Il caso del bimbo fatto scendere dall'autobus. Dal Bianco (Pd): "Fatto gravissimo, ma il problema è strutturale. Dolomitibus deve tornare sotto il controllo pubblico"
"Il nodo è strutturale e politico: la Provincia detiene alcune quote di Dolomitibus, ma non la maggioranza - spiega l'esponente dem -. Questa scelta ha prodotto negli anni una perdita sostanziale di controllo pubblico sulla società e sulle sue decisioni, a partire dalle politiche tariffarie. Oggi ne vediamo gli effetti più evidenti e inaccettabili. Non è ammissibile che tratte di trasporto pubblico locale, utilizzate quotidianamente da studenti e residenti, subiscano aumenti di questo livello. Siamo di fronte a un modello che socializza i costi e privatizza i benefici"

BELLUNO. Sta facendo rapidamente il giro d'Italia la notizia riguardante il bimbo di 11 anni, obbligato dall'autista a scendere da un autobus di Dolomitibus, in quanto sprovvisto del biglietto da 10 euro entrato in vigore - appositamente - per il periodo olimpico (Qui articolo), che tutti i viaggiatori devono pagare, indipendentemente dalla lunghezza del viaggio che devono affrontare.
Il bimbo, che aveva con sé dei tagliandi "convenzionali" da 2,50 cadauno, è stato lasciato sulla strada - al buio, in mezzo alla neve, lungo una strada trafficata e pericolosa - e ha dovuto percorrere a piedi i 6 chilometri che separano la fermata di San Vito di Cadore, il luogo in cui è situata la scuola, dall'abitazione dove risiede con famiglia, a Vodo di Cadore.
La notizia è stata ripresa dai media di tutta la Penisola, Dolomitibus ha avviato un'indagine interna, utilizzando anche le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti sui mezzi e ha sospeso prudenzialmente dal servizio l'autista dell'autobus (Qui articolo), mentre la famiglia del piccolo (a cui sono arrivate le scuse dell'azienda che si occupa del servizio) ha sporto una querela per abbandono di minore.
La nonna del ragazzino è l'avvocatessa del Foro di Padova Chiara Balbinot che ha raccontato a Il Dolomiti come il bambino sia arrivato a casa quasi in ipotermia, che aveva con sé un carnet di diversi biglietti da 2,50 e, dunque, accettandone 4, il problema avrebbe potuto essere risolto (Qui articolo).
Intanto, ovviamente, la vicenda è diventata anche politica con il consigliere regionale del Partito Democratico Alessandro Del Bianco che parla di "fatto gravissimo" ma non solo perché, secondo l'esponente dem, il problema è ben più esteso e "strutturale", sintesi del "paradosso dei trasporti pubblici in vista delle Olimpiadi".
"Quanto accaduto a San Vito di Cadore - commenta Dal Bianco -, dove un bambino di undici anni è stato fatto scendere da un autobus di linea ed è stato costretto a rientrare a casa a piedi, al freddo, rappresenta un fatto gravissimo. Ma soprattutto è il paradosso che certifica il fallimento politico della gestione dei trasporti pubblici in vista delle Olimpiadi. Nel dossier olimpico uno dei principali lasciti promessi per la provincia di Belluno era un forte e duraturo potenziamento del trasporto pubblico locale, in particolare a favore dei giovani e dei residenti. Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso evidente: mentre si celebrano le Olimpiadi come occasione di rilancio, sulle stesse tratte che prima costavano 2,50 euro, oggi si chiede ai cittadini di pagare 10 euro. Un risultato che non solo è lontano dagli obiettivi dichiarati, ma ne rappresenta l’esatto contrario".
E l'aumento delle tariffe, con successivo stanziamento di fondo per rimborsare residenti e lavoratori? Grave e incomprensibile: prima si autorizzano gli aumenti e poi si corre ai ripari per calmierare tariffe che già dovrebbero essere di trasporto pubblico..
"Il nodo è strutturale e politico: la Provincia detiene alcune quote di Dolomitibus, ma non la maggioranza - prosegue l'esponente Pd -. Questa scelta ha prodotto negli anni una perdita sostanziale di controllo pubblico sulla società e sulle sue decisioni, a partire dalle politiche tariffarie. Oggi ne vediamo gli effetti più evidenti e inaccettabili. Non è ammissibile che tratte di trasporto pubblico locale, utilizzate quotidianamente da studenti e residenti, subiscano aumenti di questo livello. Ancora più grave se si considera che l’intero sistema, comprese le cosiddette corse olimpiche, è finanziato con fondi pubblici. Siamo di fronte a un modello che socializza i costi e privatizza i benefici. È incomprensibile che, dopo aver consentito questi aumenti, la Provincia annunci ora ulteriori stanziamenti pubblici per calmierare tariffe su corse che dovrebbero già rientrare pienamente nel trasporto pubblico locale. Una situazione ancora più paradossale dal fatto che la società ha chiuso l’ultimo bilancio con circa due milioni di euro di utile".
La misura è colma, secondo l'esponente del Partito Democratico e bisogna riportare Dolomitibus interamente sotto il controllo pubblico.
"Questa vicenda - conclude Dal Bianco - è la goccia che fa traboccare il vaso. È necessario, riportare Dolomitibus, sotto un controllo pubblico diretto e stringente della Provincia e tornare a ragionare in un'ottica di servizio pubblico, non di profitto. Il trasporto pubblico, soprattutto in territori montani, deve garantire diritti e accessibilità, non generare esclusione e disservizi. Pertanto, chiederò la massima chiarezza su quante risorse pubbliche siano state impiegate per il trasporto legato alle Olimpiadi e su come queste spese verranno rendicontate. È un dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini".












