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Ambiente | 24 marzo 2025 | 19:00

IL VIDEO. ''Sembra una scena 'buffa' e 'simpatica' ma è in realtà un comportamento molto importante per la vita di un orso''

Stanno uscendo dal periodo di ibernazione i plantigradi anche in Abruzzo. Il Parco mostra un video e spiega a cosa serve quel comportamento. Secondo l'ultimo report 5 femmine hanno avuto cuccioli che si stimano in 10 esemplari

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La primavera è ormai arrivata e l’orso bruno marsicano sta uscendo dal periodo di ibernazione per riprendere a tutti gli effetti le sue attività. E’ proprio nel periodo a cavallo tra la primavera e l’estate che i plantigradi risultano particolarmente attivi, non soltanto nei nostri boschi ma anche nelle aree prossime ai paesi di montagna.

 

Proprio pochi giorni fa, il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, attraverso i suoi canali social ha diffuso un video di un orso che è stato immortalato, da una foto trappola, mentre era intento a grattarsi su un albero. “Quella che agli occhi di molti sembra solo una scena ‘buffa’ e ‘simpatica’ rappresenta, in realtà, un comportamento molto importante per la vita degli orsi: grattandosi contro quello che in gergo tecnico viene definito ‘rub tree’ - ovvero un ‘albero grattatoio’ - gli orsi lasciano una traccia odorosa del loro passaggio e informano altri orsi della propria presenza, dando vita ad una vera e propria rete di comunicazione per plantigradi”.

 

 

 

 

NEL 2024 AVVISTATI 10 NUOVI NATI NEL PARCO NAZIONALE ABRUZZO LAZIO E MOLISE E NELLA SUA AREA CONTIGUA

 

Stando all’ultimo report del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, nel 2024 nell’area del Parco e nella sua area contigua, sono state conteggiate un minimo di 5 femmine di orso marsicano con cuccioli. Il totale fino ad oggi misurato è di 10 nuovi cuccioli, dei quali per almeno 9 di questi ne è stata accertata la sopravvivenza alla stagione autunnale.

 

“La ‘conta cumulativa delle unità famigliari di orso bruno marsicano’ viene svolta annualmente dal Parco attraverso il Personale del Servizio Scientifico del Parco in collaborazione con i Guardiaparco, i Carabinieri Parco e i volontari del Servizio Civile. Queste importanti operazioni, svolte dal Parco seguendo un protocollo standardizzato e sperimentato nel 2006 in collaborazione con l'Università Sapienza di Roma, sono finalizzate alla stima di produttività della popolazione di orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e nell’Area Contigua”.

 

Tra qualche mese inizierà anche il periodo dell’amore dei plantigradi, spiega il Pnalm, e l’auspicio è che il comportamento dei turisti e dei curiosi in generale sia rispettoso degli orsi, in modo tale da non dovere costringere il Parco a dover prendere dei provvedimenti e chiudere dei sentieri. Le attività di accoppiamento sono molto delicate, specialmente per una specie che rischia l’estinzione, anche se il numero dei cuccioli lascia sperare ad un futuro più roseo per questi animali.

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