianti e agli ulteriori aspetti di competenza della Commissione" (Qui articolo).
Fin da subito sono emersi dubbi sull'organizzazione di un evento di questa portata, soprattutto, legati alla sicurezza e alle dimensioni dell'area, dal paragone con eventi simili e alla logistica. Tra i nodi più critici evidenziati anche da Il Dolomiti in un'inchiesta proprio quello relativo alla sicurezza e alle vie di fuga (Qui approfondimento). Una pianificazione quasi impossibile per 120 mila persone, data la morfologia e le caratteristiche del luogo scelto, tanto per un privato quanto per un ente pubblico.
C'è, quindi, un fortissimo problema relativo alla sicurezza. "Abbiamo sempre affrontato in modo imparziale la prospettiva di questo evento, valutando i costi e i benefici del concerto. Il tema di garantire la massima sicurezza ai cittadini e ai partecipanti della manifestazione è fondamentale - aggiunge Zeni - un requisito preliminare. Alle interrogazioni non riceviamo risposta e così abbiamo effettuato un accesso agli atti: emerge un quadro assolutamente preoccupante sotto diversi profili".
Non solo, la struttura provinciale avrebbe subito pressioni per ritirare il parere. "C'è anche la minaccia di modificare la composizione della Commissione. Salta totalmente il rispetto dei ruoli e c'è un tentativo di bypassare questa situazione con l'incarico affidato a qualche società esterna. Ma - evidenzia Zeni - le indicazioni della struttura sono vincolanti. Lasciamo agli altri organi la valutazione sulla liceità dei comportamenti descritti nella documentazione, ma evidenziamo come tale 'disinvoltura' della Giunta non sia in nessun modo giustificabile e accettabile".
Inizialmente la Commissione aveva invitato a "non firmare contratti prima di tale formale valutazione". Accordo che invece è stato trovato con l'entourage di Vasco Rossi. "C'è una gigantesca forzatura - prosegue Alessio Manica - sono evidenti le matrici di ricerca del consenso più che della promozione della cultura. Ci sono grandi storture all'interno del contratto". Il riferimento va all'intitolazione all'artista modenese di un luogo (strada, monumento, targa o altro) a futura memoria del concerto, il cantante poi sarà insignito della massima onorificenza della Provincia autonoma, cioè l’Aquila di San Venceslao (Qui articolo).
"Un quadro desolante - prosegue Manica - un impegno finanziario altissimo e un vergognoso uso delle istituzioni. Inoltre la Protezione civile in campo per allestire l'area dei concerti. In generale c'è un utilizzo distorto delle risorse e degli atti, come le Ordinanze, per portare a termine l'organizzazione dell'evento. La pressione sulle strutture provinciali è il segno di aver abbondantemente superato ogni limite. Senza risposta anche accesso atti. Non c'è ostilità verso questo concerto ma chi governa ha la responsabilità di seguire le giuste strade e utilizzare i giusti strumenti".
Poi il parere negativo. "Un'amministrazione non deve essere pro o contro la sicurezza ma questo aspetto è una pre-condizione di base. Un elemento pregiudiziale e non si può scherzare. La Pat - continua l'ex assessore Alessandro Olivi - ha deciso di investire in questo concerto, l'evento della legislatura, mentre la comunità si trova ancora nella pandemia. Si tratta il tempo attuale come se fosse ordinario. E' inoltre anomalo che un evento di questo tipo sia organizzato direttamente dalla Provincia: piazza Dante potrebbe collaborare con un organizzatore ma politicamente questa prassi è un'errore, soprattutto in questo momento storico in cui ci sono le sfide dettate da Covid e il governo si deve occupare di altro. Poi ci sono evidenti elementi di opacità gestionale".
Un punto, quello della sicurezza che il Pd dava per scontato perché rispondente alle più basilari regole del buon senso, prima ancora che del diritto: prima di firmare un contratto vincolante e costoso, fosse cioè stato compiuto il normale iter previsto dalle norme di legge per verificare i requisiti necessari per organizzare un evento con
120.000 persone.
"La genesi di questa situazione - dice l'ex assessora Sara Ferrari - è nell'annuncio del concerto, smentito direttamente dall'artista. Una brutta figura che si è trasformata in un tarlo: si è riusciti a ottenere un accordo ma a condizioni decisamente pesanti con costi di gestione importanti a carico dell'ente pubblico. Poi c'è stato il fallimento della zona di Mori, non adeguata alle esigenze, e ora si punta su un'arena che non esiste per un'organizzazione che necessita di un'infrastrutturazione importante dell'area: la proprietà è della Provincia ma insiste sul territorio comunale e non c'è condivisione con la città. E' una forzatura in chiave elettorale".
Un accordo alla base che appare svantaggioso rispetto a quelli analoghi stipulati dagli altri territori, come Modena per esempio (Qui articolo). "Tutto alla rovescia, un capriccio del presidente Fugatti", conclude Manica. Il Gruppo consiliare del Partito democratico invita la Giunta provinciale "ad attenersi a quanto prevede il diritto, sia nel ritenere prioritaria la sicurezza nell’organizzazione dei grandi eventi, compreso il concerto di Vasco Rossi, sia nel rispettare la separazione dei ruoli e le competenze degli organismi deputati a svolgere le valutazioni tecniche sulla sicurezza, a tutela di tutta la comunità".












