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Ambiente | 05 marzo 2026 | 13:00

Una marmotta fa capolino sulle nevi dell'alta Valle Maira: "L'osservazione del guardiaparco ha qualcosa di straordinario". Il VIDEO delle Aree Protette Alpi Marittime

"Normalmente escono dal letargo tra la fine di marzo e inizio aprile. Un’anomalia, anche perché l’inverno è stato nevoso e la copertura del suolo è ancora importante - scrive l'ente Aree Protette Alpi Marittime - . L’aumento delle temperature incide sull’anticipo dell’interruzione del letargo e sulle dimensioni delle cucciolate". Per capire cosa significa questo avvistamento, vale la pena ricordare alcuni aspetti peculiari del comportamento delle marmotte e pensare a cosa avviene sotto terra durante i mesi invernali

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"L’osservazione di una marmotta il 4 di marzo ha un qualche cosa di straordinario": con questo commento, l'ente Aree Protette Alpi Marittime accompagna un video pubblicato sulla propria pagina instagram, in cui si intravede una marmotta fare capolino su un pendio innevato, osservata attraverso le lenti del binocolo di un guardiaparco.

 

"Normalmente il roditore esce dal letargo tra la fine di marzo e inizio aprile. Un’anomalia anche perché l’inverno 2025-26 è stato nevoso e la copertura del suolo è ancora importante. Alcuni studi hanno verificato che l’aumento delle temperature incide sull’anticipo dell’interruzione del letargo come sulle dimensioni delle cucciolate. Il rilievo del guardiaparco Giorgio Ficetto, in alta Valle Maira, è molto interessante e andrebbe sicuramente approfondito con una ricerca", scrive l'ente. 

 

 

 

 

 

 

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Risvegli precoci in quota: il "caso" della marmotta in alta Valle Maira

Questo episodio, che - leggendo scrivono gli esperti - presenta un carattere di eccezionalità, fa suonare un campanello d’allarme sullo stato di salute degli ecosistemi alpini.

 

L'avvistamento di una marmotta già attiva all’esterno della sua tana, documentato dal guardiaparco ieri in Piemonte, anticipa di alcune settimane la consueta tabella di marcia biologica di questo roditore, che solitamente si riaffaccia sulle praterie d'alta quota tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.

 

Ciò che rende il dato ancora più sorprendente è il contesto meteorologico attuale, poiché nel territorio delle Alpi Marittime l’inverno che stiamo per lasciarci alle spalle è stato caratterizzato da nevicate abbondanti che mantengono tuttora una copertura del suolo piuttosto importante, condizione che solitamente spinge gli animali a prolungare il periodo di riposo ipogeo.

 

Per capire un po' meglio cosa significa questo avvistamento, vale la pena ricordare alcuni aspetti peculiari del comportamento delle marmotte e pensare a cosa avviene sotto terra durante i mesi invernali. 

 

Uno degli animali "simbolo" della montagna, diffuso nell'arco alpino, la marmotta ha una conformazione di piccole dimensioni, con zampe corte e robuste che le consentono di scavare freneticamente nel terreno per costruire reti di gallerie sotterranee, dove vive in colonie a dimensione familiare

 

La si trova tra i 1000 e i 2800 metri d’altitudine, sui prati, nelle pietraie, brughiere e radure dei boschi. "Costruisce la sua tana prevalentemente in luoghi esposti al sole (cioè, dove, in primavera, la neve si scioglie più rapidamente) in terreni soffici, vicino a pascoli ben soleggiati", si legge nel sito delle Aree Protette Alpi Marittime.

 

"Questa specie trascorre la stagione invernale nello stato di letargo: tutti i componenti del gruppo si raccolgono nell'anfratto più ampio e profondo della tana, stretti gli uni agli altri per limitare la dispersione di calore".

 

Durante questo periodo, che generalmente dura da ottobre ad aprile, le marmotte attuano una strategia di sopravvivenza basata sul rallentamento metabolico: "Gli atti respiratori si abbassano a 2-3 al minuto, la temperatura da 38 gradi scende a soli 7-4 gradi e le pulsazioni cardiache passano a 4-5 al minuto".

 

Questa sorta di torpore profondo non deve far pensare a un sonno ininterrotto, dato che le ricerche più recenti hanno evidenziato come il gruppo familiare metta in atto una sorta di "termoregolazione sociale", con risvegli utili a scaldare soprattutto gli esemplari più piccoli, i più esposti al rischio di ipotermia. Lo spiega sempre l'area protetta, specificando che questi mammiferi sono soggetti a periodici risvegli seguiti da breve attività: "Questi temporanei risvegli hanno lo scopo di aumentare la temperatura corporea sia degli adulti sia dei piccoli, maggiormente esposti ad un'eventuale morte per ipotermia. Si tratta di un caso di cura parentale estesa anche agli altri adulti presenti. Se il numero di questi nella tana diminuisce o è ridotto alla singola unità, tale tecnica di termoregolazione sociale diventa insufficiente e la mortalità dei piccoli aumenta".

 

Come è facile immaginare, in primavera, all'uscita del letargo, la marmotta diventa una facile preda perché risulta ben visibile mentre corre alla ricerca del cibo sulle praterie ancora innevate: come si vede anche nel video condiviso dall'area protetta, la sua pelliccia bruna spicca nettamente sul bianco della neve. 

 

L'interruzione precoce del letargo, osservata quest'anno, suggerisce come l'aumento globale delle temperature stia interferendo con i delicati meccanismi biologici della fauna selvatica, spingendo alcuni esemplari fuori dalla tana in anticipo rispetto al consueto, quando le risorse alimentari sono ancora scarse ed è elevato il pericolo di esporsi a possibili predatori.

 

Le evidenze scientifiche raccolte dall'Ente Aree Protette Alpi Marittime sono chiare: "Alcuni studi hanno verificato che l’aumento delle temperature incide sull’anticipo dell’interruzione del letargo come sulle dimensioni delle cucciolate". 

 

L'osservazione in Valle Maira, oltre a rappresentare un fatto curioso di fine inverno, aggiunge un ulteriore elemento che, proprio come suggerisce l'ente, meriterebbe di essere approfondito con ricerche mirate per capire come la fauna alpina stia cercando di adattarsi a una montagna che cambia volto con una rapidità incontestabile. 

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