In Italia e in Europa, l'estate 2025 è stata la quarta più calda di sempre. Sulle Alpi, tre fasi calde "straordinarie per combinazione di intensità e durata"

I dati registrati dalle stazioni meteorologiche sono indispensabili per avere un quadro oggettivo e non basato su (spesso fallaci) impressioni individuali. Ecco cosa emerge dall'aggiornamento del bollettino climatico commentato da Nimbus, la pagina ufficiale della Società Meteorologica Italiana

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il mese di agosto 2025 è stato il terzo più caldo su scala mondiale dopo i casi recentissimi del 2023 e 2024. Quello appena archiviato ha fatto registrare, a livello globale, un'anomalia termica di +0,49 °C rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Invece in Europa - nonostante la calura eccezionale tra Spagna e Francia - il mese è rimasto fuori della "top ten" dei più caldi per effetto di temperature fresche nel Nord e nell'Est del continente.
Ampliando lo sguardo al trimestre giugno-agosto (che corrisponde all'estate boreale), quello del 2025 è risultato il terzo più caldo nell'insieme del pianeta (+0,47 °C), e il quarto per quanto riguarda l'Europa (+0,90 °C) dopo le estati 2024 (record), 2022 e 2021.
È quanto emerge dall'aggiornamento del bollettino climatico del Copernicus Climate Change Service (C3S), diffuso e commentato da Nimbus, la pagina ufficiale della Società Meteorologica Italiana Onlus.
"In singoli Paesi, è stata l'estate più calda in oltre un secolo, nel Regno Unito; la terza in Francia, sesta in Svizzera, ottava in Austria - fanno notare gli esperti -. La stagione estiva è trascorsa in prevalenza secca (e con gravi incendi forestali) in Europa occidentale e meridionale, fino ai Balcani e al Mar Nero, nonché su parte della Fenno-scandinavia".
La superficie di entrambe le banchise polari risulta sotto media. "Tuttavia il ghiaccio marino artico (-7% di area rispetto alla media, in agosto) all'avvicinarsi del minimo stagionale di estensione atteso nel corso di settembre resta lontano dal minimo storico del 2012", aggiunge Nimbus.
I DATI RELATIVI ALL'ITALIA (E ALLE ALPI)
"Quanto all'Italia, il Cnr-Isac segnala che agosto 2025 si è collocato "solo" all'undicesima posizione tra i più caldi dal 1800 (+0,69 °C), poiché l'effetto del marcato segnale di anomalia calda al Nord-Ovest è stato attenuato a scala nazionale dalla normalità termica osservata tra l'Adriatico e il Sud. Ma l'estate 2025 nel suo insieme, soprattutto con il contributo di un giugno rovente, occupa il quarto posto (+1,51 °C) dopo i casi sul podio del 2003, 2022 e 2024. Più in dettaglio, è stata la terza estate più calda al Nord, la quinta al Centro e la quarta al Sud", spiega Nimbus.
"Al di là della maggiore o minore entità delle anomalie calde a seconda delle regioni e dei periodi, o di locali e temporanei episodi freschi (fluttuazioni che sono in gran parte esito della variabilità naturale e interna al sistema climatico), è pienamente confermata la tendenza di fondo al riscaldamento globale di origine antropica, che si esplica in una crescente frequenza e intensità degli episodi di caldo estremo", sottolineano gli esperti.
Focalizzandosi sul Nord Italia e le Alpi, l'estate meteorologica (terminata, da convenzione, il 31 agosto) ha visto un andamento altalenante: il mese di giugno è stato tra i più caldi di sempre (secondo solo a quello del 2003), luglio è stato termicamente nella norma con un episodio fresco sul finale e agosto di nuovo canicolare nei primi venti giorni.
Così Nimbus: "Gli anticicloni nord-africani hanno dominato all'inizio e alla fine della stagione, proponendo tre fasi calde straordinarie per combinazione di intensità e durata: a metà giugno, a fine giugno-inizio luglio, e intorno alla metà di agosto, periodi che hanno visto lo zero termico sfiorare o talora superare i 5000 metri sui cieli delle Alpi, e le temperature massime raggiungere i 35-38 °C per intere settimane nelle località di pianura e fondovalle.
Per lo meno è stata provvidenziale per il benessere - soprattutto di chi vive in città - la pausa di temperature più normali che si è dipanata nel corso di luglio, quando a dirigere il tempo atmosferico sulla regione alpina è stato il più tranquillo anticiclone delle Azzorre alternato a qualche fronte temporalesco; a fine mese, poi, depressioni sull'Europa centrale associate a correnti fresche nord-atlantiche e variabilità hanno ricordato per qualche giorno le estati anni Ottanta... Ma, appunto, è durato poco, perché la calura nord-africana è tornata a prevalere dall'8 al 18 agosto. La “rottura” dell'estate è giunta poi nella terza decade con temporali (anche rovinosi) e temperature rientrate intorno alla norma", aggiunge Nimbus.
I dati registrati dalle stazioni meteorologiche sono indispensabili per avere un quadro oggettivo e non basato su (spesso fallaci) impressioni individuali.
Immagine di apertura: carta delle anomalie termiche dell'estate 2025 in Italia (Cnr-Isac) e serie delle temperature medie estive (giugno-agosto) in Europa (fonte: C3S)













