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Attualità | 14 luglio 2025 | 18:00

In mutande tra le auto, il prato usato come toilette e c'è anche chi fa la doccia (FOTO): a Cortina parcheggi trasformati in campeggi abusivi

Quello documentato dalle foto scattate a Cortina d'Ampezzo è solo l’episodio più recente di un trend diffuso che si può riscontrare anche in altre località, sia nei parcheggi di fondovalle sia nelle piazzole a bordo strada, percorrendo i passi dolomitici o in cima ai valichi

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Ho notato il fenomeno già nelle scorse estati, ma in questi giorni si è accentuato: il parcheggio di via dello Stadio, proprio davanti alla Marina Militare, si è trasformato in un’area di campeggio abusivo con van e furgoni che pernottano a lungo, con tetti sollevati, tende e in alcuni casi persone che usano il prato come toilette”.

 

Succede a Cortina d’Ampezzo, nell’area di sosta realizzata di recente per far fronte alla carenza di posti auto dovuta ai numerosi cantieri presenti in zona.

 

Il parcheggio in pieno centro diventa un camping improvvisato, in cui sostare (gratuitamente) per poi campeggiare (abusivamente). Così, c'è chi ne approfitta per preparare un picnic con tanto di seggiole e tavola imbandita o chi allestisce una cucina in piena regola, con la pentola per la pasta sul fornello; chi dorme nella tenda installata sul tetto o chi azzarda docce en plein air, mostrandosi in mutande ai passanti e utilizzando improbabili supporti come stendini per la biancheria. E c’è addirittura chi scambia il luogo per un bagno pubblico.

A raccontare a L’AltraMontagna quanto accaduto è una persona che conosce e frequenta Cortina da almeno trent’anni. Vista la situazione, “domenica ho contattato i carabinieri, che sono intervenuti prontamente. Hanno fatto un primo sopralluogo e successivamente sono tornati, facendo allontanare almeno un mezzo”, riferisce. 

 

L'episodio è stato riportato anche sui social con un post che, tra le reazioni, ha raccolto una pioggia di commenti infastiditi per il mancato rispetto delle regole e concordi nel giudicare poco decoroso quanto testimoniato dalle foto. “Si accetta questo schifo e si multa la gente che lavora. Ma quale Perla, questa è una latrina”, si legge. “I vigili fanno solo le multe a noi lavoratori… l’altro giorno sulla passeggiata vicino al toto si lavavano vestiti e piatti nella fontana, non so se mi spiego”, aggiunge un’altra persona.  

Nelle immagini si vedono turisti che, dopo aver parcheggiato - azione, questa, assolutamente legittima - ne approfittano per dedicarsi a varie attività, come se si trovassero appunto in un’area camping. Comportamenti, questi ultimi, non consentiti.

 

Il regolamento di Polizia Urbana del Comune di Cortina d’Ampezzo infatti è chiaro. L’articolo 47 istituisce il “Divieto di campeggio libero in tutto il territorio comunale, compresa la sede stradale, le piazze, i parcheggi ed altre aree di uso pubblico: è vietata l’effettuazione di qualsiasi specie di campeggio e/o l’impianto di tenda, fuori dalle aree appositamente attrezzate”. 

 

Nel medesimo regolamento si legge che “gli operatori di Polizia Municipale sono tenuti a dare immediata esecuzione alla presente disposizione con le modalità più opportune, compresa la rimozione dei veicoli, in modo da assicurare l’allontanamento delle persone e dei veicoli con la massima efficacia e rapidità, richiedendo, se del caso, la collaborazione delle altre Forze di Polizia”. 

 

Quello documentato da queste foto è solo l’episodio più recente di un trend diffuso che si può riscontrare anche in altre località, sia nei parcheggi di fondovalle sia nelle piazzole a bordo strada, percorrendo i passi dolomitici o in cima ai valichi. 

 

Specialmente in alta stagione, in alcune aree la presenza di campeggiatori è tale da saturare gli stalli disponibili, a danno di chi ne avrebbe bisogno semplicemente per parcheggiare, fruendo correttamente degli spazi.

 

Nel caso specifico, la segnaletica specifica non risulta essere presente, forse perché si tratta di un’area di sosta ricavata pochi mesi fa per sopperire alla mancanza di parcheggi, resi non disponibili a causa dei tanti lavori in corso collegati alle imminenti Olimpiadi. “Credo sia necessario che il Comune metta dei cartelli chiari di divieto di campeggio, perché senza una comunicazione visibile il fenomeno rischia di degenerare ogni weekend”, aggiunge il nostro lettore. 

 

Vero è che altrove, nonostante la segnaletica sia visibile, non sembra tuttavia valere come deterrente sufficiente. 

 

Il trend in crescita in diverse località delle Dolomiti, oltre a evidenziare una palese infrazione delle regole, probabilmente in parallelo fa emergere un’esigenza derivante dai flussi turistici in aumento nei territori di montagna. Flussi che, più che essere ignorati, necessitano di essere gestiti.

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