Giornata nazionale degli alberi: "Piantare sì, ma anche gestire". Bussone: "Nuovi alberi dove sono utili e necessari, ma gestione e taglio dove ne abbiamo tanti"

Oggi, 21 novembre, si celebra la "Giornata nazionale degli alberi". Il presidente nazionale di Uncem (Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani) lancia un messaggio chiaro, sottolineando l'importanza di un approccio che tenga conto delle differenze esistenti a livello territoriale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In occasione della Giornata nazionale degli alberi, che cade il 21 novembre, l'attenzione si accende sia sulle aree urbane, dove piantare nuovi alberi (e gestirli) è un'esigenza condivisa, sia sulle terre alte italiane, dove il patrimonio forestale è già vasto e necessita di tutela ma anche di gestione attiva e consapevole. L'Italia conta infatti 12 milioni di ettari di bosco e una copertura che sfiora il 38% del territorio nazionale.
Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem (Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani) e presidente di Pefc Italia (ente che promuove la certificazione della gestione forestale sostenibile), lancia un messaggio chiaro, sottolineando l'importanza di un approccio che tenga conto delle differenze esistenti a livello territoriale: "La cosa bella della Giornata nazionale dell'Albero è piantare. Nuovi alberi. Certo. In città si devono piantare e gestire. Bene, evitando che muoiano dopo qualche giorno. Ma in montagna, e in tanti piccoli Comuni, di nuovi alberi non ne abbiamo bisogno. Ne abbiamo 12 milioni di ettari, in Italia, il 38% del Paese-forestale Italia è bosco. Qui occorre pianificare, certificare, gestire, tagliare, usare bene".
Un nodo cruciale che riguarda i boschi montani è il superamento della frammentazione fondiaria, che spesso complica la gestione e la pianificazione di eventuali interventi. Bussone indica la strada di associazioni e consorzi come soluzione "urgente" per superare la frammentazione fondiaria dei boschi: "Insegniamolo ai bambini e ai ragazzi. Diciamo a loro e ai loro insegnanti che la Festa dell'Albero, il 21 novembre, è nuovi alberi dove sono utili e necessari, ma gestione e taglio dove ne abbiamo tanti e appunto vanno gestiti".
Per diffondere questa consapevolezza, il presidente di Uncem propone un percorso formativo e pratico che coinvolga studenti e insegnanti: "Propongo come Uncem alle scuole di montagna, e pure in città, di affidarsi a un dottore forestale, contattare l'Ordine del territorio. Chiedere a questi eccellenti professionisti dove possono prendere 100 metri quadri, un ettaro, un pezzo di bosco dietro la scuola e studiare come viene pianificato e gestito. Adottarlo. Se verrà tagliato, sapere che quel legno continua a immagazzinare CO2 nei prodotti, ha raggiunto maturazione e viene usato bene da chi lo sa fare. Anche per rigenerarci e rigenerare. Portiamo i bambini e i ragazzi a vedere un cantiere forestale, una segheria, una centrale termica a biomasse di origine forestale, forse pure dietro la scuola, la filiera, la gestione, la cascata dell'uso del materiale, la falegnameria che usa materiale locale e non importato. Basta importazioni di quel materiale che non ci serve da altrove. Usiamo il legno italiano. La Giornata dell'Albero è pure questo".
L'obiettivo è far sì che la Giornata degli alberi sia un momento capace di celebrare l'intero ciclo di vita degli organismi vegetali e di uso virtuoso del bosco, per promuovere un approccio consapevole e rispettoso verso la risorsa forestale italiana.

Questa giornata nazionale nasce nel 1899, quando l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli, con una Circolare, lanciò la proposta di organizzare delle “passeggiate campestri” con le classi in cui celebrare gli alberi, piantandone alcuni in aree dove era necessario. L’idea ebbe da subito un grande successo e queste giornate divennero presto popolarissime nelle scuole di tutta Italia.
Baccelli, primo in Europa, prese spunto da un’iniziativa chiamata “Arbor day”, istituita vent’anni prima negli Stati Uniti da Sterling Morton, Governatore dello Stato del Nebraska. L’obiettivo del politico statunitense non era solo di stimolare il rispetto verso gli alberi da parte della società, ma anche quello di ricostruire nel più breve tempo possibile il patrimonio forestale locale devastato da speculazioni che avevano causato dissesti e inondazioni.
Anche il nostro Paese versava in una situazione ambientale decisamente peggiore rispetto a quella attuale. Le risorse naturali, in particolare le foreste, apparivano pesantemente sovrasfruttate e il bosco era esteso su meno della metà del territorio di oggi. In quel contesto, l’idea di Baccelli è da inquadrare come un potente slancio culturale verso il futuro, il cui eco visionario risuona ancora oggi.
Il Ministro Baccelli, nella sua Circolare del 27 giugno 1899, scriveva: "La festa avrà decoro unicamente dalla semplicità dell’operazione di affidare alla terra uno di quegli alberi che sono i più adatti alla silvicoltura della regione, e dalle parole che uno degli insegnati pronunzierà per chiarire il significato e lo scopo della passeggiata scolastica".
Abbiamo ricostruito la storia di questa particolare giornata in questo articolo.












