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Ambiente | 01 luglio 2025 | 18:00

"Un ulteriore aumento termico di 2 °C in questo secolo potrà raddoppiare la probabilità di piogge estive estreme sulle Alpi". Sempre più difficile la gestione dei territori montani

"Allagamenti e dissesti di per sé non sono nuovi nel loro genere - se ne contano a migliaia nelle cronache storiche delle Alpi - ma è ormai dimostrato dagli 'studi di attribuzione' che i forti rovesci di pioggia che li innescano oggi sono resi più probabili, frequenti e intensi dall'aumento delle temperature"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Ieri, lunedì 30 giugno, gran parte d'Italia avvampava in un caldo straordinario (il nostro socio Maurizio Ratti segnala che l'osservatorio SMI di Pontremoli, in Lunigiana, con 36,7 °C ha stabilito un nuovo primato di temperatura massima per giugno nella serie di dati dal 1929, superando i 36,5 °C del 28 giugno 2019). Tuttavia un primo e ancora modesto cedimento dell'anticiclone nord-africano lungo le Alpi ha favorito l'innesco di violenti temporali", comincia così un lungo post di Nimbus - Società Meteorologica Italiana sugli eventi particolarmente intensi che stanno interessando la penisola.

 

"Come spesso accade d'estate", prosegue il post, "forti rovesci di pioggia sui fragili suoli d'alta montagna hanno innescato colate di detriti che hanno raggiunto viabilità e centri abitati: prima dell'alba la strada regionale 47 della Valle di Cogne (Aosta) è stata interrotta a un anno esatto dall'alluvione (ben più estesa) che il 29 giugno 2024 aveva devastato la zona, poi nel pomeriggio è toccato alla statale 21 per il Colle della Maddalena in alta Valle Stura di Demonte (Cuneo), e soprattutto a Bardonecchia (Torino), dove il Rio Frejus ha invaso parte del paese come il 7 agosto 2009 e il 13 agosto 2023, stavolta però con una vittima. Più tardi, tra tardo pomeriggio e sera, altre colate detritiche sulla SP 27 a Valdisotto (Sondrio), sulla statale 51 "Alemagna" a Dogana Vecchia (San Vito di Cadore, Belluno), inoltre allagamenti e dissesti in più località dell'Alto Adige, che hanno richiesto un centinaio di interventi dei Vigili del Fuoco nella zona di Vipiteno. 

Eventi di per sé non nuovi nel loro genere - se ne contano a migliaia nelle cronache storiche delle Alpi - ma è ormai dimostrato dagli 'studi di attribuzione' che i forti rovesci di pioggia che li innescano oggi sono resi più probabili, frequenti e intensi dall'aumento delle temperature. Infatti ad alimentare la formazione di questi nubifragi è stata proprio l'enorme disponibilità di energia e vapore acqueo nella massa d'aria caldo-umida presente in questi giorni, e anche l'ondata di calore marina in corso nel Mediterraneo, le cui acque sono anche 4-5 °C più calde della media tra Mar Ligure e Golfo del Leone, può dare una mano allo sviluppo di fenomeni più violenti del solito tramite un surplus di evaporazione". 

 

"Proprio riguardo all'Alto Adige, l'Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe della Provincia Autonoma di Bolzano, che ringraziamo, ci segnala il superamento di alcuni record di precipitazione su intervalli orari/suborari in lunghe serie di misura (50-90 anni). Proprio ieri, a Ridanna 64,3 mm/30' (massimo precedente 41,7 mm) e 95,5 mm/1 h (precedente 69,4 mm), e a Vipiteno 46,2 mm/30' (precedente 37,2 mm) e 54,4 mm/1h (precedente 48,9 mm), valori davvero impressionanti per queste zone alpine interne. Inoltre, già giovedì scorso 26 giugno ad Anterselva di Sopra un violento temporale autorigenerante aveva "aggiornato" tutti i primati di intensità di pioggia su intervalli da 15 minuti (29,8 mm) a 12 ore (89,2 mm)". 

 

"Un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature", si legge a conclusione del post di Nimbus, "indica che un ulteriore aumento termico di 2 °C in questo secolo potrà raddoppiare la probabilità di piogge estive estreme sulle Alpi, rendendo più difficile (al netto di interventi puntuali di mitigazione del rischio geo-idrologico, certamente utili) la gestione di territori spesso già divenuti più vulnerabili a causa dell'eccessiva edificazione e artificializzazione dei corsi d'acqua dei decenni scorsi". 

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