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"Cosa ci ha insegnato questa quarantena? Nulla!". Lo sfogo di una lettrice, tra luoghi affollati e incidenti in montagna

Dal momento dell'allentamento del lockdown, strade, lidi e sentieri trentini si sono riempiti di persone, alimentando un clima di timore per un ritorno imminente dell'epidemia. Questo sentimento percorre la lettera inviataci da una lettrice, in cui si riflette sulle scelte dei nostri politici e su cosa questo periodo di quarantena ci abbia insegnato

Pubblicato il - 11 maggio 2020 - 10:37

TRENTO. L'entrata nella Fase 2, anche in Trentino, non poteva che avvenire in un misto di sollievo e paura. Sollievo per la possibilità di riprendere le attività lavorative e di poter riuscire finalmente di casa dopo due mesi di “quarantena”, paura, invece, che questa ripresa graduale della “normalità” possa nuovamente scatenare la risalita dei contagi e dei morti. Ognuno di noi, rispetto alla professione o alle proprie vicende individuali, ha pertanto affrontato emotivamente questo momento in maniera diversa.

 

E mentre anche in Trentino si definiscono i passi della ripresa, con numeri dell'epidemia che sembrano aver preso una strada sì di decremento, ma decisamente più lento di quanto si potesse sperare, le belle giornate delle scorse settimane hanno spinto migliaia di trentini a battere i sentieri di montagna o ad “affollare” i lidi dei laghi. Comportamenti, questi, che destano non pochi timori in una società ancora profondamente scossa, visto anche l'alto numero di incidenti avvenuti sulle montagne non solo trentine e sui luoghi di lavoro

 

A questo punto verrebbe da chiedersi cosa ci abbia insegnato questa lunga e dolorosa fase di chiusura obbligata, di sacrificio delle libertà in nome della salute pubblica. È questa la domanda che percorre la lettera inviataci da una lettrice, e che di seguito pubblichiamo in maniera integrale.

 

Spettabile redazione, ho pensato di inviare a Voi queste mie riflessioni in merito a quanto in oggetto perché seguo tutti i giorni le Vs. notizie e considero obiettivi i relativi commenti.

 

Visto che non sono attiva sui social, come molti miei coetanei, soprattutto perché non condivido né la volgarità né l'uso improprio delle notizie vorrei avere la possibilità di commentare questa nuova fase della quarantena tramite il Vs. giornale. Ho passato la prima tappa dell'isolamento come la maggior parte degli italiani: uscita unica settimanale per la spesa, incontro quotidiano con mia suocera e mia cognata, che abitano al piano di sotto per lo scambio frettoloso di un saluto.  Ho cercato di passare le giornate in tranquillità, la mattina lavori domestici extra o per meglio dire non usuali, il pomeriggio una buona lettura o qualche lavoretto manuale che da sempre mi accompagna e che mi serve per il relax mentale. Televisione pochissima e meno che mai programmi invasi dagli esperti di turno capaci solo di creare confusione e dare lustro e visibilità solo a sé stessi.

 

Da mercoledì 29 aprile per noi trentini è partita la tanto attesa fase due. Vi confesso che la sera di martedì ero eccitata all'idea che il giorno dopo avrei potuto incontrare un' amica, la stessa con cui da due anni a questa parte condividiamo le quotidiane passeggiate/camminate mattutine. Da quel giorno non ci siamo più fermate e, vi garantisco che entrambe, nel consueto appuntamento abbiamo riscoperto il valore dell'amicizia, la bellezza della natura insomma abbiamo capito quanto siano di vitale importanza le parole, i piccoli gesti e le piccole cose.

 

Da lunedì 4 maggio ho potuto incontrare mio figlio e uno dei miei fratelli,  con le dovute accortezze certo, ma ci siamo rivisti! Eppure abbiamo incontrato persone che hanno trovato di che lamentarsi... Allora la giunta provinciale ha pensato bene che da sabato si potevano eliminare parte delle restrizioni che, per il governo nazionale sarebbero decadute lunedì 18 e così ha dato lo 'zuccherino' agli insoddisfatti: via libera all'uso dell'automobile per andare a fare sport, possibilità di fare la spesa in qualsiasi comune della provincia e, chi se ne importa dell'inquinamento che si era ridotto a livelli di tutto rispetto, chi se ne importa del rischio sanitario. Allora ieri tutti in riva ai laghi, tutti in bicicletta lontano da casa (in gruppi di 6/8/10) e la sera tutti in macchina, in coda per rientrare.

 

Cosa ci ha insegnato questa quarantena? NULLA! Siamo rimasti gli imbecilli di prima!

 

Non voglio in nessun modo toccare il tasto della crisi economica, quella è gravissima, sarà dura per moltissime categorie risollevarsi e guadagnare quanto perso ma non sono di sicuro i nostri comportamenti irresponsabili ad aiutare artigiani, commercianti e tutte le altre professioni in difficoltà.  Anche i nostri dirigenti politici hanno delle responsabilità in questo senso, sicuramente non sono stati all'altezza nell'affrontare una situazione che non si era mai proposta prima, non ne hanno avuto i mezzi e l'esperienza ma in questo momento mi sembrano più attenti al loro tornaconto elettorale che non all'interesse dei censiti, ne sono la dimostrazione le scelte fatte in merito a scuola e sanità. 

 

Credo che in momenti simili dovrebbe prevalere il senso civico, dovremmo dare un senso alle parole con le quali ci siamo tutti quanti riempita la bocca senza mai concretizzarne il significato.  Ringrazio chi di Voi si è  preso la briga di leggere questo mio pensiero che ho voluto mettere nero su bianco, spero di poter continuare a leggere il Vs. giornale in modo spassionato come avvenuto fino ad oggi.

Buon lavoro. Giovanna".

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