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Attualità | 21 ottobre 2025 | 15:00

"I criteri di classificazione dei Comuni montani sono inaccettabili per il nostro Appennino": preoccupazione di Anci Toscana per la nuova Legge sulla Montagna

"Il sistema di classificazione è gravemente inappropriato perché fondato esclusivamente su criteri altimetrici, con il pericolo di pregiudicare quasi del tutto la montagna appenninica", segnala Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna, che giudica inadeguate anche le risorse economiche previste 

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Resta acceso il dibattito attorno alla nuova legge nazionale sulla montagna, approvata definitivamente il 10 settembre scorso. A far discutere sono in particolare i criteri di classificazione dei Comuni ritenuti "montani" o meno.

 

"Il sistema di classificazione è gravemente inappropriato perché fondato esclusivamente su criteri altimetrici, con il pericolo di pregiudicare quasi del tutto la montagna appenninica", segnala con preoccupazione Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna.

 

Marmo ha definito la situazione "inaccettabile", evidenziando che "si sta delineando una visione di montagna che rischia di aumentare, anziché ridurre, il divario tra le aree più sviluppate e quelle più svantaggiate dei nostri territori", come sottolineato anche dall’assessore al bilancio della Regione Emilia-Romagna (ne avevamo parlato in questo articolo). 

 

Oltre ai criteri di classificazione dei Comuni, "le risorse associate per il momento alla nuova legge nazionale sulla montagna sono completamente inadeguate - aggiunge Luca Marmo - 200 milioni a livello nazionale spariranno nella complessità e nell’enormità delle periferie".

 

Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Toscana ha manifestato in passato una sostanziale soddisfazione per una legge nazionale che è stata lungamente attesa, ma ha evidenziato a più riprese le criticità, richiamando anche l’attenzione di alcuni parlamentari toscani, che hanno espresso la disponibilità a presidiare gli ultimi passaggi del provvedimento. "Alcune proposte sono state parzialmente accolte dal testo del cosiddetto "Ddl Montagna" (ad esempio servizi pubblici, piccole imprese, famiglie, ricomposizione fondiaria), ma devono essere rivisti elementi cruciali come quello della classificazione e quello dei finanziamenti", aggiunge Anci Toscana.
 

Pochi giorni fa, anche l’assessore regionale al bilancio dell'Emilia-Romagna Davide Baruffi avrebbe espresso scetticismo riguardo alla recente legge sulla montagna, la quale, con l’attuale sistema di classificazione altimetrico, “non farebbe altro che accentuare la divaricazione” tra montagne di prima e seconda classe.

 

In occasione dell’approvazione della Legge, per avere un quadro più completo sul provvedimento, avevamo interpellato i senatori Luigi SpagnolliMarco Lombardo (che avevano votato contro l'approvazione della legge) e Mariastella Gelmini, il cui voto era invece favorevole. Alcuni di loro, soprattutto Lombardo, già sollevavano perplessità riguardo l’adeguatezza di distinguere i territori sulla base di un parametro altimetrico. Nei prossimi giorni torneremo sull'argomento con un nuovo approfondimento. 

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