Il Parlamento europeo "mantiene aperta" la petizione a difesa del Tagliamento, giudicandola meritevole di attenzione. Cristina Guarda: "Prima vittoria i cittadini che vogliono tutelare il fiume"

"Questa decisione è il frutto di un impegno collettivo straordinario. Le istituzioni non possono ignorare questa mobilitazione, che chiede con forza il rispetto delle direttive europee in materia di acqua, habitat e biodiversità", con queste parole l'eurodeputata dei Verdi commenta la decisione della commissione Petizioni del Parlamento europeo. Ma cosa chiede la petizione a difesa del Tagliamento e a chi si rivolge?

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“Questa mattina, con votazione unanime, la commissione Petizioni del Parlamento europeo ha deciso di 'mantenere aperta' la petizione a difesa del Tagliamento, giudicandola meritevole di attenzione. È un risultato importante che apre a nuove possibili azioni in sede europea per la difesa di uno degli ultimi grandi fiumi alpini con dinamiche naturali intatte, oltre che per la tutela delle comunità che vivono lungo le sue sponde”, dichiara Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Avs.
“Questa decisione è il frutto di un impegno collettivo straordinario: ringrazio di cuore i cittadini, le associazioni e gli esperti che hanno promosso e firmato la petizione, che dal Friuli Venezia Giulia giunge a Bruxelles per dare voce a oltre 13 mila cittadini. Le istituzioni non possono ignorare questa mobilitazione, che chiede con forza il rispetto delle direttive europee in materia di acqua, habitat e biodiversità”, prosegue Guarda.
“Il voto di oggi dimostra che l’Europa può e deve essere alleata dei territori e della scienza, contro opere invasive che rischiano di compromettere irreversibilmente territori ed ecosistemi, come nel caso del Tagliamento. Continueremo a vigilare affinché la Commissione europea risponda puntualmente alle criticità sollevate e affinché vengano valutate soluzioni alternative, basate sulla natura e sulla rinaturalizzazione, che offrano sicurezza idraulica senza distruggere un patrimonio ambientale unico”, conclude l’eurodeputata.
Cosa chiede la petizione
La petizione, avanzata da associazioni ambientaliste come Legambiente, Wwf, Lipu e Foce del Tagliamento O.d.v. e rivolta al Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, all'Assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, all'Assessore regionale all'Ambiente, al Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, alla Commissione Europea, a tutti gli Enti competenti, chiede:
- Di tutelare le caratteristiche naturali del Tagliamento, "Re dei fiumi alpini", per le generazioni presenti e future;
- Di valutare tutte le possibili alternative basate sulla natura, per la gestione del rischio di alluvioni e per l’adattamento ai cambiamenti climatici;
- Di tenere conto dei numerosi dati scientifici prodotti negli anni da università ed enti di ricerca di tutta Europa;
- Di assicurare un’ampia partecipazione pubblica nelle decisioni sulla pianificazione e gestione del Tagliamento.
Il testo della petizione
Il Tagliamento, in Friuli-Venezia Giulia, è l‘ultimo fiume naturale delle Alpi, noto a livello internazionale come il "Re dei fiumi alpini".
Nel medio corso, conserva caratteristiche altrove ormai perdute: un ampio letto ghiaioso, canali intrecciati e isole fluviali, un grande volume di acque sotterranee, un mosaico di ambienti di straordinario valore.
Per le comunità che vivono lungo le sue rive è un paesaggio dell'anima, una risorsa culturale, turistica ed economica inestimabile.
È anche un riferimento per il mondo scientifico: lo hanno studiato e lo studiano numerose università e istituti di ricerca in Europa.
È un patrimonio da conservare per i cittadini friulani, europei, del mondo, e per le generazioni future!
Oggi, questo ecosistema unico è a rischio per possibili interventi strutturali che NON “metteranno in sicurezza dalle alluvioni”.
Da anni, progetti per la gestione del rischio di alluvioni nel tratto terminale del fiume minacciano la parte di maggiore valore ambientale del Tagliamento: dalle casse di espansione (poi scartate), alla "traversa" di Pinzano (accantonata) fino, oggi, alla pianificazione di un doppio intervento: il "ponte-traversa" tra Spilimbergo e Dignano e una cassa fuori alveo a Varmo.
È importante ricordare che queste opere, come qualsiasi intervento, non “metterebbero in sicurezza” il territorio. Ci sarebbe comunque un rischio residuo.
Sarebbe sicura, invece, la perdita di uno degli ecosistemi fluviali più rari dell’arco alpino!
Si provocherebbe una grave interferenza nella dinamica naturale del fiume, con conseguenze per un lungo tratto, a monte e a valle, con un pesante impatto sul paesaggio e sulle opportunità di frequentazione del fiume.
È doveroso, per noi e per le generazioni future, valutare e attuare alternative basate sulla natura.
Intervenire in un ecosistema così raro e prezioso richiede una valutazione attenta di tutte le alternative possibili, degli impatti e dei benefici, e scelte condivise con la popolazione.
Le alternative alle casse d’espansione esistono e vanno approfondite. Si tratta, dove possibile, di restituire spazio al fiume e di far transitare una parte rilevante della portata di piena all’interno di canali scolmatori esistenti o da realizzare.
Danneggiare irrimediabilmente il Tagliamento nel suo tratto più prezioso per ridurre (non eliminare!) il rischio di alluvioni a valle non può essere l'unica soluzione possibile!













