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Ambiente | 10 settembre 2025 | 17:00

In Italia e in Europa, l'estate 2025 è stata la quarta più calda di sempre. Sulle Alpi, tre fasi calde "straordinarie per combinazione di intensità e durata"

I dati registrati dalle stazioni meteorologiche sono indispensabili per avere un quadro oggettivo e non basato su (spesso fallaci) impressioni individuali. Ecco cosa emerge dall'aggiornamento del bollettino climatico commentato da Nimbus, la pagina ufficiale della Società Meteorologica Italiana 

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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Il mese di agosto 2025 è stato il terzo più caldo su scala mondiale dopo i casi recentissimi del 2023 e 2024. Quello appena archiviato ha fatto registrare, a livello globale, un'anomalia termica di +0,49 °C rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Invece in Europa - nonostante la calura eccezionale tra Spagna e Francia - il mese è rimasto fuori della "top ten" dei più caldi per effetto di temperature fresche nel Nord e nell'Est del continente.

 

Ampliando lo sguardo al trimestre giugno-agosto (che corrisponde all'estate boreale), quello del 2025 è risultato il terzo più caldo nell'insieme del pianeta (+0,47 °C), e il quarto per quanto riguarda l'Europa (+0,90 °C) dopo le estati 2024 (record), 2022 e 2021. 

 

È quanto emerge dall'aggiornamento del bollettino climatico del Copernicus Climate Change Service (C3S), diffuso e commentato da Nimbus, la pagina ufficiale della Società Meteorologica Italiana Onlus.

 

"In singoli Paesi, è stata l'estate più calda in oltre un secolo, nel Regno Unito; la terza in Francia, sesta in Svizzera, ottava in Austria - fanno notare gli esperti -. La stagione estiva è trascorsa in prevalenza secca (e con gravi incendi forestali) in Europa occidentale e meridionale, fino ai Balcani e al Mar Nero, nonché su parte della Fenno-scandinavia".

 

La superficie di entrambe le banchise polari risulta sotto media. "Tuttavia il ghiaccio marino artico (-7% di area rispetto alla media, in agosto) all'avvicinarsi del minimo stagionale di estensione atteso nel corso di settembre resta lontano dal minimo storico del 2012", aggiunge Nimbus.

 

I DATI RELATIVI ALL'ITALIA (E ALLE ALPI)

"Quanto all'Italia, il Cnr-Isac segnala che agosto 2025 si è collocato "solo" all'undicesima posizione tra i più caldi dal 1800 (+0,69 °C), poiché l'effetto del marcato segnale di anomalia calda al Nord-Ovest è stato attenuato a scala nazionale dalla normalità termica osservata tra l'Adriatico e il Sud. Ma l'estate 2025 nel suo insieme, soprattutto con il contributo di un giugno rovente, occupa il quarto posto (+1,51 °C) dopo i casi sul podio del 2003, 2022 e 2024. Più in dettaglio, è stata la terza estate più calda al Nord, la quinta al Centro e la quarta al Sud", spiega Nimbus. 

 

"Al di là della maggiore o minore entità delle anomalie calde a seconda delle regioni e dei periodi, o di locali e temporanei episodi freschi (fluttuazioni che sono in gran parte esito della variabilità naturale e interna al sistema climatico), è pienamente confermata la tendenza di fondo al riscaldamento globale di origine antropica, che si esplica in una crescente frequenza e intensità degli episodi di caldo estremo", sottolineano gli esperti.

 

Focalizzandosi sul Nord Italia e le Alpi, l'estate meteorologica (terminata, da convenzione, il 31 agosto) ha visto un andamento altalenante: il mese di giugno è stato tra i più caldi di sempre (secondo solo a quello del 2003), luglio è stato termicamente nella norma con un episodio fresco sul finale e agosto di nuovo canicolare nei primi venti giorni.

 

Così Nimbus: "Gli anticicloni nord-africani hanno dominato all'inizio e alla fine della stagione, proponendo tre fasi calde straordinarie per combinazione di intensità e durata: a metà giugno, a fine giugno-inizio luglio, e intorno alla metà di agosto, periodi che hanno visto lo zero termico sfiorare o talora superare i 5000 metri sui cieli delle Alpi, e le temperature massime raggiungere i 35-38 °C per intere settimane nelle località di pianura e fondovalle.

Per lo meno è stata provvidenziale per il benessere - soprattutto di chi vive in città - la pausa di temperature più normali che si è dipanata nel corso di luglio, quando a dirigere il tempo atmosferico sulla regione alpina è stato il più tranquillo anticiclone delle Azzorre alternato a qualche fronte temporalesco; a fine mese, poi, depressioni sull'Europa centrale associate a correnti fresche nord-atlantiche e variabilità hanno ricordato per qualche giorno le estati anni Ottanta... Ma, appunto, è durato poco, perché la calura nord-africana è tornata a prevalere dall'8 al 18 agosto. La “rottura” dell'estate è giunta poi nella terza decade con temporali (anche rovinosi) e temperature rientrate intorno alla norma", aggiunge Nimbus.

 

I dati registrati dalle stazioni meteorologiche sono indispensabili per avere un quadro oggettivo e non basato su (spesso fallaci) impressioni individuali.

 

Immagine di apertura: carta delle anomalie termiche dell'estate 2025 in Italia (Cnr-Isac) e serie delle temperature medie estive (giugno-agosto) in Europa (fonte: C3S)

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