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Ambiente | 09 giugno 2025 | 16:37

Che cos'è la foschia che da questa mattina avvolge la Valle d'Aosta impedendo di vedere le montagne?

La situazione incendi in Canada si sta riflettendo anche sull'Europa

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Nel Canada settentrionale la situazione appare ormai fuori controllo. Si parla di circa 200 roghi, la metà di questi sembrano indomabili.

 

Sono andati in fumo ben 2,4 milioni di ettari di boschi, che sono pari a circa 24 mila chilometri quadrati. Il 2023 fino ad oggi è stata l’annata peggiore di sempre, ma il 2025 rischia di batterla considerando che la stagione estiva è appena cominciata.

 


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Attualmente, proprio per le fiamme, sono state evacuate oltre 30 mila persone, oltre 15 mila soltanto nel Manitoba. Molte città canadesi, quali Toronto, Detroit e Chicago si sono risvegliate con un’aria irrespirabile.

 

Questa situazione tuttavia non sta interessando soltanto il Canada, ma si sta riflettendo anche sull'Europa. Per esempio dalle immagini satellitari di questa mattina, si può osservare come il fumo abbia raggiunto persino il territorio europeo.

 

Domenica scorsa l’ARPA Valle D’Aosta ha dato una spiegazione riguardo quel che sta accadendo attraverso i propri canali:

 

“Che cos'è la foschia che da questa mattina avvolge la Valle d'Aosta impedendo di vedere le montagne? Si tratta di fumo dagli incendi in Canada - oltre 200 roghi attivi, quasi 100 fuori controllo - trasportato dai venti sopra l'oceano fino a noi. Nelle nostre stazioni di qualità dell'aria si rileva un aumento rapido di PM2.5 e PM10. Le polveri sospese arrivano fino a oltre 4000 m s”.

Il cambiamento climatico sta favorendo l’instaurarsi di questa situazione, con la stagione degli incendi che con il passare degli anni risulta sempre più duratura. Una volta che le ampie colonne di fumo raggiungono le alte quote, vengono agganciate dalla corrente a getto che le trasporta talvolta raggiungendo anche l’Europa.

Come ha spiegato anche il climatologo di 3B Meteo, Francesco Nucera, non è la prima volta che si verifica una situazione simile, sebbene negli ultimi anni tali dinamiche stanno diventando sempre più frequenti.

 

“Non è la prima volta che accade. Il 2023 fu un anno record per gli incendi in Nord America, ma negli ultimi anni episodi simili sono stati osservati sempre più spesso. Gli incendi stanno diventando più frequenti, intensi e precoci rispetto al passato. Anche se molte cause sono di origine dolosa, le condizioni ambientali predisponenti sono cambiate radicalmente. Le stagioni degli incendi iniziano prima, durano di più e trovano una vegetazione sempre più secca e infiammabile – conclude Nucera - complice l'aumento delle ondate di calore anticipate e delle siccità prolungate”.

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