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Ambiente | 24 marzo 2025 | 18:00

Il bostrico mette in allarme il Molise: minacciate le foreste di abete bianco

Preoccupa la situazione della riserva Mab Collemeluccio-Montedimezzo, area naturale in provincia di Isernia con 500 ettari di foresta (di cui il 70% dominato dall’abete bianco) dove si è diffuso un tipo di bostrico specifico (Pityokteines curvidens) che minaccia questa conifera

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Le foreste italiane stanno affrontando crescenti sfide legate a vari disturbi biotici e abiotici, quali invasioni di specie aliene, malattie legate a patogeni e insetti fitofagi infestanti esacerbate da fattori ambientali come i cambiamenti climatici e la frammentazione delle foreste".

 

Si apre così la lunga analisi della rivista Sherwood che indaga i crescenti effetti dell'emergenza bostrico in Molise.

 

Fino a qualche anno fa si pensava (o si auspicava) che il problema del bostrico fosse confinato al Nord Italia, in particolare nelle aree colpite dalla tempesta Vaia del 2018 dove sono state devastate le foreste di abete rosso: Vaia aveva infatti lasciato enormi quantità di legno a terra e creato le condizioni ideali per il propagarsi dell'emergenza. Ma così non è: il fenomeno si sta espandendo, minacciando aree fino a poco tempo fa meno colpite, come appunto il Molise.

 

Una zona in cui l’attenzione si concentra sull’abete bianco, una specie peraltro di grande valore ecologico e storico: esempio significativo la riserva Mab Collemeluccio-Montedimezzo, area naturale in provincia di Isernia, dove 500 ettari di foresta (di cui il 70% dominato proprio dall’abete bianco) sono "sotto attacco" da parte di un tipo di bostrico specifico (Pityokteines curvidens) che minaccia questa conifera.

 

 Rivista Sherwood

A sinistra: foresta di Collemeluccio con aree mappate colpite da deperimento; a destra: abete bianco in deperimento - fonte: Rivista Sherwood

 

I primi segnali di deperimento sono stati rilevati a luglio 2024, anche se non è la prima volta che il bostrico colpisce Collemeluccio: già negli anni ’30 erano stati segnalati danni legati a tagli forestali troppo intensi, che favorivano la proliferazione dell’insetto.

 

Oggi però il problema si ripresenta in un contesto aggravato da siccità, inquinamento e cambiamenti climatici, che indeboliscono gli abeti e li rendono prede facili. La situazione molisana non è isolata: il bostrico "Pityokteines curvidens" è segnalato anche in Calabria, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Friuli-Venezia Giulia, ma in Molise sta assumendo dimensioni preoccupanti

 

La gestione dell’emergenza, lo sappiamo bene, non è facile. In Molise da qualche settimana sono stati avviati interventi che prevedono, tra la varie cose, la rimozione delle piante morte e l'utilizzo di trappole a feromoni e uso di repellenti per contenere la diffusione del bostrico: obiettivo, non solo limitare i danni ma anche favorire la rinnovazione naturale della foresta, riducendo l’uniformità del bosco e migliorandone la "resilienza".

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