Trasferimento del Punto d'Incontro alle ex Bellesini, le Acli: "Povertà non significa delinquenza. Le politiche d'inclusione sono il miglior antidoto contro l'emarginazione"
L'edificio in via Travai verrà riqualificato, come aveva annunciato l'amministrazione comunale. Pochi giorni fa però a sollevare le polemiche era stata una petizione online contro il trasferimento in Cristo Re, per paura di un "grave degrado e microcriminalità nel rione". Il commento del presidente Oliver: "La struttura rappresenta una delle testimonianze più belle del livello di civiltà e democrazia della nostra comunità"

TRENTO. "La povertà non può e non deve essere equiparata alla delinquenza. Le politiche di intervento ed inclusione rappresentano sempre e comunque il migliore antidoto a forme di marginalità ed emarginazione che avrebbero esiti e conseguenze ancor più dolorose". E' chiaro il messaggio di Luca Oliver, presidente delle Acli Trentine sul trasferimento temporaneo del Punto d'incontro di Trento e sulle polemiche sollevate. ).
L'edificio in via Travai necessita infatti di un intervento di riqualificazione che, come aveva annunciato l'amministrazione comunale, interesserà sia la parte esterna che interna della struttura, a distanza di 40 anni dalla sua ultima ristrutturazione generale. Nel frattempo come collocazione temporanea il Comune di Trento ha deciso di spostare il Punto d'incontro nella sede alle ex scuole Bellesini di Cristo Re.
Una scelta che sembra aver fatto discutere proprio in questi giorni, anche a causa di una petizione online promossa dall'editore de La Voce del Trentino per fermare il trasferimento del Punto d'Incontro con la motivazione questo potrebbe portare un "grave degrado e microcriminalità nel rione", oltre che diventare "definitivo" (cosa che l'amministrazione ha già smentito parlando solo di una soluzione temporanea).
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la voce delle Acli trentine: "Non abbiamo paura di affermare che la struttura di accoglienza fondata da don Dante Clauser - scrive Oliver -, rappresenta, assieme ad altre, una delle testimonianze più belle e significative del livello di civiltà e democrazia della nostra comunità autonoma ed è lo specchio della nostra civiltà".
Di seguito riportiamo il testo integrale del commento del presidente delle Acli Trentine, Luca Oliver.
Non abbiamo paura di affermare che il Punto d’Incontro, la struttura di accoglienza fondata da don Dante Clauser, rappresenta, assieme ad altre, una delle testimonianze più belle e significative del livello di civiltà e democrazia della nostra Comunità autonoma.
Grazie alla laboriosità, alla generosità e competenza dei tanti operatori e volontari, il Punto d’Incontro ha saputo sviluppare in questi anni un sentimento diffuso circa le nostre responsabilità nei confronti degli ultimi della società, richiamando i cittadini e le istituzioni al compito di provvedere con politiche ed interventi diretti nei confronti di tutte le persone che si trovino in uno stato di bisogno, marginalità e povertà.
Da queste considerazioni emerge il fatto che la lotta alle povertà e la ricerca di soluzioni concrete di aiuto, accoglienza e inserimento è un compito che riguarda tutti noi come cittadini e che l’indigenza non può e non deve essere equiparata alla delinquenza.
Le Acli trentine invitano pertanto la comunità cittadina a salvaguardare e rafforzare il ruolo di presidio sociale portato avanti dal Punto d’Incontro contribuendo, anche nel periodo di trasferimento forzato presso il quartiere di Cristo Re a partire dall’anno prossimo, al pieno svolgimento delle funzioni di accoglienza ed assistenza delle persone più bisognose.
Comprendiamo le difficoltà del momento e la necessità di trovare forme adeguate di controllo e presidio dell’ordine pubblico, ma ribadiamo nello stesso tempo che le politiche di intervento ed inclusione rappresentano sempre e comunque il migliore antidoto a forme di marginalità ed emarginazione che avrebbero esiti e conseguenze ancor più dolorose.
Viviamo tempi difficili, sia sotto l’aspetto economico che sociale ma, proprio per questo, è necessario potenziare e sostenere tutte le azioni e le politiche atte a garantire un minimo intervento per coloro che, altrimenti, sarebbero condannati all’abbandono e alla disperazione.
In altri momenti storici, il Trentino ha saputo rispondere a questi problemi attraverso i valori e le buone pratiche legate alla solidarietà e alla responsabilità ed è a questo patrimonio di civiltà e democrazia che ci richiamiamo per ribadire oggi l’importanza di salvaguardare e potenziare le politiche di intervento contro le povertà e l’emarginazione.














