La neve tonda che può rimbalzare come microscopiche palline di gomma (VIDEO). Ecco come si forma il graupel

In queste ore in alcune località sta cadendo una particolare idro-meteora: la neve tonda, anche detta graupel. Scopriamo quali condizioni portano alla formazione di questo fenomeno

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In queste ore in alcune località sta cadendo una particolare idro-meteora: la neve tonda, anche detta graupel. Si tratta di qualcosa di molto particolare. Piccole sfere millimetriche bianche che cadono a terra senza quasi fare rumore. Invece di cadere e aderire al suolo, spesso rimbalzano, come fossero microscopiche palline di gomma.
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Il motivo di questo bizzarro comportamento è da ricercare nella struttura interna di questa forma di precipitazione. La neve tonda consiste in un piccolo nucleo ghiacciato compatto, circondato da un intreccio di minuscoli cristalli di ghiaccio separati tra loro da spazi vuoti. Contenendo parecchia aria, il graupel ha una densità relativamente bassa e per questo il suo comportamento ricorda quello di una pallina che rimbalza. Bisogna poi considerare che la neve tonda cade spesso quando la temperatura dell’aria è particolarmente bassa e il fatto di cadere su suoli gelati fa sì che il graupel non si impasti con l’acqua e rimanga invece molto secco.

La cosa più interessante della neve tonda è scoprire quali condizioni portano alla sua formazione.
Tipicamente il graupel si forma quando l’atmosfera possiede una stratificazione termica particolare, con la presenza di uno strato relativamente caldo posto tra due fasce più fredde.
Il primo passo è la formazione in quota di tipici cristalli di neve. Se sotto allo strato freddo che produce la neve, ne è presente uno caldo, allora i fiocchi di neve che lo attraversano vanno incontro a parziale distruzione. Perdono le loro fini ramificazioni e si accartocciano su sé stessi, trasformandosi in palline di ghiaccio.
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La pallina continua a cadere e si avvicina al suolo. In inverno (la neve tonda è una meteora tipicamente invernale), il suolo è freddo e ricoperto da uno strato di aria a bassa temperatura. Se questa "buccia" d’aria che ricopre il terreno è sufficientemente fredda e sviluppata, ecco che i malconci fiocchi superstiti riprendono a crescere. Piccole goccioline di umidità condensano sulla superficie del nucleo ghiacciato e gelano istantaneamente, andando a formare la struttura solida porosa che dà volume alla pallina.
Come avrete capito, affinché si formi la neve tonda devono essere rispettati degli equilibri ben precisi. In quota le condizioni devono essere favorevoli alla produzione di neve, più in basso la temperatura deve salire, ma non troppo perché altrimenti i fiocchi andrebbero completamente distrutti. Infine, vicino al suolo la temperatura deve nuovamente tornare fredda. Ecco perché si tratta di un fenomeno relativamente raro.
Tuttavia, questi particolari contrasti termici sono più frequenti nelle fasi finali e iniziali di avvezioni fredde, quando masse d’aria gelide e altre relativamente più miti si trovano a interagire tra loro.













