Piove oltre il Circolo Polare artico. A Tromsø le strade si sono trasformate in fiumi in poche ore (VIDEO)

A destare preoccupazione è la frequenza con cui, negli ultimi anni, la pioggia si presenta copiosa in periodi e luoghi dove storicamente dominava la neve

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'anomalia termica che ha caratterizzato l'avvio di marzo 2026 in Europa non accenna a rientrare. Le previsioni confermano che questa situazione è destinata a persistere almeno fino al termine della settimana, interessando in modo trasversale tutto il continente, dall'Italia fino alle latitudini più settentrionali.
Tromsø sotto la pioggia: immagini che fanno riflettere
Questa anomalia si riflette in modo particolare nelle immagini che in questi giorni arrivano da Tromsø, in Norvegia. Dopo un inverno trascorso nella norma per buona parte dei paesi scandinavi, in poche ore un'ingente quantità di pioggia ha mutato il paesaggio e altre precipitazioni sono attese nelle prossime ore. Si tratta di scene che colpiscono non soltanto per la loro intensità, ma soprattutto per il contesto in cui si verificano: siamo ben oltre il Circolo Polare Artico, in un territorio dove in questa stagione la neve dovrebbe essere ancora indiscussa protagonista.
Che episodi di pioggia possano verificarsi anche in inverno non stupisce di per sé. Quello che preoccupa — e che gli esperti sottolineano con crescente insistenza — è la frequenza con cui, negli ultimi anni, la pioggia si presenta copiosa in periodi e luoghi dove storicamente dominava la neve.
Non si tratta di un caso isolato, ma di una tendenza in accelerazione che vede aumentare i giorni di precipitazione liquida anche al Circolo Polare Artico.
Video condiviso nei canali social dalla pagina Tromsølove e pubblicato da @bussmagasinet
Da −17°C a temperature positive: il salto termico di Rovaniemi
Il caso di Rovaniemi, in Finlandia, è emblematico. La città, nota in tutto il mondo come la "villaggio di Babbo Natale", ha registrato un'anomalia termica difficilmente spiegabile al di fuori del contesto del cambiamento climatico in atto. Dalle temperature molto negative registrate appena due settimane fa — con punte fino a −17°C — si è passati in pochi giorni a massime costantemente superiori allo zero. Un'oscillazione che non solo altera lo scenario invernale, ma mette sotto pressione ecosistemi, infrastrutture e comunità locali solitamente abituate a convivere con il freddo estremo.
Anche la nostra Penisola sta vivendo un inizio di marzo fuori dagli schemi. Le temperature si mantengono su valori ben al di sopra delle medie stagionali e le proiezioni meteorologiche non lasciano spazio all'ottimismo nel breve periodo: l'anomalia termica continuerà almeno fino alla fine della settimana e, a quanto pare, anche oltre.
Un quadro complessivo che non può essere liquidato come una semplice variazione stagionale. Le immagini di Tromsø sotto la pioggia, quelle di Rovaniemi che si sgela e la primavera anticipata che attraversa l'Italia sono facce diverse di uno stesso fenomeno: un cambiamento climatico tangibile, visibile e misurabile, che non conosce più confini geografici né latitudini di sicurezza.













