Contenuto sponsorizzato

“Senza un intervento immediato il pesce dei nostri impianti è destinato a morire”, la battaglia dei pescatori contro il divieto di immissione delle specie alloctone

I consigli direttivi delle associazioni stanno addirittura valutando di rimettere nelle mani della Provincia le concessioni dei diritti di pesca: “Coregone, trota fario, lacustre e il salmerino alpino, sono stati individuati come fonte di tutti i mali, dimenticandosi di tutti gli impatti davvero devastanti per l’ecosistema e la tutela della biodiversità”

Di Tiziano Grottolo - 05 aprile 2022 - 13:09

TRENTO. È trascorsa più di una settimana dall’allarme lanciato dalle associazioni della pesca trentine ma una risposta dalla Provincia non è ancora arrivata. Questo almeno quanto lamentano i pescatori che chiamano in causa l’assessora Giulia Zanotelli: “Sono trascorsi mesi dalla nostra prima richiesta riferita alle modalità di gestione del materiale ittico presente nei nostri impianti, pesce destinato a morire senza un intervento immediato, ma ancora una volta non abbiamo ricevuto le indicazioni richieste”. Si tratta di circa 4 milioni di avannotti.

 

Sempre stando a quanto denunciano i pescatori il Servizio Faunistico starebbe portando avanti l’analisi del rischio (documento essenziale per regolamentare la pesca dopo l’entrata in vigore del decreto che prevede il divieto di immissione delle specie alloctone), senza prendere in considerazione “in alcun modo” le richieste di modifica.

 

Le associazioni sono contrarie sia in merito ai contenuti che rispetto alla metodologia: “È mancata la condivisione dei contenuti e non c’è stata nessuna interlocuzione con i rappresentati del territorio. Il documento, stravolto rispetto alla prima formulazione, va a delineare a nostro parere la fine della pesca, facendo venir meno decenni di lavoro per la salvaguardia e conservazione della trota fario”.

 

I pescatori si sentono presi di mira. “Coregone, trota fario, lacustre e il salmerino alpino, sono stati individuati come fonte di tutti i mali, dimenticandosi di tutti gli impatti davvero devastanti per l’ecosistema e la tutela della biodiversità”. Di fatto viene ribadita la richiesta di non inviare all’Ispra l’analisi del rischio formulata dal Servizio Faunistico. Inoltre si chiede, come avvenuto in altre Regioni, di applicare gli emendamenti al testo nazionale che consentirebbero ai pescatori di riprendere le normali attività.

 

I consigli direttivi delle associazioni stanno addirittura valutando di rimettere nelle mani della Provincia le concessioni dei diritti di pesca, considerato “il momento di totale incertezza e la scarsa valutazione delle associazioni di pesca, con le conseguenti e inevitabili ripercussioni sull’intero sistema di gestione della pesca dilettantisti trentina e anche sul personale dipendente”.

 

Per affrontare queste criticità le associazioni della pesca pretendono un incontro “urgentissimo da fissare nel giro di pochi giorni”, con il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, per trovare una soluzione condivisa. “La gestione oculata della pesca – concludono i pescatori – non è fatta solo dall’immissione di pesci, ma soprattutto dalla salvaguardia dell’intero ecosistema Per questo chiediamo con forza uno stop alle centraline idroelettriche, un piano serio di contenimento degli uccelli ittiofagi, la previsione d’imporre obblighi di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua da parte delle società che ne traggono vantaggi economici, solo per nominarne alcuni”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 23 giugno 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
25 giugno - 18:21
Dopo la tragedia in autostrada costata la vita alla 31enne infermiera sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio alla famiglia. Il fratello [...]
Politica
25 giugno - 17:35
Il presidente Fugatti ha detto che ''il ministro qui in Val di Non è venuto a visitare le strutture e a conoscere da vicino i progetti che le [...]
Cronaca
25 giugno - 15:46
Il bambino avrebbe ingerito qualcosa che gli sarebbe poi andato di traverso, per questo rischiava di morire soffocato: rianimato da un carabiniere [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato