Valanga sulla Marmolada, l'esperto: "È sempre più difficile valutare i rischi: taglio netto del distacco, ma il bollettino riportava pericolo 'debole'"

Flavio Tolin, membro dell'associazione MeteoTriveneto e ideatore del progetto marmoladameteo.it, affida ai social una riflessione sulle difficoltà nell'interpretare il pericolo valanghe in questo periodo dell'anno: "Il bollettino 'neve e valanghe' del centro di Arabba segnava grado 1, cioè debole: è sempre più difficile capire quando si può e quando è meglio non partire, certamente una giornata come oggi nulla lasciava presagire tutto questo"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La giornata di oggi, lunedì 7 aprile, è stata segnata dalla notizia della valanga sulla Marmolada che nel primo pomeriggio ha coinvolto due scialpinisti, padre e figlio di 68 e 27 anni di età.
La valanga si è staccata poco sotto Punta Rocca, a circa 3.000 metri di quota e ha coinvolto i due scialpinisti impegnati nella discesa
Flavio Tolin, membro dell'associazione MeteoTriveneto e ideatore del progetto che ha portato all'installazione di una stazione meteo sulla cima della Regina delle Dolomiti nell'ambito di Dolomitesmeteo, ha affidato ai social una riflessione sulle difficoltà nell'interpretare, specialmente in questo periodo dell'anno, i rischi in quota.
"Mi sono andato a guardare - scrive Flavio sul suo profilo Instagram - il bollettino "neve e valanghe" redatto dal Centro Valanghe di Arabba ed il grado di pericolo è segnato "1" cioè debole! Dunque in linea di massima le escursioni sono abbastanza sicure e con un buon grado di fattibilità, tuttavia nel corso degli anni specie in concomitanza dei cambi stagionali, cambi repentini di temperatura ed avanzamento stagionale rendono ancor più difficile decidere se uscire o meno".
"Avendo in quota la stazione meteo che ogni 15 secondi invia i dati - riprende Tolin -, abbiamo potuto vedere come da venerdì le condizioni meteo fossero mutate, con una altalena di cambio temperatura ed umidità, passando da clima umido e ghiacciato a secco e molto ventoso ma sempre molto fresco. Le temperature questa mattina erano intorno ai -13°C in quota, -7°C intorno quota 2.600 metri, ma l'elemento di risalto in questi giorni è stato il vento".
Proprio il vento, secondo Tolin, potrebbe aver giocato un ruolo chiave nel creare delle condizioni di pericolo per gli scialpinisti: "Il vengo ha toccato punte di 103 chilometri orari ieri e 90 stamattina, andando sicuramente a creare accumuli eolici sottovento importanti con neve a bassa coesione (non sono un esperto su tale ambito per cui lascio agli esperti la parola), ma immagino che una neve accumulata dal vento non sia il massimo per andarci sopra. E proprio guardando il taglio dalle immagini si nota un distacco "regolare"! Anche questa mattina le condizioni del vento erano particolarmente avverse, alle 6 di stamattina abbiamo toccato gli 84 chilometri orari, ma effettivamente il sole e la giornata limpidissima invogliavano a salire. Che dire, è sempre più difficile capire quando si può e quando è meglio non partire, certamente in una giornata come oggi nulla lasciava presagire questo...".
In conclusione, un appello e un ringraziamento: "Ai vigili del fuoco, al soccorso alpino, a tutti i volontari che si stanno prodigando per ricerche e soccorsi. Grazie. Non dimentichiamoci che sono gli angeli protettori che salvano vite umane".
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