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Attualità | 05 novembre 2025 | 12:00

"La montagna non è solo altitudine ma una condizione sociale e territoriale": anche Uncem Marche chiede criteri più equi per individuare i "nuovi" Comuni montani

Dall'associazione un attacco alla nuova legge sulla montagna e alle valutazioni che non tengono in considerazione i dati relativi alla composizione della popolazione, al prodotto interno lordo pro-capite, alle condizioni socio-economiche ed alle infrastrutture, presenti o assenti sul territorio. I sei esperti nominati dovranno concludere il lavoro entro Natale. Si tratta di funzionari e amministratori: tra loro, nessun rappresentante dell'Italia centrale né del mondo accademico

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Prosegue l'iter per l'attuazione della nuova Legge sulla Montagna e resta alta l'attenzione sui criteri che porteranno a individuare i Comuni che risulteranno interessati (o meno) dal provvedimento.

 

Lo scorso ottobre, il ministero degli Affari regionali ha nominato i sei esperti "che collaboreranno alla definizione dei criteri per la nuova classificazione dei Comuni montani". 

 

Si tratta, infatti, di sei nomi proposti da Regioni e Province autonome, Province e Comuni: a comporre il gruppo ci sono rappresentanti provenienti da Valle d'Aosta, Abruzzo, Sardegna, Veneto, Piemonte e Lombardia. Risultano esclusi, dunque, i territori dell'Italia centrale. 

 

Tra gli esperti figurano funzionari e dirigenti regionali, sindaci e assessori di piccoli Comuni (rigorosamente alpini) e il direttore generale della Provincia di Belluno, un "ingegnere esperto di trasporti e specializzato in modelli matematici previsivi" come spiega un articolo pubblicato su un quotidiano locale nel momento in cui ha assunto l'incarico, dopo esser stato per 4 anni direttore operativo di Veneto Strade.

 

Non c'è una geografa né un'economista agraria, non c'è un'antropologa e nemmeno una sociologa nella commissione nominata.

 

Un elenco di esperti che rispondono alla volontà del ministero di realizzare "l’ascolto dei territori" per arrivare a definire entro Natale, in virtù delle norme previste dall’articolo 2, comma 1, della Legge Calderoli per la Montagna, i contenuti del dpcm che definirà "i criteri per la classificazione dei comuni montani che costituiscono le zone montane e ai quali si applicano le disposizioni della legge, in base ai parametri altimetrico e della pendenza" spiega ancora una nota del ministero.

 

È un nucleo di persone, quindi, che difficilmente potrà rispondere alle perplessità del mondo scientifico, come quelle espresse dal geografo Mauro Varotto dell'Università di Padova in un'intervista a L'Altramontagna, rispetto alla definizione dei comuni montani solo in base ad altitudine e pendenza.

 

A sollevare il problema, dopo la Regione Emilia-Romagna e Anci Toscana, è anche Uncem Marche, in rappresentanza dell'area geografica (il Centro Italia) che non trova rappresentanza nella commissione di esperti. "La montagna non è solo altitudine ma una condizione sociale e territoriale di svantaggio - ha spiegato il presidente Giuseppe Amici, a margine dell'assemblea regionale - e paesi sotto i 600 metri possono avere le stesse difficoltà di isolamento e spopolamento dei comuni più in quota".

 

L'assemblea di fine ottobre ha anche approvato un documento che segnala l'esclusione delle Unioni montane dal gruppo tecnico ministeriale, chiedendo alla Regione Marche di negoziare criteri più equi per scongiurare la riduzione dei comuni riconosciuti come montani. L'associazione chiede all'ente di negare la propria intesa su uno schema di decreto che penalizzi l'Appennino marchigiano (che in larga parte, in particolare nel territorio delle province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Ancona, fa parte del cratere dei terremoti 2016 e 2017) a partire da valutazioni fatte "senza alcuna considerazione dei dati relativi alla composizione della popolazione, al prodotto interno lordo pro-capite, alle condizioni socio-economiche ed alle infrastrutture, presenti o assenti sul territorio".

 

Il centro storico di Mercatello sul Metauro, comune a 429 metri sul livello del mare nella provincia di Pesaro e Urbino © Luca Martinelli

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